CULTURA 25 Settembre Set 2014 0543 25 settembre 2014

Film novità 2014, da «Lucy» a «La buca»

Arriva nelle sale la pellicola di Besson. Pasolini di Ferrara. E il nuovo di Ciprì.

  • ...

Le nuove uscite cinematografiche soddisfano maggiormente il pubblico più giovane, grazie a un'offerta orientata a diverse fasce di età.
Le bambine devono attendere il 27 e il 28 settembre per poter vedere nei cinema del circuito The Space il film d'animazione Barbie e il regno segreto: una favola arricchita da tante canzoni e sequenze danzate che trasporterà le piccole spettatrici in un mondo fatato. Le famiglie possono poi scegliere tra il divertente Pongo, il cane milionario e L'incredibile storia di Winter il delfino 2, dalle tematiche un po' più serie ma ugualmente alimentato da buoni sentimenti e tante emozioni.
POSH, SPAZIO AI GIOVANI. Attira i teenager Posh, soprattutto grazie al cast di giovani star che è stato accolto con grande calore a Roma, dove il film è stato presentato in anteprima alla presenza di Sam Claflin, Max Irons e Douglas Booth.
I giovani ritrovano poi sul grande schermo alcuni beniamini delle serie tivù grazie a Bastardi in divisa: un film esile ma non privo di momenti comici, che vede tra i suoi protagonisti anche Nina Dobrev (The Vampire Diaries), Jake Johnson e Damon Wayans Jr (New Girl).
SCARLETT È LUCY. La diva Scarlett Johansson aiuta Luc Besson ad addentrarsi nuovamente, dopo Il quinto elemento, con discreto successo nella fantascienza con Lucy: un'opera dagli spunti originali e interessanti pur non essendo del tutto convincente.
Le sequenze d'azione sostengono anche il film tailandese The Protector 2, in cui gli spettacolari combattimenti e inseguimenti vengono purtroppo penalizzati da un eccessivo utilizzo degli effetti speciali e da una trama surreale.
DELUDE PASOLINI. Si ritorna alla leggerezza con La buca, la nuova opera diretta da Daniele Ciprì che diverte grazie a una trama piacevole e alla brillante coppia formata da Sergio Castellito e Rocco Papaleo.
Delude invece Pasolini, diretto da Abel Ferrara e presentato in concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che ripercorre le ultime ore di vita dello scrittore non riuscendo a ricrearne il carisma e l'originalità.
L'ultima delle nuove uscite settimanali è Party Girl: un ritratto onesto e sincero di una 60enne dal passato complicato, realizzato da un gruppo di giovani registi emergenti premiati con merito al Festival di Cannes.

Nelle sale Lucy, il nuovo film di Luc Besson.

Barbie alla ricerca del regno segreto

Continua la produzione di film di animazione dedicati al mondo di Barbie, creando così nuovi personaggi destinati a diventare nella realtà compagni di gioco delle bambine.
La protagonista di Barbie e il regno segreto è la principessa Alexa: una ragazza timida che preferisce leggere e rimanere da sola piuttosto che partecipare a eventi sociali o stringere amicizia con i suoi coetanei. Dopo che la nonna le consegna un libro unico, Alexa scopre una porta segreta che conduce a un mondo meraviglioso in cui fa la conoscenza della sirena Romy e della fata Nori, private dei propri poteri dalla malvagia e viziata Malucia, che vuole ottenere tutta la magia del regno.
La storia è creata seguendo la classica struttura di un musical-favola, in cui canti e balli danno il ritmo alla narrazione. Poca l'originalità narrativa portata sullo schermo ma gli elementi colorati e accattivanti ideati dagli autori potranno conquistare le giovanissime spettatrici.
GODIBILE E MAI NOISO. Tra unicorni, simpatiche creature, incantesimi e abiti elaborati, il film diretto da Karen J. Lloyd raggiunge il suo scopo intrattenendo e facendo nascere il desiderio di ricreare con le proprie Barbie la dimensione in cui la protagonista può trovare coraggio e sicurezza.
Visivamente curato, seppur non di altissima qualità, il lungometraggio risulta godibile e non noioso, qualità necessarie a permettere anche agli adulti di trascorrere senza troppa fatica qualche ora nelle sale in compagnia dei propri figli. Fiabesco.

Regia: Karen J. Lloyd; genere; animazione (Usa, 2014).

Justin e Ryan, due Bastardi in divisa

La popolarità degli interpreti, soprattutto per chi segue con attenzione le serie televisive, potrebbe contribuire ad attirare gli spettatori nelle sale, ma Bastardi in divisa ha veramente ben poco da offrire.
La commedia diretta da Luke Greenfield ha come protagonisti i due amici Justin (Damon Wayans Jr.) e Ryan (Jake Johnson) che, dopo aver indossato dei costumi da poliziotti per partecipare a una festa, decidono di continuare a fingersi agenti per sfruttare il rispetto e il timore suscitato dalla divisa, oltre all'attenzione della bella cameriera Josie (Nina Dobrev). La situazione sfuggirà loro ben presto di mano e, oltre alla possibilità di pagare a caro prezzo la scelta di proseguire nell'impersonificazione, Justin e Ryan dovranno fare i conti con il mondo della criminalità e di poliziotti corrotti.
L'ottimo feeling del cast conferisce a Bastardi in divisa la capacità di far divertire nonostante le battute e l'ambientazione degli eventi nel mondo della polizia siano poco originali.
UNA DOBREV SOTTOTONO. La sceneggiatura di Luke Greenfield e Nicholas Thomas è infatti estremamente semplice e priva di sorprese, dando spazio alle discussioni e agli scontri tra i due protagonisti, delineati in modo quasi opposto. Più sottotono, invece, l'interpretazione di Nina Dobrev, alla ricerca di una carriera cinematografica dopo aver ottenuto il successo con la serie The Vampire Diaries. L'attrice dimostra però di possedere il giusto fascino e una buona attitudine per la commedia, elemento che potrà aiutarla a gettare le basi per il proprio futuro.
Con la consueta dose di volgarità e battute scorrette, Bastardi in divisa mantiene quel che promette: un po' di risate e leggerezza senza alcun impegno. Prevedibile.

Regia: Luke Greenfield; genere: commedia (Usa, 2014); attori: Jake M. Johnson, Damon Wayans Jr., Nina Dobrev, Andy Garcia, James D'Arcy, Keegan Michael Kay.

Ciprì fa Buca

Daniele Ciprì ritorna per la seconda volta alla regia, senza la collaborazione di Franco Maresco, con la commedia La buca.
Armando (Rocco Papaleo) è uscito di prigione dopo aver scontato 27 anni di carcere sostenendo di essere innocente. Oscar (Sergio Castellito) è invece un avvocato disposto a tutto pur di guadagnare qualcosa. Quando il cane di Armando morde Oscar, il legale vorrebbe trarne profitto ma la situazione lo porta invece a indagare su quanto accaduto all'ex detenuto per provare a intentare una causa allo Stato.
La leggerezza si unisce in La buca a un intreccio giallo dagli elementi classici, pur mantenendo un'atmosfera gradevole che segue l'evoluzione del rapporto tra i due protagonisti. Il film, però, perde purtroppo compattezza in più passaggi, caratterizzandosi quindi con un andamento altalenante.
BENE CASTELLITTO-PAPALEO. L'esperienza di Castellito e Papaleo permette ai due attori di muoversi con una certa agilità tra le tragicomiche situazioni portate in scena. La regia di Ciprì non riesce a coniugare in modo del tutto omogeneo il suo stile particolare con gli intenti del film, che sfiora con spirito critico il ricorso all'illegalità e all'inganno, ma la pellicola soddisfa con una storia lieve e senza troppe pretese, sviluppata e gestita con scioltezza. Scorrevole.

Regia: Daniele Ciprì; genere: commedia (Italia, 2014); attori: Rocco Papaleo, Valeria Bruni Tedeschi, Sergio Castellito, Jacopo Cullin, Ivan Franek, Teco Celio.

Winter ha voglia di libertà

Ritorna sul grande schermo il delfino Winter, la cui vita è stata salvata grazie alla creazione di una coda prostetica. Il secondo capitolo della sua storia, però, scivola in cliché e spunti narrativi prevedibili, non raggiungendo così il livello del lungometraggio precedente.
Il dottor Clay Haskett (Harry Connick Jr.) è riuscito a ottenere l'attenzione delle persone e dei media nei confronti della sua struttura Clearwater Marine Aquarium grazie alla storia di Winter, ma la situazione sembra essergli sfuggita di mano dimenticandosi in parte l'obiettivo iniziale, messo in secondo piano dai guadagni. Sawyer (Nathan Gamble) è ormai un teenager e lavora come volontario nella struttura insieme a Hazel (Cozi Zuehlsdorff), la figlia di Clay, per cui inizia a provare qualcosa di diverso rispetto alla semplice amicizia. La madre surrogata di Winter, Panama, muore però di vecchiaia e, non potendo rimanere sola in rispetto alle regole vigenti negli Stati Uniti, il Dottor Clay introduce nella sua vasca un giovane esemplare di delfino che deve essere curato. Winter però non sembra andare d'accordo con la nuova arrivata e potrebbe inoltre essere giunto per lei il momento di provare a ritornare in libertà.
PERSONAGGI UMANI STEREOTIPATI. Senza cercare di umanizzare troppo gli animali, ma piuttosto di farne emergere le caratteristiche specifiche con onestà, L'incredibile storia di Winter il delfino 2 ha il merito di non mostrare una situazione idealizzata delle strutture di recupero in cui vengono accolti gli esemplari feriti. Più difficoltosa invece, la rappresentazione dei protagonisti umani, fin troppo stereotipati e ricchi di buoni sentimenti. Gli elementi potenzialmente fonte di riflessione sulla fama e l'importanza del denaro vengono infatti trattati rimanendo in superficie, mentre il primo amore di Sawyer segue tappe ormai immancabili in ogni film destinato alla visione in famiglia. Pur potendo contare su delle buone interpretazioni da parte di tutti i membri del cast, il lungometraggio subisce il peso di dialoghi banali e comportamenti virtuosi, risultando in questo modo solo una piacevole visione apprezzabile prevalentemente dai più giovani, anche se impreziosita dalla splendida fotografia di Daryn Okada, che enfatizza la bellezza della natura e dei luoghi in cui è ambientato il film. Famigliare.

Regia: Charles Martin Smith; genere: avventura (Usa, 2014); attori: Morgan Freeman, Ashley Judd, Mae Whitman, Harry Connick Jr., Cameron Boyce, Zachary Gordon.

