CINEMA 18 Settembre Set 2014 0600 18 settembre 2014

Film novità 2014, da «Anime Nere» a «Si alza il vento»

In sala la pellicola di Munzi applaudita alla Mostra di Venezia. Sharon Stone in Un ragazzo d'oro di Avati. E l'ultimo capolavoro di Miyazaki.

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Il cinema italiano ritorna ancora una volta protagonista nelle sale grazie ad alcuni titoli destinati ad attirare l'attenzione degli appassionati di cinema.
Dopo la presentazione in concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto un'ottima accoglienza da parte di critica e pubblico, viene ora distribuito Anime nere, il nuovo film diretto da Francesco Munzi che colpisce con il suo racconto duro e tagliente ambientato nel mondo della criminalità calabrese.
IL RAGAZZO D'ORO DI PUPI AVATI. Atteso e discusso anche Un ragazzo d'oro, il nuovo lungometraggio di Pupi Avati che può contare sulla presenza nel proprio cast anche di una star internazionale come Sharon Stone.
Più leggera, ma sempre legata a tematiche sociali molto attuali, l'atmosfera che contraddistingue Se chiudo gli occhi non sono più qui, con protagonista un giovane immigrato di seconda generazione, e La nostra terra, la nuova commedia firmata da Giulio Manfredonia, già autore del divertente Si può fare.
IL NUOVO CAPOLAVORO DI MIYAZAKI. Si rivolgono invece a un pubblico più giovane e alla ricerca di intrattenimento senza troppo impegno il reboot di Tartarughe Ninja, perfetto pop corn movie ricco di azione creato su misura di teenager, e il film d'animazione L'ape Maia – Il film, con protagonista il simpatico insetto, in una nuova versione dai tratti moderni, amato da diverse generazioni di spettatori di cartoni animati.
L'animazione è inoltre al centro dell'attenzione anche con Si alza il vento, l'ultimo capolavoro del regista Hayao Miyazaki che è stato portato nei cinema a distanza di un anno dalla sua anteprima al Festival veneziano.
INDAGINI E VENDETTE MADE IN NY. Vuole invece commuovere e conquistare con una colonna sonora accativante, il drammatico Resta anche domani, che racconta con sfumature tragiche il primo grande amore di una talentuosa violoncellista.
Ben più tesa e violenta, infine, la situazione al centro del lungometraggio La preda perfetta, in cui la periferia di New York fa da sfondo a indagini e vendette interpretate dal sempre convincente Liam Neeson.


Anime Nere è stato presentato alla 71esima Mostra del cinema di Venezia.

L'Aspromonte delle Anime nere

Tratto dal romanzo di Gioacchino Criaco, Anime nere permette a Francesco Munzi di avvicinarsi con personalità al mondo della criminalità e alla quotidianità di una zona affascinante, e al tempo stesso quasi dura ma ricca di cultura, come quella dell'Aspromonte.
Tre fratelli, nati ad Africo, hanno scelto strade di vita diverse: Luigi (Marco Leonardi) è un trafficante di droga, i cui guadagni permettono a Rocco (Peppino Mazzotta) di vivere a Milano e lavorare come imprenditore, mentre Luciano (Fabrizio Ferracane) si dedica all'agricoltura e al lavoro della terra. Suo figlio Leo (Giuseppe Fumo), però, spezza questo già precario equilibrio sparando dei colpi di fucile sulla saracinesca di un bar protetto da un clan locale avversario della sua famiglia. La sua provocazione lo obbligherà ad andare per qualche giorno dagli zii a Milano e getterà le basi per una tragedia.
La fotografia fredda e cupa sottolinea con grande efficacia un racconto intenso di vendetta e speranze infrante che mette a confronto modi di intendere la vita molto diversi, accomunati però dallo stesso destino.
IL CONFRONTO TRA NORD E SUD. Il confronto tra Nord e Sud, evidente nel mostrare gli affari illeciti di Luigi e la complessa situazione della criminalità calabrese, sostiene la prima parte del film diretto con grande attenzione da Munzi, per poi dare spazio a una rappresentazione più lenta e accurata di un universo in cui gesti, parole e tradizioni sono elementi da non perdere mai di vista. La violenza, quasi catartica, viene motivata con attenzione costruendo una struttura narrativa solida che conduce con sicurezza verso un finale spiazzante. Ottime le interpretazioni dell'intero cast, anche degli attori non professionisti, che permettono al regista di stratificare sapientemente dettagli e situazioni, rendendo ogni inquadratura densa e significativa. Anime nere è un'opera interessante e ben ideata, forse un po' troppo ambiziosa nel suo tentativo di offrire un ritratto di uno spaccato della Calabria e della criminalità, ma abilmente sviluppata. Intenso.

