Umberto Pizzi 140917182340
SOCIETÀ 17 Settembre Set 2014 1731 17 settembre 2014

Pizzi e l'identikit del professionista della tartina

Vuole apparire. Farsi fotografare. E, non ultimo, «magnare». Pizzi descrive l'esperto del buffet. E a Renzi dice: «Impossibile rottamarli».

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Vagano instancabili da un evento all’altro. Si avvistano ovunque ci sia un convegno, un dibattito, una tavola rotonda. Sono i «professionisti della tartina», attaccati da Matteo Renzi. «Noi siamo con Italia che si spezza la schiena», ha detto il premier alla Camera, «e non con i professionisti della tartina e presunti esperti che non hanno previsto la crisi e hanno poi sbagliato a dare le risposte».
PRESENZIALISTI A TUTTI COSTI. Ma chi sono esattamente questi «tartinari»? Una folla di politici, imprenditori, esperti, professori, lobbisti, giornalisti che fanno del presenzialismo uno stile di vita. Esserci è un imperativo. E se c’è da mangiare, tanto meglio. Anche se, negli ultimi anni, le cose stanno cambiando.
TARTINARI BIPARTISAN. «Prima lo scettro ce l’aveva il centrodestra, ora la tartina interessa a tutti», dice a Lettera43.it Umberto Pizzi, storico fotografo dell’Italia mondana. «Ma i buffet diminuiscono, e la gente, malata di presenzialismo, partecipa a tutto, anche all’inaugurazione del grattacheccaro».

Umberto Pizzi, storico fotografo dell’Italia mondana.


DOMANDA. I tartinari stanno diventando bipartisan quindi...
RISPOSTA. Fino a poco tempo fa il tartinaro per eccellenza ruotava intorno al centrodestra, erano loro a detenere il potere. Politici, stampa, e cavalier serventi. Che poi mica dai loro delle tartine, questi vanno a tartufo.
D. E adesso?
R. Adesso le cose sono un po' cambiate. Destra, sinistra, centro, la tartina è trasversale. Ora si muovono tutti, politici, imprenditori. Prima almeno il centrosinistra aveva un po’ più di pudore.
D. E poi cosa è accaduto?
R. Che è crollato di fronte alla tartina, i «moralisti» ormai sono pochi. D’Alema e Veltroni, per esempio, non li vedi mai tuffarsi sul cibo.
D. Renzi non ne sarà particolarmente contento.
R. Renzi riuscirà a eliminare parecchie cose ma i tartinari no, perché c’è sempre quel fascino del cibo che attrae la gente. Secondo me non verranno rottamati, si magnerà sempre. Ho una serie di ritratti di gente che si tuffa veramente sui buffet, che si abboffa di mozzarelle. Quando c’erano i soldi si facevano i buffet pazzeschi, c’erano alcuni che alzavano il naso per sentire da dove proveniva l’odore e partivano in quella direzione.
D. Però i buffet ora sono meno abbondanti.
R. È vero. L’altro giorno sono andato alla Rai a vedere la presentazione di Ballarò, c’era solo il caffè, nemmeno il cappuccino, con due tartine striminzite.
D. Un po' triste...
R. So solo che quando i buffet sono poveri la gente non si avvicina, il buffet povero non interessa. Deve essere ricco, allora attrae. Però la sinfonia è cambiata, non ci sono più grandi cene, grandi kermesse in giro. Una volta ce n’erano ogni sera, uno poteva sopravvivere senza spendere una lira per mangiare. E infatti molti lo facevano alla grande.
D. Colpa della crisi?
R. Sì, la crisi ha cambiato le cose. A Cortina c'erano delle tavole incredibili, pesci spada cotti sulla brace in montagna, le feste alle quali vedevi tutti quelli che contavano. E poi le cene nelle varie case private. Adesso niente, non succede più nulla.
D. Ma allora, se i buffet sono di meno, perché i professionisti della tartina non mollano?
R. Perché tutti vogliono apparire, esserci. Il selfie è l’esempio perfetto di come siamo cambiati. Basta vedere un qualsiasi talk show...
D. Si spieghi.
R. Tutti vogliono 15 minuti di celebrità, ma poi non bastano: vogliono 15 giorni, 15 mesi. E vale perogni categoria: politici, imprenditori e giornalisti. Non è molto diverso dal Maurizio Costanzo show dove sfilava un carosello di personaggi, sempre gli stessi.
D. Quindi il tartinaro è ancora attratto dall'ancestrale voglia di esserci?
R. Bisogna riflettere sul cambiamento della società. Ormai, pur di apparire, si corre all’apertura del grattacheccaro. L’importante è esserci. Giuro che mi arrivano messaggi di persone che un tempo non pensavo mi avrebbero mai ammesso ai loro eventi. Ora mi cercano, mi vogliono a tutti i costi, vogliono essere fotografati.
D. Ma il professionismo della tartina è una caratteristica solo italiana?
R. Assolutamente sì: italiana e molto romana. Mi ricordo che una volta sono andato a seguire la prima alla Scala, la tartina la pagavi cinque euro, non era aggràtis.

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