Lucy, Besson a tinte fantascientifiche

Il regista Luc Besson ritorna alle atmosfere fantascientifiche con Lucy: un film non privo di elementi originali e affascinanti, ma fin troppo confuso e affrettato.
Lucy (Scarlett Johansson), una giovane studentessa che vive a Taipei, deve consegnare una valigia a un gruppo di criminali. Dopo l'uccisione del suo fidanzato, la ragazza viene tenuta in ostaggio e le viene inserito un pacchetto contenente della droga nell'addome. A causa delle percosse subite, la sostanza entra in circolo e Lucy scopre che le sue capacità mentali sono aumentate in modo esponenziale. Un professore (Morgan Freeman) da anni studia le possibilità di espandere l'utilizzo del cervello umano e Lucy si rivolgerà a lui per capire quale sia il suo destino.
La premessa interessante che sostiene il film, in equilibrio tra riflessioni filosofiche e ipotesi scientifiche, nella prima parte del lungometraggio fatica a trovare il proprio spazio tra scene d'azione e accostamenti tra mondo animale e umano che suscitano qualche perplessità e sorriso.
BUONA PERFORMANCE DI SCARLETT. Besson, mentre la trama si evolve fin troppo rapidamente, riprende però in mano le redini della situazione e rende l'insieme più godibile e scorrevole sviluppando una struttura schematica che procede mostrando le varie fasi dell'evoluzione della sua protagonista, in un crescendo di fantasia e situazioni surreali. Grazie alla buona performance di Scarlett Johansson, il film mantiene alta l'attenzione e non scivola nel ridicolo, nonostante l'incapacità di differenziarsi del tutto da altri lungometraggi dalle caratteristiche simili, soprattutto per quanto riguarda le invenzioni visive.
La sceneggiatura non offre alcun reale approfondimento psicologico o spiegazione che giustifichi quanto accade alla sua protagonista, ma l'agile regia di Luc Besson permette di ottenere un risultato finale non brillante ma sicuramente apprezzabile. Confuso.

Regia: Luc Besson; genere: fantascienza (Francia, 2014); attori: Morgan Freeman, Scarlett Johansson, Analeigh Tipton, Choi Min-sik, Amr Waked, Julian Rhind-Tutt.

Gli ultimi giorni di Pasolini

La bravura di Willem Dafoe non basta del tutto a dare spessore al film che Abel Ferrara ha dedicato agli ultimi giorni di vita di Pier Paolo Pasolini.
Il lungometraggio racconta le ultime 48 ore dello scrittore e riporta molti degli elementi enigmatici presenti in quei due giorni, ma in modo descrittivo e mai analitico, giungendo così al momento della sua uccisione intrecciando fatti reali con alcuni passaggi del progetto mai realizzato da Pasolini in cui il Re Mago segue la stella cadente per raggiungere il Messia, passando anche per la città di Sodoma durante la festa della fertilità che culmina in un'orgia.
Il Pasolini di Ferrara, nonostante l'evidente somiglianza fisica di Dafoe, non ne ricrea mai il carisma e la voglia di stupire e trasgredire, limitandosi a delineare l'immagine di un intellettuale sopra le righe, alla ricerca di un appagamento spirituale e carnale, le cui giornate si dividono tra lavoro, legami famigliari e incontri occasionali.
IMMAGINI STERILI DI EMOZIONI. Il regista, pur animato da buone intenzioni e da una genuina ammirazione, firma in questo modo un lungometraggio il cui risultato finale appare quasi inutile. Il lavoro di ricerca compiuto durante le fasi della stesura della sceneggiatura da Ferrara e Maurizio Braucci, è sicuramente accurato ma tradotto in immagini sterili di emozioni, che propongono solo l'esteriorità delle persone e degli eventi.
L'idea di realizzare alcune parti di Porno-Teo-Kolossal affidando i ruoli dei protagonisti a Ninetto Davoli e Riccardo Scamarcio, inoltre, appare forzata, non aggiungendo molto all'opera.
Il progetto, senza alcun dubbio ambizioso, non soddisfa le aspettative e risulta un'occasione sprecata per allontanarsi dai binari di un tradizionale film biografico dall'aspetto patinato, così poco in linea con la personalità dell'artista su cui è stato costruito. Deludente.

Regia: Abel Ferrara; genere: drammatico (Italia, Francia, Belgio, 2014); attori: Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Maria de Medeiros, Giada Colagrande, Adriana Asti.

