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CULTURA 21 Ottobre Ott 2014 1036 21 ottobre 2014

Opera di Roma: il teatro conferma i licenziamenti

Ribadito il taglio di 182 artisti. Tra cui un sindacalista Cgil: «Ci ha truffato».

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Il sit-in di protesta contro i licenziamenti dei lavoratori del Teatro dell'Opera di Roma.

Confermato il licenziamento collettivo dei 182 membri dell'orchestra e del coro dell'Opera di Roma: è quanto ha detto poco fa al tavolo con i sindacati il il direttore del personale dell'Opera, secondo fonti sindacali. Alla riunione non è presente il sovrintendente Carlo Fuortes.
I sindacati avevano chiesto la settimana scorsa di rinunciare a licenziamenti ed esternalizzazione per tornare a parlare di costi e produttività. Il direttore del personale Stefano Bottaro ha comunicato invece alle sette sigle sindacali la decisione dell'azienda di tenere ferma la linea intrapresa. Delusione davanti al teatro alla notizia tra una ventina di lavoratori dell'Opera riuniti per un sit-in di sostegno ai sindacalisti con magliette bianche con una nota musicale nera.
POLEMICA SUL LICENZIAMENTO DEL SINDACALISTA DELLA CGIL. Al centro della polemica è finito anche il licenziamento di Pasquale Faillaci, artista del coro e rappresentante sindacale della Rsa Cgil del Costanzi e una delle voci degli scioperi e delle accese proteste di orchestrali e coristi contro il piano di risanamento del teatro. Faillaci sarebbe stato allontanato dal sovrintentendente Carlo Fuortes per aver truffato il teatro.
Gli ispettori del teatro avrebbero infatti scoperto che più volte il sindacalista durante le rappresentazioni alle Terme di Caracalla avrebbe «timbrato il cartellino al posto della moglie assenteista», Annamaria De Martino, sorella dell'ex sovrintendente Catello De Martino licenziato nel febbraio scorso.
«Sono stato licenziato con la motivazione di provvedimenti disciplinari per dichiarazioni fatte alla stampa. È una chiara ritorsione antisindacale», ha invece denunciato Faillaci.

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