Regia: Francesco Munzi; genere: drammatico (Italia, Francia, 2014); attori: Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Giuseppe Fumo, Anna Ferruzzo.

Quando l'ape Maia si ribellò

L'ape Maia ritorna in una nuova versione per il grande schermo dall'aspetto moderno e in linea con lo stile proposto dai progetti di animazione degli ultimi anni.
La protagonista è Maia, un'ape nata in un mondo in cui si svolge da sempre una lotta con le vespe e in un alveare che accetta con riluttanza la diversità. I suoi tentativi di essere come gli altri la portano a scontrarsi con la malvagia consigliera dell'Ape Regina che, però, ha in mente anche un piano per rubare la pappa reale.
Il regista Alex Standermann riporta alla ribalta l'amato insetto che dagli Anni 70 ha vissuto avventure seguite in tivù da milioni di spettatori in tutto il mondo, pur non potendo contare su una sceneggiatura in grado di soddisfare anche chi ormai non è più un bambino.
OLTRE LE REGOLE DELL'ALVEARE. L'Ape Maia - Il film, infatti, segue il desiderio della famosa ape di vivere un'esistenza diversa dalle regole imposte dal suo alveare, ma i vari elementi della trama e i personaggi amici di Maia, come la cavalletta Flip e il simpatico Willy, non vengono sviluppati a dovere, rimanendo quasi abbozzati sullo sfondo di un intrigo poco avvincente.
Il lungometraggio suscita così negli adulti un po' di nostalgia, anche grazie alla presenza della voce della doppiatrice Antonella Baldini, ma non conquista, risultando tuttavia un buon film a sfumature educative adatto ai più piccoli. Nostalgico.

Regia: Alex Stadermann; genere: animazione (Australia, 2014).

La nostra terra sulle orme di Si può fare

Giulio Manfredonia ritorna alla regia di una commedia quasi educativa con La nostra terra, dai molti punti in comune con il suo precedente film Si può fare.
Nicola Sansone (Tommaso Ragno) è proprietario di un podere nel Sud Italia che viene confiscato e affidato alla gestione dell'associazione Legalità e futuro. Filippo Gentile (Stefano Accorsi), nonostante la personalità ossessivo-compulsiva che l'ha fatto rimanere a lungo a Bologna, viene quindi costretto a partire con lo scopo di trasformare il latifondo in una cooperativa agricola. Al suo arrivo l'uomo si scontra con le idee dei cittadini locali che hanno subito il peso della presenza della mafia per anni e con i problemi dell'associazione, fondata dalla maestra Rossana (Maria Rosaria Russo), e dai suoi soci Azzurra (Iaia Forte) e Salvo (Silvio Laviano).
QUALCHE STEREOTIPO DI TROPPO. La nostra terra si avvicina ai problemi sociali alla base della storia con eccessiva leggerezza, proponendo inoltre una serie di personaggi fin troppo caratterizzati con lo scopo di offrire un ritratto articolato della società contemporanea, ma il risultato finale è piuttosto deludente. L'approccio ben fondato su aspetti morali ed educativi appesantisce infatti la commedia che viene penalizzata dall'utilizzo dei diversi stereotipi, rendendo vani anche i passaggi più riusciti e divertenti.
L'esperienza del cast, guidato da Stefano Accorsi e Sergio Rubini, non salva il film dal risultare troppo buonista e retorico e, nonostante le ottime capacità di Manfredonia dietro la macchina da presa e un'ottima fotografia, il lungometraggio risulta un po' esile e superficiale. Fragile.

