ARCHEOLOGIA 15 Settembre Set 2014 1603 15 settembre 2014

Grecia: gli enigmi della tomba di Amfipolis

Il monumento funebre riportato alla luce in Macedonia.

  • ...

Da giorni si susseguono le discussioni tra gli studiosi circa l'alto dignitario o famigliare del condottiero Alessandro Magno, che potrebbe essere stato sepolto nel monumento funebre, riportato di recente alla luce nella località di Kastà presso Amfipolis, nella regione settentrionale della Macedonia.
Intanto gli scavi archeologici proseguono: gli esperti guidati dall'archeologa Katerina Peristeri sono arrivati fino nel secondo ambiente della tomba. Secondo i ricercatori si tratta di un importante mausoleo ma non si sa per chi sia stato realizzato, perciò sono state formulate molte ipotesi.
«NON È LA TOMBA DI ALESSANDRO MAGNO». L'idea che nel sepolcro sia stato sepolto Alessandro Magno è stata esclusa perchè secondo tutte le testimonianze storiche il grande condottiero giace ad Alessandria d'Egitto, dove «il mondo intero cerca la sua tomba» ha detto Nicola Bonacasa, docente di Archeologia all'Università di Palermo, intervistato dal sito web zougla.gr.
È stata scartata anche l'ipotesi che si tratti della sepoltura di Roxane, la principessa bactriana e prima moglie del conquistatore macedone. La donna fu uccisa da Cassandro e dal figlio Alessandro IV per salire sul trono macedone: difficilmente, secondo gli esperti, avrebbero costruito per lei un monumento così grandioso.
Non si tratta nemmeno dello stesso Alessandro IV perchè egli venne sepolto a Vergina.
INCERTA L'EPOCA DI COSTRUZIONE. Anche l'anno della costruzione del monumento è da definire. Qualche studioso ha sostenuto che si tratta forse di un monumento di epoca romana. In un' intervista rilasciata a zougla.gr anche Enzo Lippolis, direttore della Scuola di Archeologia dell'Università di Roma, ha ipotizzato che si tratta di un «eventuale poliandrio (tomba comune) in quanto non si sa niente circa il luogo dove sono stati sepolti i membri della famiglia di Cassandro». Per quanto riguarda la data dalla costruzione del sepolcro Lippolis ha sostenuto che «è ancora troppo presto per determinarla».
IL MISTERO DELLE SFINGI. Secondo quanto ha riferito al quotidiano ateniese Ta Nea Olga Palaggia, docente di Archeologia classica all'Università di Atene, la tomba di Kastà è stata costruita non prima del I secolo a.C. «Sculture - come le sfingi e le cariatidi che vi sono state rinvenute - non si trovano nelle tombe macedoni. In Grecia le sfingi nelle tombe le incontriamo ad Atene negli anni dell'epoca arcaica ma non nel periodo classico». «In epoca romana invece - ha aggiunto la studiosa - le troviamo non solo nelle tombe ma pure in altri monumenti perché erano anche il simbolo dell'imperatore Augusto, mentre le cariatidi erano il suo elemento decorativo preferito».
L'ENIGMA DELLE CARIATIDI. Anche il professor Bonacasa ha espresso perplessità riguardo la presenza di quelle statue: «Si tratta di una cosa curiosa in quanto in quel periodo comincia la nascita dei cosiddetti misti. Le cariatidi non fanno parte della tradizione di quell'epoca ma nemmeno della tradizione della corte reale. Di conseguenza siamo lontani dalla storia di Alessandro Magno».
Katerina Romiopoulou, direttrice onoraria delle Antichità Classiche di Salonicco, ha sostenuto la tesi che la tomba di Kastà sia macedone: «Le pareti del monumento sono realizzate con pietre intagliate, il tetto è fatto ad arco e al suo interno c'è un percorso in muratura che conduce a stanze rettangolari e corridoi. Per me - ha concluso Romiopoulou - quella tomba risale al IV o all'inizio del III secolo a.C.».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati