SOCIETÀ 12 Ottobre Ott 2014 0745 12 ottobre 2014

Intellettuali e di sinistra: le cult-star

Hanno capacità oratorie, fascino e sex appeal. Conquistano pubblico e donne. Gli intellò, da Piketty a Sanchez. Fino ad Affleck.

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Belli e di sinistra. Con grandi capacità oratorie, fascino e sex appeal. Sono i volti della gauche internazionale che conquistano fan e follower a mani basse. E, soprattutto, fanno girare la testa a signore e ragazzine.
DAL POLITICO ALL'ECONOMISTA. Non sono solo politici. Sono anche economisti - sì, economisti - e attori impegnati.
Insomma, l'intellò è tornato in auge. Ma ha riposto nell'armadio gli occhialoni con la montatura nera e la giacca di velluto e si è evoluto. Va in tournée a presentare libri. O da star di Hollywood parla al Congresso Usa del genocidio nella Repubblica Democratica del Congo. O, infine, si aggira per centri sociali e teatri occupati dando voce alle proteste.
Tutto perfettamente in stile 2.0.

1. Pedro «El guapo» Sanchez

Pedro Sanchez.

Quando è arrivato in Italia a settembre per la Festa dell’Unità cui Renzi aveva invitato i leader della sinistra europea, non si è fatto altro che parlare della sua bellezza. Pedro Sanchez è segretario del partito socialista spagnolo, ha 42 anni, è nato a Madrid ed tifoso dell’Atlético. Soprannominato «El guapo», Sanchez è diventato famoso per il bel sorriso e il fisico aitante più che per la sua riforma fiscale o la lotta all’austerity. Ha fascino e lo sa, ma non se ne vergogna. Dice cose come: «Non vogliamo essere la generazione degli ultimi machisti, ma quella dei primi femministi». E nel frattempo ha conquistato l’apparato del suo partito in patria e la fiducia dei colleghi in Europa.

2. Alexis Tsipras

Alexis Tsipras, leader di Syriza.

Sul proprio fascino ha investito molto anche un altro astro della sinistra del Vecchio continente, il greco Alexis Tsipras, leader di Syriza e candidato, per il Partito della sinistra europea, alla presidenza della Commissione Ue alle Europee del 2014.
La notorietà guadagnata in così poco tempo dal leader greco è davvero notevole. Sarebbe stato lo stesso senza il fascino da macho latino? Probabilmente no, e siccome tutto fa gioco, Tsipras non ha mai lesinato look casual ma curati e sorrisi a profusione.
Le sue quotazioni, però, sono scese a causa degli scarsi risultati elettorali.

3. Thomas Piketty

L'economista Thoma Piketty.

Astro indiscusso dell'universo intellò è l'economista Thoma Piketty. Quarantadue anni, è stato consigliere politico di Ségolène Royal nel Partito socialista francese.
Piketty è diventato un fenomeno mondiale l’anno scorso, quando il suo libro Il capitale nel ventunesimo secolo - in Italia è appena arrivato per Bompiani - è stato tradotto in America, suscitando un interesse mai visto prima per un volume del genere. In Italia, è stato letteralmente seguito come una star del cinema. Con presentazioni affollate e donne - raccontano le cronache - estasiate dalla sua oratoria.
L'ECONOMIA CHE PIACE ALLE CASALINGHE. Il britannico Guardian ha addirittura organizzato una tavola rotonda per capire come sia stato possibile che un testo di economia abbia conquistato non solo militanti e intellettuali, ma pure le casalinghe.
Piketty, che nel 2002, è stato insignito del Prix du meilleur jeune économiste de France (Premio per il miglior giovane economista francese), da quando era all'università si occupa di redistribuzione della ricchezza.
Basta questo per giustificare tanto successo? Probabilmente la risposta non è solo nel bell’aspetto di questo economista dagli occhi scuri e le spalle larghe dall’aria così bobò - i borghesi bohémien parigini - ma di certo ha aiutato a renderlo una star internazionale.

4. Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea a Venezia.