Regia: Giulio Manfredonia; genere: commedia (Italia, 2014); attori: Stefano Accorsi, Sergio Rubini, Maria Rosaria Russo, Iaia Forte, Nicola Rignanese, Massimo Cagnina.

La preda perfetta, la Grande Mela si fa noir

La solida regia di Scott Frank permette a La preda perfetta di portare sul grande schermo i bestseller scritti da Lawrence Block creando un'intrigante atmosfera e un intreccio avvincente.
Matt Scudder (Liam Neeson) è un ex poliziotto di New York che ora lavora come investigatore privato, infrangendo anche la legge.
Quando decide di aiutare un trafficante di eroina (Dan Stevens) a individuare i rapitori e assassini di sua moglie, Scudder scopre che i colpevoli hanno commesso già in passato quel tipo di brutale crimine.
I personaggi sono stati adattati per il grande schermo con intelligenza, dando spessore a figure che avrebbero potuto apparire bidimensionali o sopra le righe.
LIAM NEESON NON DELUDE. Liam Neeson, ancora una volta impegnato con un ruolo in cui violenza e morale sono sempre a metà tra bene e male, non fatica molto a trovare il giusto approccio all'ex poliziotto dal passato non privo di macchie e alle prese con dubbi e dilemmi personali.
La preda perfetta risulta, anche grazie alle location in cui è stato girato, un thriller di buon livello nonostante la trama non abbia elementi innovativi o svolte inaspettate. Noir.

Regia: Scott Frank; genere: drammatico (Usa, 2014); attori: Liam Neeson, Dan Stevens, David Harbour, Boyd Holbrook, Marina Squerciati, Sebastian Roché.

Tanti buoni sentimenti in Resta anche domani

L'interessante spunto narrativo iniziale basato su due mondi musicali e famigliari opposti, purtroppo, non dà vita a una storia originale in Resta anche domani, venendo invece messo in secondo piano da una storia d'amore stereotipata e poco brillante.
Tratto da un romanzo di Gayle Forman, il film racconta la storia di Mia (Chloë Grace Moretz ): una giovane violoncellista che rimane vittima di un drammatico incidente stradale e, sospesa tra la vita e la morte, rivive il suo passato e la relazione con Adam (Jamie Blackley).
La struttura che intreccia presente e flashback permette di non rendere troppo retorico e pesante il racconto, infarcito di molti buoni sentimenti e, per fortuna, un'ottima colonna sonora. R.J. Cutler è infatti riuscito a gestire bene il più che prevedibile susseguirsi di eventi sfruttando con attenzione l'interpretazione di Chloë Grace Moretz, convincente pur dovendosi muovere in un esiguo spazio espressivo, di Jamie Blackley, e soprattutto della coppia di genitori rocker alternativi e ricchi di calore affidata a Mireille Enos e Joshua Leonard.
LA COLONNA SONORA DEI RAMONES. La storia d'amore non propone nulla di originale e si limita a seguire l'evoluzione del primo rapporto importante tra due adolescenti e i problemi che deve affrontare durante il periodo ricco di ostacoli e cambiamenti rappresentato dalla fine del liceo e l'entrata nel mondo degli adulti, dando il giusto spazio anche all'importanza della famiglia e degli amici nell'affrontare cuori spezzati e sogni in evoluzione.
Il tentativo di commuovere ogni tanto funziona, le musiche, con suite classiche e classici come quelli dei Ramones, sono coinvolgenti e aiutano il lungometraggio a risultare scorrevole e in linea con le aspettative di chi ama questo genere di progetto cinematografico, pur risultando difficilmente digeribile da chi vorrebbe qualcosa in più rispetto a un alto tasso di zuccheri e troppi buoni sentimenti. Retorico.

Regia: R.J. Cutler; genere: drammatico (Usa, 2014); attori: Chloe Moretz, Jamie Blackley, Mireille Enos, Jakob Davies, Stacy Keach, Joshua Leonard.

