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RIVELAZIONE 27 Settembre Set 2014 1040 27 settembre 2014

Polo scoprì l'America prima di Colombo, la tesi di uno studio Usa

Il veneziano in Alaska nel XIII secolo. Ombre sulla veridicità delle mappe.

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Una mappa del viaggio di Marco Polo in Alaska.

Marco Polo batté sul tempo Cristoforo Colombo nella scoperta dell'America? Sì se si considera la tesi della rivista Smithsonian, il magazine pubblicato dal Smithsonian Institution - l'organismo Usa è nato nel 1846 con l'obiettivo di «aumentare e diffondere la conoscenza» - secondo cui fu l'esploratore e scrittore veneziano a scoprire il Nuovo Continente prima del navigatore genovese.
Da quanto è stato raccontato, infatti, Polo avrebbe messo piede in Alaska a metà del XIII secolo durante il suo viaggio in Asia, descritto poi ne Il Milione (opera che ispirò Colombo).
LE PROVE DELLA SCOPERTA. Benjamin Olshin, autore del libro Mysteries of the Marco Polo maps appena pubblicato dall'Università di Chicago, ha spiegato che nelle mappe tracciate dal veneziano ci sono «un sacco di prove» dello sbarco di Polo in America.
«Avrebbe potuto arrivare fin lì», ha spiegato Olshin al quotidiano britannico Telegraph, anche se poi lo studioso s'è detto cauto sul fatto che il veneziano sia davvero sbarcato dalla parte americana dello Stretto di Bering.
CONOSCENZA DELL'ALASKA. Di certo, secondo l'esperto, «esiste un certo numero di mappe» che certifica come Polo avesse «conoscenza dei confini del Nord Est asiatico» ben prima che fossero prodotti altri documenti da esploratori europei in quella zona.
Inoltre, sempre stando al racconto di Olshin, l'autore de Il Milione avrebbe prodotto mappe che mostrano in dettaglio la costa dell'Alaska.
L'ARRIVO A WASHINGTON. Al momento, però, le carte - che sono custodite nella Biblioteca del Congresso dal 1930 - devono ancora essere valutate da altri studiosi. Ma se fossero considerate autentiche, allora la scoperta dell'America spetterebbe a Polo che avrebbe preceduto di due secoli lo sbarco di Colombo.
Inoltre, il sito Marcopoloinseattle.com sostiene che l'esploratore veneziano abbia addirittura raggiunto lo Stato di Washington e lo Stretto di Puget.
DUBBI SULLA RIVELAZIONE. A screditare la versione del magazine Smithsonian, però, ci sono alcuni dubbi.
Per prima cosa, Polo non ha mai fatto menzione ne Il Milione alla nuova terra scoperta. Poi il materiale su cui sono state riprodotte le mappe attribuite al veneziano potrebbero smentire l'autenticità dei documenti, visto che sono stati usati prodotti all'epoca non diffusi.
Infine lo Stretto di Bering fu scoperto a metà del XVIII secolo. Un po' troppo per una terra che avrebbe dovuto essere nota da tre secoli. Almeno se Polo fosse davvero sbarcato in Alaska.

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