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SOCIAL NETWORK 20 Novembre Nov 2014 1310 20 novembre 2014

Inspirational Quotes, spopolano le frasi a effetto su Twitter

Boom dei profili con citazioni motivazionali. Ma il rischio è svilirne il significato.

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Una frase a effetto su Inspirational Quotes.

L'ultima moda? Quella delle citazioni motivazionali.
Frasette, aforismi, motti: ne vediamo dappertutto. Sono sui cartelloni pubblicitari in metropolitana, sulle tovagliette della colazione, sui poster da appendere in casa e sulle calamite per il frigorifero, sulle tazze e sulle magliette. Persino sulle porte dei bagni pubblici.
Una giornalista del Guardian ha analizzato il fenomeno. Che ha lo scopo far svoltare non solo una giornata, ma anche la vita intera. E in senso ultimo a vedere le cose da un punto di vista diverso.
INVASIONE SUI SOCIAL NETWORK. Di frasi del genere ormai ne abbiamo piene le bacheche dei social media: chi non possiede almeno un amico che una volta al giorno condivide una frase a effetto contornata da un’immagine zen (le onde del mare, un molo su un placido lago, una ragazza con un cappello di paglia che sorride senza guardare l’obiettivo)?
«Questo è il primo giorno del resto della tua vita!»; «Non piangere perché è finito, sorridi perché è successo»; «Non puoi comprare la felicità, ma puoi acquistare un libro».
Sono solo alcune delle centinaia di frasi, sempre le stesse, che circolano su Twitter e Facebook, in italiano e in inglese.
BOOM DI INSPIRATIONAL QUOTES. La classifica degli account social media più potenti del 2013, secondo Forbes, includeva soprattutto profili con alto tasso di condivisione motivazionale: lo sa bene Gonzalo Arzuaga, curatore del seguitissimo profilo Twitter Inspirational Quotes, insieme ad altri account simili, per un totale di oltre 2 milioni di follower.
Della motivazione Arzuaga ne ha fatto una professione. Vende pacchetti di materiale motivazionale a compagnie intere: piccoli bigliettini da appiccicare sullo specchio del bagno, sugli ascensori, sulle finestre.
«Vorrei posizionare una citazione che dia ispirazione ovunque nel mondo, finché ogni individuo del pianeta non aspirerà al meglio», ha dichiarato al quotidiano inglese.

Tweet di @Inspire_Us

La condivisione selvaggia ha svilito il significato più profondo

Una frase su Inspirational Quotes.

Le frasi motivazionali fanno parte della vita dell’uomo da sempre.
Lo sanno bene i politici, Matteo Renzi in primis («La politica deve essere conquista, deve essere senza rete. Bisogna sudare e combattere, essere pronti a rimettersi in gioco. Come diceva Clint Eastwood: 'Se vuoi una garanzia, allora comprati un tostapane'», disse una volta).
Citare il proprio scrittore preferito o una frase di una canzone che ci fa sentire particolarmente bene, carichi di energia, o che riesce a descrivere perfettamente il nostro stato d’animo attuale, non è certo una novità.
CITAZIONI FUORI CONTESTO. L’avvento dei social network e del merchandising motivazionale però ha modificato i contorni di questa pratica: come già è accaduto con la condivisione selvaggia di foto senza alcuna cura per il copyright di chi le ha scattate, i social hanno svilito il diritto d’autore dei testi, li hanno posizionati fuori contesto, ci hanno appiccicato sopra un’immagine strappalacrime e hanno lanciato, alla rinfusa, le parole via internet.
Non importa più che sia stato Fabrizio de André a cantare: «È stato meglio esserci lasciati che non esserci mai incontrati»; ciò che conta è pubblicare la frase nella sua cornicetta colorata, senza attribuzione, nel vano tentativo di prendersi tutto il merito. O peggio, svuotandola di importanza.
CHIUNQUE FA COPIA E INCOLLA. Il problema, in realtà, è che già ora che le citazioni invadono i nostri spazi reali e virtuali, queste frasi viste e riviste hanno iniziato a perdere di significato.
Non c’è più nulla di speciale nelle frasi motivazionali: chiunque può prendere il pezzo di una canzone, di un discorso, di un libro, metterlo in una cornice colorata e pubblicarlo online.
Il problema è che sono pochi, in realtà, quelli che si spingono fino a creare contenuto motivazionale, come fa Gonzalo Arzuaga: la maggior parte invece si limita a condividere frasi di altri (di chi?), poste in cornici scelte da altre persone, e provenienti da profili quali: Amore è poesia, Odio tutti, fino ai famosi Il milanese, il romano, il napoletano imbruttito.
VADE RETRO PUBBLICATORI SERIALI. Lo fanno tutti, a prescindere dalla classe sociale e dalla puzza sotto il naso. Se proprio non si riesce a smettere, che almeno si citi l’autore dei tanti amati aforismi, senza dimenticare una importante regola di popolarità dei social network: i ‘pubblicatori seriali’ di citazioni motivazionali sono sempre i primi a essere nascosti dalle nostre bacheche Facebook.

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