Se chiudo gli occhi non sono più qui, le avventure di Kiko

Dopo essere stato presentato in concorso nel 2013 nella sezione Alice nella città al Festival Internazionale del Film di Roma, arriva ora nelle sale il lungometraggio diretto, e scritto, da Vittorio Moroni.
Il protagonista è il 16enne Kiko (Mark Manaloto), orfano di padre, che vive con la madre e il nuovo compagno della donna, Ennio (Beppe Fiorello), un uomo che sfrutta nei cantieri edili gli immigrati clandestini. L'incontro con Ettore (Giorgio Colangeli), un vecchio amico del padre, darà una svolta alla vita del ragazzo appassionato di astronomia, costretto a lavorare ogni giorno dopo la scuola.
Il tema dell'immigrazione e della difficoltà a integrarsi nella società viene trattato da Moroni attraverso il percorso di un adolescente alla ricerca di risposte e mostrandone la sua voglia di cultura e conoscenza.
UN APPROCCIO ORIGINALE. L'ex professore in pensione interpretato da Giorgio Colangeli diventa una guida per Kiko e accompagna allo stesso tempo lo spettatore in un mondo dove la solitudine e lo sfruttamento rischiano di lasciare ferite profonde.
L'esordiente Mark Manaloto incarna bene la malinconia che anima il personaggio e la storia e, nonostante alcuni elementi siano solo tratteggiati a grandi linee, Se chiudo gli occhi non sono più qui rappresenta un modo non banale e sensibile di raccontare problemi contemporanei importanti. Misurato.

Regia: Vittorio Moroni; genere: drammatico (Italia, 2013); attori: Mark Manaloto, Ignazio Oliva, Beppe Fiorello, Elena Arvigo, Giorgio Colangeli, Anita Kravos.

Si alza il vento, Miyazaki volta pagina

L'ultimo film da regista di Hayao Miyazaki, Si alza il vento, si allontana dalle atmosfere magiche che ne hanno caratterizzato gran parte della filmografia per addentrarsi nella storia vera del Giappone.
Jiro Horikoshi cresce con la passione per gli aerei ma non può diventare pilota a causa della sua miopia. Il giovane decide quindi di specializzarsi nella progettazione di aeroplani, seguendo l'esempio dell'ingegnere aeronautico Gianni Caproni. Jiro, mentre sta per scoppiare la Seconda guerra mondiale, riesce a progettare il miglior caccia esistente al mondo ma, per farlo, è costretto a sacrificare molto, anche il suo amore per la moglie malata.
L'estrema cura e attenzione per ogni dettaglio visivo si adegua alla perfezione all'atmosfera ben ancorata alla realtà di quanto raccontato e al modo in cui vengono ripercorse molte pagine importanti della storia giapponese. Il contrasto tra la voglia di libertà e di vivere e l'inevitabilità di un destino orientato verso la sofferenza e la distruzione sono alla base di Si alza il vento che, alternando interessanti, ma fin troppo dettagliate, sequenze tecniche alla vita privata di Jiro, dà la spinta necessaria a sostenere il film.
I DILEMMI MORALI DI JIRO. Miyazaki si muove con sicurezza tra sogni e incubi, offrendo un'affascinante esplorazione dei dilemmi morali del suo protagonista senza commettere l'errore di prendere una posizione nei confronti delle scelte compiute. Come accaduto in passato, inoltre, il regista conferma ancora una volta la sua incredibile capacità di rendere gli elementi naturali protagonisti silenziosi ma determinanti, rendendo in questo caso sempre presente il vento con piccole azioni o riferimenti più evidenti.
Si alza il vento è una delle opere più interessanti di Miyazaki, che farà riflettere e verrà ricordato a lungo. Affascinante.

Regia: Hayao Miyazaki; genere: animazione (Giappone, 2013).

Chi non conosce le Tartarughe Ninja?