Party Girl, la storia di Angélique

La realtà si mescola alla finzione in Party Girl, lungometraggio che narra la storia di Angélique Litzenburger ispirandosi alla sua vera vita ma integrando alcuni elementi creati per il film.
Angélique ha ormai superato i 60 anni ma continua a condurre lo stesso stile di vita di quando era giovane, lavorando in un bar ed esibendosi in un night club. La situazione sembra cambiare quando l'unico cliente ancora innamorato di lei, Michel (Joseph Bour), si dichiara e le chiede di sposarlo, ricevendo inaspettatamente un sì. Con l'arrivo dei suoi figli, i fantasmi del passato di Angélique emergono e mettono a rischio l'inizio di una possibile nuova fase della sua vita.
SENTIMENTI BEN CALIBRATI. L'assoluto protagonista del film è il personaggio di Angélique, sempre presente in scena e inserito in contesti diversi come quello professionale e la situazione famigliare, ma progressivamente dimostra come le insicurezze e ferite interiori della donna vengono nascoste dietro una facciata energica e sopra le righe. La sceneggiatura è stata sviluppata con sicurezza, rendendo affascinante e coinvolgente un ritratto in cui non mancano amarezza e dolcezza in egual misura.
La buona performance di Angélique Litzenburger e la solida regia di Marie Amachoukeli-Barsacq, Claire Burger e Samuel Theis, rendono Party Girl un film mai banale, emozionando con un finale non stucchevole e dai sentimenti ben calibrati. Introspettivo.

Regia: Marie Amachoukeli-Barsacq, Claire Burger, Samuel Theis; genere: drammatico (Francia, 2014); con: Angélique Litzenburger, Mario Theis, Samuel Theis, Séverine Litzenburger, Cynthia Litzenburger.

Le avventure di Pongo

Divertimento e azione sono alla base del film spagnolo Pongo, il cane milionario: una commedia simpatica e leggera dallo spirito giovanile.
Il ricco cane Pongo vive nella sua tenuta circondato da giochi e ogni cosa desideri, nonostante il suo assistente personale e amico Alberto (Ivan Massagué) cerchi di fargli capire il valore del denaro. Quando uno spietato imprenditore che sfrutta nelle sue fabbriche i bambini non ottiene il contratto sperato, Pongo rischia di essere rapito, fugge e viene scambiato per un cane randagio. Alberto, intanto, cercherà di ritrovarlo grazie all'aiuto di una sua ex compagna di studi di cui è sempre stato innamorato (Patricia Conde). Pongo viene nel frattempo adottato da alcune famiglie, fino a giungere in una casa in cui capirà il valore dell'amicizia e quello di cui ha veramente bisogno.
LO STILE TELEVISIVO DEL REGISTA. L'espressività di Cook, il cagnolino che interpreta Pongo, permette al film di regalare più di una risata nel rappresentare le tragicomiche disavventure di chi ha la sfortuna di adottarlo: dall'allagamento di una casa alla quasi distruzione totale di una cucina, fino al divertente momento in cui l'addestratore che si occupa di trovargli una nuova famiglia lo paragona a Hannibal Lecter, facendogli persino indossare l'iconica maschera. Lo stile televisivo della regia di Tom Fernández non crea particolari problemi a un lungometraggio il cui target ideale ha un'età molto bassa, e anche le interpretazioni volutamente stereotipate degli attori si inseriscono bene nel contesto quasi da fumetto. Tra missioni stile ninja, rapimenti, esplosioni e colpi di scena, Pongo, il cane milionario rallegra senza troppi sforzi, scivolando rapido verso un doveroso lieto fine con sfumature educative. Simpatico.

Regia: Tom Fernández; genere: commedia (Spagna, 2014); attori: Ivan Massagueé, Eloy Azorin, Manuel Baqueiro, Maria Castro, Patricia Conde, Secun de la Rosa, Chiqui Fernandez.

