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RICERCA 28 Ottobre Ott 2014 1147 28 ottobre 2014

Musica: il legame tra gusti e intelligenza

I fan di Beethoven, Dylan e Radiohead sono i più brillanti in università. Male quelli di Beyoncè e Jay Z. I risultati dello studio di Virgil Griffith.

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Gli appassionati di Beethoven sono risultati i migliori nei test di facoltà.

Chi ascolta i Radiohead, Beethoven e Bob Dylan è dotato di un'intelligenza particolarmente fina; al contrario, chi preferisce Beyoncé e Justin Timberlake, per dirne due, non brilla particolarmente per acume.
Questo il verdetto, in stile «dimmi che musica ascolti e ti dirò se sei intelligente», che emerge da una tabella messa a punto dal programmatore Virgil Griffith, già creatore del software Wikipedia Scanner (che intercetta da dove provengono i testi su Wikipedia).
Il metodo utilizzato è semplice: Griffith ha incrociato i generi musicali e gli artisti più apprezzati su Facebook dagli studenti delle università americane con i punteggi che gli stessi ragazzi hanno preso ai test d’ingresso in facoltà.

Bene anche gli appassionati dei Radiohead. Male quelli di Justin Timberlake.

IL LEGAME GIUSTI MUSICALI-INTELLIGENZA. Il programmatore ha così costruito una tabella in cui ad artista e tipo di musica corrisponde un determinato livello di intelligenza, o meglio, un punteggio più o meno elevato agli esami universitari. Un risultato che forse non può essere considerato esattamente scientifico ma che qualcosa comunque dice rispetto al rapporto tra gusti musicali dei giovani americani e rendimento universitario.

IL ROCK È PER MENTI BRILLANTI. Anzitutto spicca la differenza tra generi musicali: chi ha ottenuto punteggi ‘intelligenza’ più alti ascolta la musica rock, miscellanea e classic rock; chi si diletta con brani R&B e hip hop, invece, al pari di chi si sente particolarmente ispirato dalla musica sacra, non risulta essere tra gli studenti più brillanti.

In ambito rock guidano la classifica i fan dei Counting Crows.

MALE I FAN DI JAY Z ED EMINEM. I punteggi più alti in assoluto sono stati ottenuti dagli appassionati di Radiohead, Bob Dylan e Beethoven; seguiti a metà strada da chi ascolta i Coldplay, i Maroon 5, Norah Jones, Frank Sinatra, U2 e Muse; un pochino più giù ancora nella scala sono finiti gli amanti di Red Hot Chilli Peppers, Beck, David Bowie e Pink Floyd. Male invece gli amanti dei Foo Fighters, The Doors, Queen e Aerosmith, meglio solo dei cultori di Jay Z, Beyoncé, Eminem e dei canti gospel.

Capitolo classici: bene i cultori di Bob Dylan, male quelli di The Doors e Queen.

IL PRECEDENTE DI RENTFROW-GOSLING. Per quanto arbitraria possa essere considerata questa classifica, non è la prima volta che si è cercato di incrociare la musica con l’intelligenza. Nel 2003 gli psicologi Jason Rentfrow e Sam Gosling crearono quattro categorie di preferenze musicali associabili a particolari personalità: riflessiva e complessa, convenzionale, energetica e ritmica, intensa e ribelle.

ASCOLTI JAZZ? SEI UN CREATIVO. Intervistando migliaia di studenti dell’università del Texas Rentfrow e Gosling giunsero alla conclusione che i più naturalmente estroversi amavano la musica con bassi più intensi, quella più movimentata e ritmata; gli amanti di jazz e melodie classiche invece rientravano tra le persone più creative e con i quozienti intellettivi più elevati.

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