Lingue 141022190417
CULTURA 25 Ottobre Ott 2014 0745 25 ottobre 2014

Lingue in via di estinzione: lo sviluppo minaccia la tradizione

Nel mondo esistono 7 mila idiomi, 357 parlati da meno di 50 persone. E, per Ethnologue, 915 stanno sparendo: «La crescita economica è il primo colpevole».

  • ...

Nel mondo attualmente si parlano 7.106 lingue. 

Molti sanno che la sopravvivenza dell'orso polare è in pericolo e che da tempo si è estinto il piccione viaggiatore, ma pochi hanno sentito parlare di lingue in via di estinzione o già scomparse, come l’eyak in Alaska: con la morte di Marie Smith Jones e della sorella Sophie Borodkin nel 2008, le uniche ormai che l'usassero, la lingua si è estinta.
O come l’ubykh o ubyx, un idioma caucasico nordoccidentale, parlato dal popolo ubykh fino agli inizi degli Anni 90, il cui ultimo oratore fluente è morto nel 1992. Sono circa 7 mila le lingue conosciute nel mondo e queste stanno scomparendo più velocemente delle specie: una lingua morirebbe ogni due settimane.
357 IDIOMI PARLATI DA MENO DI 50 PERSONE. Ci sono 357 linguaggi parlati da meno di 50 persone. Ora, prendendo in prestito i metodi utilizzati in ecologia per monitorare le specie in via di estinzione, un team di ricercatori dell’Università di Cambridge in Gran Bretagna, ha individuato nello sviluppo economico la principale minaccia per la diversità linguistica.
La crescita economica o il desiderio di raggiungerla, secondo Tatsuya Amano, zoologo e autore principale dello studio, può portare alla scomparsa prematura dei linguaggi. Idiomi dominanti come il cinese mandarino e l’inglese sono spesso necessari per accrescere la mobilità nel settore dell'istruzione e delle imprese, e questo incoraggia a utilizzarli. Casi specifici hanno dimostrato come questo avviene, vedi il passaggio dal linguaggio comunemente parlato in Cornovaglia all'inglese e in Nigeria dall’Horom sempre all’inglese, che sembra aver aver assunto il ruolo di un nuovo esperanto.
L'INFLUENZA DEL LIVELLO DI GLOBALIZZAZIONE. I dati su quante siano le persone e quali i luoghi in cui vivono i superstiti che parlano fluentemente lingue a rischio di estinzione sono scarsi, ma Amano e i suoi colleghi hanno utilizzato per fare un censimento la fonte più completa disponibile, un archivio online chiamato Ethnologue. Dal database di questo sito, secondo cui i linguaggi etichettati come dying, o moribondi, sono 915, i ricercatori hanno calcolato l’area geografica, il numero di persone che parlano determinate lingue e il tasso di declino.
E sono stati in grado di ottenere informazioni sulla gamma e sul numero di persone che parlano questa o quella lingua per oltre il 90% delle circa 7 mila che si usano nel mondo, e hanno potuto raccogliere dati relativi al tasso di declino o di crescita per il 9% di essi. Poi, hanno cercato le possibili correlazioni tra la perdita di un idioma e fattori come il Pil di un Paese e i livelli di globalizzazione, secondo un indice riconosciuto a livello internazionale. Inoltre, hanno esaminato i fattori ambientali, quali l’altitudine, che possono influire sulla perdita di una lingua perché condizionano la possibilità delle persone di comunicare e di viaggiare.

Il fattore più legato alla rarefazione dei linguaggi? Lo sviluppo economico

In Europa si contano 50 idiomi in via di estinzione.

Di tutte le variabili esaminate, lo sviluppo economico è stato individuato come il fattore più fortemente legato alla rarefazione dei linguaggi, dice Amano. Due diverse zone critiche sono emerse dallo studio, pubblicato online sui Proceedings of the Royal Society B.
Una prima zona critica appartiene a un’area economicamente sviluppata, come il Nord Ovest del Nord America e l’Australia settentrionale; una seconda zona è in aree in via di sviluppo economico come i tropici e l'Himalaya. Come si spiega questo fenomeno? Che sia da collegarsi alla situazione geografica in cui le popolazioni vivono? Le lingue sembrano scomparire più rapidamente nei climi temperati rispetto ai tropici o alle regioni montuose, dice Amano. Più le zone restano isolate e più le tradizioni sopravvivono? Una curiosità.
VARIETÀ PIÙ ELEVATA NELLE AREE TROPICALI. William Sutherland, dell'università del West Anglia, a Norwich, correlò con un suo studio la presenza dei linguaggi sulla Terra alla biodiversità. Con risultati sorprendenti: le nazioni con un'alta biodiversità di uccelli e mammiferi avrebbero anche un'elevata diversità di linguaggi. E il numero di idiomi per nazione aumenta con la presenza di foreste e l'altitudine massima, ma diminuisce con la latitudine; ciò significa che la più alta diversità dei linguaggi è nelle aree tropicali forestali e montane. Inoltre i Paesi con il maggior numero di idiomi estinti o in pericolo sono anche quelli con il maggior numero di uccelli e mammiferi estinti o in pericolo d'estinzione.
«MA L'ECONOMIA NON SPIEGA TUTTO». È necessario investire in ulteriori ricerche per determinare con maggiore precisione perché lo sviluppo economico uccide le lingue, ammette Amano. Il passo successivo è capire, per esempio, come lo sviluppo interagisce con altri fattori quali l’ambiente. Secondo Leanne Hinton, linguista presso l'Università di California, Berkeley, «questo è il primo studio statistico serio e coerente che io abbia visto finora, ma non ci racconta tutta la storia. E l'economia non basta a spiegare tutto». Negli Stati Uniti l’interesse per il tema nasce in gran parte come reazione alle strategie politiche che hanno costretto i giovani indiani americani ad astenersi dall’usare le loro lingue native per imparare l'inglese. «Anche se lo studio», commenta Hinton, «tace in fatto di interventi che aiutino a preservare le lingue in via di estinzione, una serie di iniziative che possono servire a rivitalizzare la varietà dei linguaggi sono in corso, come l'inserimento dell'hawaiano nei programmi scolastici e altre iniziative operazioni quotidiane di governo» .

Correlati

Potresti esserti perso