Il reboot delle Tartarughe Ninja realizza l'obiettivo alla sua base: quello di far scoprire alle nuove generazioni i personaggi e le avventure del franchise, per provare ad aprire un nuovo capitolo della saga tratta dai fumetti pubblicati per la prima volta negli Anni 80.
April O'Neal (Megan Fox) è una reporter televisiva alla ricerca della sua grande occasione per dimostrare le proprie capacità. L'occasione giusta le si presenta quando New York inizia a subire gli attacchi del Clan del Piede guidati dal malvagio Shredder e, durante un attacco in metropolitana, qualcuno lotta per salvare i cittadini. Con grande sorpresa di April, però, gli eroi non sono persone ma quattro tartarughe mutanti adolescenti: Donatello, Leonardo, Michelangelo e Raffaello. La loro natura è legata agli studi scientifici compiuti proprio dal padre di April e la giornalista scoprirà ben presto, grazie al racconto del topo sensei Splinter, di aver avuto un ruolo essenziale nella loro vita.
L'AZIONE IN PRIMO PIANO. L'impronta di Michael Bay è evidente in questo nuovo film esplicitamente commerciale e rivolto a un pubblico di giovanissimi, diretto con sicurezza da Jonathan Liebesman. L'atmosfera leggera e ricca di azione mette infatti in secondo piano dialoghi al limite del ridicolo, degli effetti speciali non di altissimo livello, e una sceneggiatura in cui i confini tra bene e male sono netti e permettono di comprendere con estrema facilità quanto sta accadendo, ovviamente senza tralasciare un pizzico di retorica e morale necessaria a giustificare gli scontri di cui sono protagoniste le tartarughe ninja.
Il cast, che comprende anche Whoopi Goldberg nel piccolo ruolo del capo di April, non deve faticare molto data l'esile struttura del film, tuttavia Tartarughe Ninja diverte e non annoia, proponendo un prodotto di media qualità che però raggiunge il suo scopo con scioltezza, senza pretese o ambizioni eccessive. Commerciale.

Regia: Jonathan Liebesman; genere: azione (Usa, 2014); attori: Megan Fox, Will Arnett, William Fichtner, Alan Ritchson, Pete Ploszek, Jeremy Howard, Johnny Knoxville, Noel Fisher, Whoopi Goldberg.

Scamarcio è Un ragazzo d'oro

Pupi Avati ritorna alla regia con Un ragazzo d'oro: un film dal respiro internazionale che ruota intorno alla storia di un figlio e al suo amore per il padre.
Davide Bias (Riccardo Scamarcio) lavora per un'agenzia pubblicitaria e sogna di diventare scrittore, ma i suoi romanzi vengono sempre rifiutati dalle case editrici. Il giovane vive con qualche difficoltà il peso dei comportamenti del padre, un regista poco talentuoso, che lo ha sempre fatto sentire inferiore. La ragazza di Davide, Silvia (Cristiana Capotondi), è inoltre ancora innamorata del suo ex, il capo dell'agenzia dove lavora il protagonista. La situazione, già complicata, precipiterà definitivamente dopo la misteriosa morte del padre di Davide.
C'È ANCHE SHARON STONE. Avati ha deciso di concentrarsi prevalentemente sul legame famigliare per sostenere il suo nuovo lungometraggio, a cui ha partecipato anche la diva Sharon Stone con il ruolo dell'amante del padre di Davide. Sospeso tra mistero e analisi psicologica dei personaggi, Un ragazzo d'oro si muove tra presente e passato, tra eredità scomode e ricerca di una propria identità, senza però sembrare mai in grado di approfondire con la dovuta cura alcuna tematica. La sceneggiatura poco coesa e delle interpretazioni indecise non aiutano Un ragazzo d'oro a trovare il giusto modo di proporsi, apparendo fin troppo frammentato e appesantito dal tentativo di gestire i numerosi elementi narrativi; un'occasione forse sprecata per Avati che non riesce a raggiungere l'ottimo livello che ne ha contraddistinto in passato la carriera. Deludente.

Regia: Pupi Avati; genere: drammatico (Italia, 2014); attori: Riccardo Scamarcio, Sharon Stone, Cristiana Capotondi, Giovanna Ralli, Cristian Stelluti, Osvaldo Ruggieri.

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