Stephen Daldry Regista 141025223903
PREMIAZIONI 25 Ottobre Ott 2014 2239 25 ottobre 2014

Festival di Roma, trionfano Trash e Fino a qui tutto bene

Quattro i  film a trionfare. Per Cinema Italia riconoscimento alla pellicola di Roan Johnson.

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Stephen Daldry, regista di Trash.

Hanno trionfato la spazzatura piena di speranza di Trash, di Stephen Daldry; 12 Citizens, rifacimento in salsa cinese del classico di Sidney Lumet La parola ai giurati; Haider di Vishal Bhardwaj, adattamento di Amleto di Shakespeare e, per l'Italia, la leggerezza ottimista dei fuori sede pisani di Fino a qui tutto bene di Roan Johnson. Questo il voto del pubblico della nona edizione del Festival di Roma, che si è chiuso con un punto interrogativo sul suo futuro (il consiglio d'amministrazione scade a dicembre). Voto elettronico che ha assegnato questi Marco Aurelio d'oro nelle rispettive categorie di Gala, Cinema d'oggi, Mondo genere e Cinema Italia.
PREMIAZIONI ETEROGENEE. Tutti premi nel segno di una certa eterogeneità. Ma a prendere riconoscimenti sono stati, tra gli altri, anche il documentario Looking for Kadija di Francesco G. Raganato ambientato in Eritrea. E per la Camera d'oro miglior opera prima premi a Escobar: Paradise Lost (Gala), a Laura Hastings-Smith, produttore di X+Y di Morgan Matthews (Alice nella città) e, infine, una menzione speciale è andata a Last Summer di Lorenzo Guerra Seragnoli (che ha vinto anche due premi collaterali). Questo per quanto riguarda i riconoscimenti consegnati nella sala Sinopoli dell'auditorium in una serata condotta da Nicoletta Romanoff e con un parterre dove spiccava la presenza del presidente del Senato Pietro Grasso.
DEDICA AL BRASILE DI DALDRY. Tra i momenti salienti della serata, la dedica al Brasile di Daldry. Il regista britannico ha donato il premio in denaro a una associazione a sostegno delle famiglie delle favelas, cosa che ha subito prodotto il raddoppio dell'assegno da parte di Luigi Abete della Bnl, main sponsor della manifestazione. Da lui un appello a non remare contro questo festival («c'è troppa gente che fa cortocircuiti», ha detto), e anche il suo forte 'basta' a parlare ancora di festa e festival «le due cose possono convivere insieme senza problemi». In questa edizione, che sembra aver registrato un leggera flessione in quanto a incassi (mancano ancora i conteggi di sabato 25 e domenica 26 ottobre), arriva però certo l'addio dal sapore amaro del suo direttore artistico Marco Muller. È stato lui a chiudere la serata, prima ringraziando tutti, sostenitori politici e sponsor e poi ricordando come in questi tre anni si è dovuto adattare alla varie filosofie del festival-festa. «Questo è il mio ultimo anno» - ha detto- «arrivederci Roma, arrivederci Italia».

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