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TELEVISIONE 10 Ottobre Ott 2014 0625 10 ottobre 2014

Montanini, il Crozza di Giannini

Chi è il comico che anima la copertina di Ballarò. E divide il pubblico.

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Giorgio Montanini a Ballarò.

Il compito non era facile. Sostituire Maurizio Crozza che, seppure con un po’ di stanchezza accumulata una stagione dopo l’altra, con le sue battute rimaneva uno dei momenti di punta di Ballarò.
Ma Crozza ha seguito Floris a La 7 e a Massimo Giannini, scelto per sostituire il conduttore, è rimasta la copertina vuota. Così, al posto del comico genovese, sono arrivati Roberto Benigni per l’esordio, poi Paolo Rossi e infine, per la terza e la quarta puntata, il marchigiano Giorgio Montanini.
PUBBLICO DIVISO. Il bis ha diviso il pubblico. Il monologo della puntata di martedì 7 ottobre ha suscitato commenti entusiasti e sonore stroncature.
Libero, per esempio, lo ha sonoramente bocciato. Ma molti altri sono corsi in sua difesa. Vero è che gli applausi sono stati centellinati e gli ospiti tirati in ballo dal comico si sono limitati al sorriso di circostanza.
Eppure Montanini, che a breve tornerà sul piccolo schermo da protagonista con la seconda edizione del programma Nemico Pubblico, ha alle spalle una certa esperienza. Che però non è bastata a scaldare l’audience di Ballarò. Eppure lui va avanti senza apparenti tentennamenti: «Mentre guardo Porta a Porta con ospiti Max Giusti e Luca Barbarossa, penso che due ore fa, in prima serata, citavo Gramsci. Nel gelo dello studio. Qualcuno sta facendo la cosa sbagliata nel momento sbagliato», ha scritto sicuro su Facebook.


Classe 1977, natali a Fermo, nella sua biografia scrive: «Mia madre ha deciso fino all’ultimo se tenermi o no, la decisione la conoscete tutti. Cresco all’interno della classica famiglia proletaria, tanti figli pochi soldi».
L'ESORDIO CLASSICO. Montanini è considerato uno dei pochi rappresentanti italiani della stand up comedy, il genere di umorismo in cui un solo comico è sul palco di fronte al pubblico. Diploma di perito, laurea in Scienze della comunicazione, l’esordio a teatro è arrivato nel 2004, con L'Edipo Re di Sofocle per la regia di Franco Branciaroli. Dopo si è lanciato nell’improvvisazione, con Improvvivo e la Lega Italiana Improvvisazione Teatrale; ha doppiato la versione italiana di alcuni videogiochi, ha partecipato nel 2006 alla fiction Questa è la mia terra 2 per Canale 5 e l'anno successivo alla fiction Liberi di giocare, sulla Rai, con Pierfrancesco Favino e Isabella Ferrari.
L'APPRODO AL CABARET. Ma la comicità ha avuto la meglio. Da attore impegnato si è riscoperto cabarettista.
Per tre anni ha partecipato a Lab Zelig. Per due volte ha tentato il provino con Gino e Michele, Giancarlo Bozzo e il resto degli autori. Nulla di fatto. E non gli è andata bene nemmeno con Colorado. «Alla fine resto sempre a casa», ha scritto sul suo sito.
Ma Montanini non ha mollato. Nel 2008 è entrato a far parte del gruppo dei Satiriasi, «l'officina della satira, fondata da Filippo Giardina, primo esperimento in Italia di stand up comedy, satira ferocissima e vietata ai minori di 18 anni» l’ha definita lui. E nel 2011 è partito in tournée con il suo primo spettacolo Nibiru, seguito l'anno successivo da Un uomo qualunque.


La vera notorietà, però, è arrivata solo nel 2014, quando il direttore di RaiTre Andrea Vianello scommette su di lui per Nemico pubblico, trasmissione scritta e condotta da Montanini con l’aiuto di Filippo Giardina e Francesco De Carlo del gruppo Satiriasi.

«La comicità televisiva non mi piace»

Giorgio Montanini.

Su humor e spettacolo, Montanini pare avere le idee chiare. «La comicità dovrebbe essere considerata una forma d’arte, e quindi di espressione. Se non hai nulla da dire, perché fai il comico?», ha detto in un’intervista nel luglio 2012. Aggiungendo, inconsapevole che sarebbe diventato il successore di Crozza: «La comicità televisiva non mi piace: è piatta, monotona, i comici sono tutti uguali e parlano tutti delle stesse cose. La satira deve essere rivoluzionaria, deve scuotere in modo trasversale: se la Guzzanti o Crozza sono adorati dal pubblico di sinistra vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato, perché le persone di sinistra non la pensano tutte allo stesso modo». Chissà se, dal salotto di Giannini, ha cambiato idea circa l'umorismo televisivo
AMATO O DETESTATO. Vero è che se Sabina Guzzanti e Maurizio Crozza sono «adorati» dal pubblico di sinistra, lui per ora divide i telespettatori. Insomma, o lo si ama o lo si detesta.
I fan lo adorano perché è diretto, senza mezze misure. «Andare in studio e dire le cose in faccia a questi salottari di professione è da grandi. Continua così, ogni risata in meno da parte loro è una gioia da casa in più per noi!», gli ha scritto un supporter su Facebook..
I detrattori lo odiano perché si prende troppo sul serio e, soprattutto, perché non fa ridere. Non esattamente un dettaglio per un comico.
LA BARUFFA CON FLORIS. Ma lui sembra non curarsene. Per ora si gode la ribalta e pure i flop di Floris. «Noooo, quanto mi dispiace», ha scritto su Facebook linkando un articolo che commentava l’esordio deludente del suo Di Martedì su La7.
Ma non si tratta solo di competizione di palinsesto. Galeotto fu, pare, il fatto che l’ex conduttore di Ballarò non annunciava mai Nemico Pubblico che andava in onda proprio dopo di lui. E secondo i ben informati in casa Rai tra i due davvero non c’era per niente simpatia.

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