L'élite del Riot Club

Tratto da un'opera teatrale di Laura Wade, Posh offre un ritratto dalla gioventù britannica senza troppi filtri, dando vita a un racconto vicino alle atmosfere dei thriller.
All'università di Oxford esiste, fin dal XVII secolo, il circolo esclusivo chiamato Riot Club, dalle caratteristiche elitarie. Lo studente modello Miles (Max Irons) e il cattivo ragazzo Alistair (Sam Claflin) vengono ammessi al club, di cui fanno parte anche Harry (Douglas Booth), esperto in scherma con un debole per le donne, James (Freddie Fox), nel cui futuro c'è una carriera nel mondo della finanza, e l'omosessuale Hugo (Sam Reid). Miles, inoltre, si avvicina alla bella Lauren (Holliday Granger), pur appartenendo a due mondi diversi. Un evento imprevisto, però, rischia di vanificare tutti i progetti e i piani dei soci del Riot Club.
LO SCONTRO TRA CLASSI SOCIALI. In Posh lo scontro tra classi sociali, alimentato da dialoghi taglienti e sarcastici, dà successivamente spazio a un'atmosfera maggiormene tesa che diminuisce un po' la forza del testo originale da cui è tratto. La regia di Lone Scherfig, tuttavia, sostiene bene il lungometraggio fino al suo epilogo, con uno stile convincente e scorrevole che conferma il talento mostrato con An Education. Gli interpreti principali, star in ascesa che possono già godere di un nutrito numero di fan in tutto il mondo, si adattano molto bene ai rispettivi ruoli, possedendo la giusta dose di fascino, intelligenza e sfrontatezza necessaria a rendere realistici i personaggi. Il film non cerca mai giustificazioni o scuse e usa un approccio quasi antropologico nel mostrare gli eventi, creando così un'immagine accurata e poco benevola di un gruppo di giovani dalla morale discutibile e classista che lascia il segno. Tagliente.

Regia: Lone Scherfig; genere: drammatico (Regno Unito, 2014); attori: Natalie Dormer, Sam Claflin, Jessica Brown Findlay, Douglas Booth, Max Irons, Holly Grainger.

The Protector 2, azione in salsa tailandese

Arriva dalla Tailandia The Protector 2: un film dalla trama quasi assurda il cui unico scopo è quello di collegare una numerosa serie di scene d'azione e combattimenti sempre più spettacolari ed elaborati.
Boss Suchart, influente proprietario di un campo di elefanti, viene ucciso nella sua casa. Il principale sospettato è Kham (Tony Ja), presente sulla scena del crimine, ma ad aiutarlo nel suo tentativo di dimostrare la propria innocenza ci sarà il sergente Mark (Mum Jokmok). Il giovane, inseguito da persone in cerca di vendetta e dalla polizia, deve inoltre cercare di rintracciare il suo elefante Khon, sottrattogli da chi è coinvolto da vicino nella morte di Suchart. Kham viene così a contatto con il mondo dei combattimenti clandestini gestiti da Lc (Rza), il cui scopo è riunire i migliori esperti di arti marziali.
Provare a dare un senso a quanto accade in The Protector 2 è veramente complicato e quasi impossibile: dopo un flashforward e il rapimento dell'elefante che il protagonista ha giurato di proteggere come un fratello, la situazione si ingarbuglia fino a culminare in un intrigo politico.
UN PERCORSO PIENO DI OSTACOLI. Per arrivare a quel punto, tuttavia, il percorso è pieno di ostacoli e di personaggi stereotipati, inseriti senza troppa attenzione nel film.
Nemmeno le sequenze d'azione, che dovrebbero essere il punto di forza del film, riescono a convincere a causa dell'evidente ed eccessivo uso di effetti speciali, di qualità mediocre, che rendono le capacità atletiche di Tony Jaa e dei membri del cast quasi irrilevanti, data l'evidente mancanza di fluidità delle scene.
Il tono sopra le righe e il basso livello tecnico e artistico penalizzano molto il lungometraggio, diretto da Prachya Pinkaew, che fatica più del dovuto a intrattenere e divertire anche gli appassionati del genere. Mediocre.

Regia: Prachya Pinkaew; genere: azione (Thailandia, 2013); attori: Tony Jaa, RZA, Petchtai Wongkamlao, JeeJa Yanin, Vince Makiling, Ujal Thapa.

Correlati

Potresti esserti perso