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LITE 10 Ottobre Ott 2014 1322 10 ottobre 2014

Fedez a X Factor, Pd contrario

Magorno e Gelli (Pd) contro la presenza su Sky del rapper.

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Il rapper milanese Fedez.

L'inno M5s di Fedez continua a fare discutere. E il 10 ottobre è proprio il Movimento a difendere il rapper milanese. «La libera espressione artistica non piace al Pd, che cerca di imbavagliare e intimidire Fedez», è scritto in un post.
L'ACCUSA DI VILIPENDIO. Dopo l'accusa di Stafano Pedica, ex Idv ora Pd, che ha individuato nel testo della canzone un verso che rappresenterebbe un «vilipendio» del Capo dello Stato («Caro Napolitano te lo dico con il cuore o vai a testimoniare oppure passi il testimone!», è arrivata quella di altri due deputati dem Federico Gelli ed Ernesto Magorno.
SKY E L'IMPARZIALITÀ. «Sarebbe interessante sapere come sia giudicata da Sky, che ha mostrato sempre grande equilibrio ed equidistanza nel rapporto con la politica, l'affiliazione pubblica di Fedez al Movimento 5 stelle, visto che il rapper è uno dei volti di punta dell'emittente satellitare come giudice di X Factor», hanno chiesto i parlamentari. «X Factor rappresenta una delle trasmissioni di maggiore successo di Sky e raccoglie in particolare grande attenzione dal pubblico giovane. La decisione di Fedez di scendere in campo in politica, come autore dell'inno ufficiale della manifestazione di Beppe Grillo e del suo partito al Circo Massimo, può creare certamente uno scollamento con l'immagine sempre imparziale di Sky, che negli ultimi anni si è segnalata anche per l'organizzazione dei faccia a faccia elettorali e in occasioni come le primarie del Pd, dando spazio a tutti i candidati in corsa».
A prendere le difese di Fedez Pina Picierno, europarlamentare Pd che su Twitter mette in guardia: «Nessuno tocchi Fedez, è mio giudice preferito di X Factor».



«MAI FATTO PROPOAGANDA». Il rapper filogrillino non se ne è stato certo zitto. E su Facebook ha risposto per le rime: «Apprendo ora che due esponenti del Pd hanno fatto esplicita richiesta a Sky di prendere posizione riguardo al mio ruolo e alla mia presenza nel programma di X Factor per aver espresso un'opinione politica al di fuori da tale contesto. Io non sono a X Factor per fare propaganda e mai l'ho fatta, ma da cittadino ho le mie idee politiche e non ho nessun motivo per tenerle nascoste, il fatto che per averle espresse si chieda la mia testa ci riporta indietro di 60 anni alla censura e al fascismo».

La denuncia contro Monopoli

Ma Magorno e Gelli non sono nuovi a queste battaglie. L'ultima che li hga visti protagonisti, insieme con altri colleghi, è stata quella contro la Hasbro e il Monopoli.
Secondo alcuni rumors, poi smentiti, l'azienda statunitense avrebbe pensato di lanciare una nuova versione del gioco da tavolo in cui le proprietà immobiliari erano sostotituite da pacchetti azionari di grandi multinazionali. Così sette democratici italiani hanno gridato alla finanza irresponsabile.
NO ALLA CANCELLAZIONE DELLA CASELLA PRIGIONE. I renziani, che avevano scritto un’accorata lettera a Francesco De Gregori per invitarlo a continuare a sognare la politica dopo la sua intervista al Corriere, hanno sostenuto che così facendo «si passa dall'acquisto di immobili alla speculazione in Borsa e inoltre, novità decisamente preoccupante, sarebbe stata abolita la casella della prigione».
Nulla di tutto questo. La Hasbroi ha smentito le voci e il «Vai in prigione» resta.
L'APPELLO ALL'AMBASCIATA. Eppure il giudizio dei piddini nostrani era stato tranchant. «Mentre la Casa Bianca pone l'accento contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il Monopoli, gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del libero mercato, torna a esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene puniti», hanno scritto i deputati Pd chiedendo all'ambasciatore di «valutare eventuali provvedimenti delle autorità competenti o comunque una posizione critica sul nuovo Monopoli, gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia».

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