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SERIE TIVÙ 17 Settembre Set 2014 1356 17 settembre 2014

Montalbano, il produttore: «Senza soldi, sposto la fiction in Puglia»

Il produttore: «Via dalla Sicilia». Crocetta: «La Rai ci deve 25 mln». Ma apre il confronto.

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Luca Zingaretti in una scena della serie Il commissario Montalbano.

Dagli arancini alle friselle. La produzione della fiction de «Il commissario Montalbano» vorebbe trasferire il set in Puglia. E fan e istituzioni insorgono, gridando al Montalbano 'taroccato', come lo ha definito il deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. Ma l'idea ha ricevuto il placet anche del padre nobile del commissario, Andrea Camilleri. «La Regione Siciliana e i suoi governi in questi anni non hanno fatto niente per aiutare o coadiuvare la produzione del Commissario Montalbano. Malgrado l'indotto creato per il turismo dalle riprese cinematografiche, soprattutto nella parte sud orientale dell'Isola», dove si trova Porto Empedocle, la Vigata della tivù.
LA RAI CI DEVE 25 MLN. «In Puglia», ha ribadito il produttore Carlo degli Esposti, «mi fanno i ponti d'oro, mentre dalla Regione Sicilia non ricevo un euro. Certo mi dispiacerebbe lasciare l'Isola, ma non si può continuare così». L'assessore al turismo Michela Stancheris e il governatore Crocetta, accusato da Degli Esposti di avergli fatto fare «la sala d'attesa più lunga della mia vita. Dalle 11 mi ha ricevuto alle 19», si sono detti «disponibili al confronto». Secondo Crocetta, tuttavia, dietro alla provocazione del produttore potrebbe celarsi altro. «È strano che questa vicenda di Montalbano esploda proprio quando la Rai chiede un incontro alla Regione siciliana sul contenzioso per la fiction Agrodolce, su cui indaga la magistratura. Sono pronto a denunciare tutto in Parlamento e alla Procura», ha annunciato. «La Rai ci deve dare 25 milioni di euro e fa saltare la fiction Montalbano? Non facciano i furbi, non accetto contro-partite».

«Se le cose non si smuovono a metà lavorazione, trasferisco tutto in Puglia»

Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta.

«Voglio chiarire una cosa: non sono io che sposto Montalbano, eventualmente la sposteranno loro», ha detto il produttore. I nuovi episodi della fiction Rai, tra le più viste di sempre si realizzeranno tra un anno, «ma le location sono importanti anche per scrivere la sceneggiatura». Intanto in questi giorni sono cominciate quelle della nuova serie del Giovane Montalbano interpretato da Michele Riondino: «Se le cose non si smuovono, a metà lavorazione trasferisco tutto in Puglia», aveva detto il 16 settembre, Degli Esposti, ma il 17 settembre dopo aver sentito al telefono Crocetta, già si è detto possibilista.
Il sindaco di Porto Empedocle Lillo Firetto e l'assessore al Turismo avevano invitato Degli Esposti a utilizzare il regolare bando pubblicato ad agosto chiedendo contributi regionali alle produzioni di fiction. Ma evidentemente non basta a calmare le acque visto che il commissario straordinario della provincia di Ragusa Carmela Floreno ha riunito i soci della Film Commission Ragusa per lanciare l'allarme, esortandoli a mettere in campo «azioni incisive». Ma il problema sembra andare oltre le vicende del commissario nato dalla fantasia di Camilleri.
SERVE RAGIONAMENTO COMPLESSIVO. Crocetta ha definito «incauta» l'operazione Agrodolce prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Rai Educational e con la Regione siciliana ai tempi dei governo di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo e realizzata da Einstein Fiction; la soap fu girata interamente in Sicilia, nell'immaginaria cittadina Lumera, e fu sospesa nel 2011 dalla Rai. «Con quei 25 milioni dovevano realizzare un centro di produzione a Termini Imerese», ha affermato il presidente della Regione, «di quella struttura non abbiamo visto nemmeno l'ombra». «Nessuno tenti di ribaltare la frittata», ha insistito Crocetta, perché la Rai dovrebbe restituire 25 milioni spariti nel nulla». Nel frattempo, però, il presidente della regione ha teso la mano alla produzione di Montalbano: «Mi ha assicurato di voler essere al fianco della Palomar per i prossimi Montalbano. Oggi si apre una fase nuova», ha dichiarato Degli Esposti. Con il governatore abbiamo convenuto che lo sviluppo dell'industria dell'immaginario legata a Montalbano, insieme a Regione e comuni, non ha nulla in comune, ha ribadito Degli Esposti, «con la vicenda Agrodolce con cui l'attuale amministrazione regionale e l'attuale vertice aziendale Rai hanno alcuna responsabilità». «Questa vicenda non solo può servire a rilanciare la serie Montalbano ma anche a fare un ragionamento complessivo sul cinema con la Rai».

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