Nello scenario politico italiano la bellezza maschile, in verità, latita ancora, mentre la rottamazione renziana sembra aver sdoganato almeno quella femminile, con strascichi di polemiche sui look del ministro Maria Elena Boschi o di Alessandra Moretti.
Bisogna cercare al di fuori dei partiti, dei luoghi istituzionali. E lì si trovano volti come quelli di Valerio Mastandrea o Elio Germano, attori di successo, certo, ma anche politicamente impegnati in quelle battaglie da «vecchia sinistra», dai centri sociali alla difesa dei lavoratori.
L'IMPEGNO POPOLAR-CHIC. Mastandrea, 42 anni, cresciuto nel quartiere popolare romano della Garbatella, è stato protagonista di un gran numero di film impegnati. Non ultimo Tutta la vita davanti di Paolo Virzì. Ma soprattutto si è sempre interessato alla vita politica del Paese: «Quando dicono che faccio cinema d’impegno civile mi viene da ridere. È un genere che non esiste. Io sono prima un cittadino poi un artista».
Da sempre è in prima linea a difesa di centri sociali, del teatro Valle, il cinema America. Una lotta condivisa con Germano.

5 Elio Germano

Elio Germano nei panni di Leopardi.

A Roma, dove vive al Pigneto (il quartiere di Pasolini), non è difficile incontrare Elio Germano in un teatro occupato o in un centro sociale durante un presidio contro gli sgomberi degli spazi autogestiti. Si è battuto per il Valle, per l’Angelo Mai, e pure per il Lambretta di Milano.
LA DEDICA A CANNES. È andato a Venezia col pugno alzato e a Cannes, nel 2010, ha dedicato così il premio come migliore attore: «Siccome i nostri governanti in Italia rimproverano sempre, al cinema, di parlare male della nostra nazione, io volevo dedicare questo premio all'Italia e agli italiani, che fanno di tutto per rendere l'Italia un Paese migliore nonostante la loro classe dirigente».

6. Ben Affleck

Ben Affleck.

Non sono solo le star italiane a promuovere il volto della sinistra. La tradizione dell'impegno politico e sociale arriva dagli States. Si prenda per esempio Ben Affleck. L’attore-regista ha vinto un Oscar con un film decisamente politico, Argo, che raccontava la storia di sei diplomatici statunitensi bloccati in Iran nei giorni successivi alla rivoluzione. Ma il suo impegno va ben oltre il grande schermo.
Ha creato una organizzazione non profit chiamata Eastern Congo Initiative per esortare il suo Paese a indirizzare meglio i propri investimenti nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. E per perorare la sua causa ha tenuto un discorso al Congresso Usa. Recentemente, ospite del programma di Bill Maher sulla Hbo, ha difeso a spada tratta l'islam, dando del «razzista» a chi lo riteneva pericoloso tout court.
Un impegno costante, insomma. Tanto che nel 2012 si vociferò di una sua candidatura al Congresso. Indiscrezione poi smentita.

7. George Clooney

George Clooney.

Lo stesso vale per George Clooney, il cui matrimonio con il bell'avvocato per i diritti umani Amal Alamuddin ha riaperto il coro di chi vuole l’ex medico di Er pronto a scendere in politica, magari per correre come governatore della California per poi puntare anche alla Casa Bianca.
Secondo la casa di scommesse William Hill «non è solo uno dei volti più conosciuti negli Usa, ma lo è nel mondo, e se decidesse di correre per la presidenza, metterebbe il segno su un sacco di caselle».
TRA BATTAGLIE E ARRESTI. Impegno diretto o meno, Clooney è da tempo un nome forte della sinistra statunitense. Attivista convinto, regista e interprete di film di un film come Le Idi di Marzo, è finito nelle cronache per il suo impegno a favore del Darfur nel 2006. Nel 2008 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. E nel 2012 è stato pure arrestato in qualità di presidente di Unite to End Genocide durante le manifestazioni davanti all'ambasciata sudanese a Washington per protestare contro il presidente Omar al-Bashir. Fronte su cui è attivo anche con la sua fondazione Sat Santinel.

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