USCITE 27 Novembre Nov 2014 0615 27 novembre 2014

Film novità 2014, da «Trash» a «Perfidia»

Arriva nelle sale Trash di Stephen Daldry. L'originale horror CUB-Piccole prede. E l'emozionante Melbourne. Le pellicole al cinema dal 27 novembre.

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A guidare le nuove uscite cinematografiche è il film d'animazione I pinguini di Madagascar, con protagonista il simpatico gruppo guidato da Skipper, che regala a bambini e adulti un'avventura divertente e ricca d'azione, nonostante una trama un po' debole.
Sono molto giovani i protagonisti di Trash, diretto da Stephen Daldry tra le favelas brasiliane, che ha conquistato il pubblico del Festival di Roma, dell'horror che viene dal Belgio CUB – Piccole prede e, in parte, anche di Mio papà, dedicato a un imprevisto rapporto paterno.
UNA COMMEDIA FIRMATA DAI REGISTI DI BORIS. Clima famigliare, invece, al centro della particolare commedia Ogni maledetto Natale, diretto dai registi della serie Boris. Nelle sale arrivano poi gli intensi Melbourne, proveniente dall'Iran, e Viviane, il candidato di Israele agli Oscar 2015 nella categoria Miglior film straniero.
Atmosfera completamente diversa infine per l'avventuroso I Vichinghi, mentre il documentario Qui, dedicato ai No Tav, e Perfidia, con un protagonista disoccupato e in crisi, si avvicinano alla società contemporanea italiana con attenzione.

Trash è diretto da Stephen Daldry.

CUB - Piccole prede

In CUB - Piccole prede, un gruppo di giovani scout va nella foresta con le proprie guide che, per spaventarli, raccontano la leggenda di un lupo mannaro.
Sam (Maurice Luijten), dalla fervida fantasia e vittima dei bulli, è convinto che alla base della storia ci sia un ragazzo selvaggio di nome Kai che vive nascosto tra gli alberi ma nessuno gli crede.
La situazione subirà ben presto una svolta drammatica e violenta che metterà in pericolo la vita di tutti gli scout.
UN HORROR DIFFERENTE. Il film diretto da Jonas Govaertas sembra in grado di proporre una parentesi originale tra tanti progetti horror dagli spunti simili e di regalare qualche momento terrificante e sanguinoso a tutti gli appassionati del genere. Originale.

Regia: Jonas Govaertas; genere: avventura (Belgio, 2014); attori: Evelien Bosmans, Jan Hammenecker, Titus De Voogdt, Stef Aerts, Maurice Luijten.

I pinguini di Madagascar

Dopo una serie tivù e alcuni corti, i pinguini di Madagascar hanno ora un lungometraggio di cui sono assolute star e che, dopo una breve e adorabile introduzione che li mostra ancora cuccioli, propone una nuova avventura ambientata in parte anche in Italia, a Venezia.
Il nemico da sconfiggere è il Dottor Octavius Brine, la cui vera identità è legata al passato dei protagonisti, sulle cui tracce c'è anche il gruppo di agenti segreti chiamato Vento del Nord.
STRUTTURA NARRATIVA DEBOLE. I pinguini di Madagascar, diretto da Simon J. Smith, pur essendo un'avventura adenalinica in giro per il mondo e introducendo con successo personaggi inediti, non possiede una struttura narrativa solida, limitandosi ad alternare battute divertenti, brevi parentesi emozionanti nate dal rapporto che lega Soldato ai suoi amici, ed elaborati inseguimenti e scontri tra buoni e cattivi, intrattenendo così senza difficoltà.
Un peccato non poter apprezzare il cast stellare di doppiatori scelti per la versione originale. Divertente.

Regia: Eric Darnell, Simon J. Smith; genere: animazione (Usa, 2014); doppiatori: Tom McGrath, Christopher Knights, Chris Miller, Conrad Vernon, Benedict Cumberbatch, John Malkovich.

I Vichinghi

Il film I Vichinghi, diretto da Claudio Fah, ha come protagonisti i guerrieri guidati da Asbjörn, che si dirigono verso la Gran Bretagna con lo scopo di impadronirsi dei tesori necessari a ottenere la propria libertà.
Una tempesta complica però la sua missione e si ritrovano sulla costa di Alba, proprio dietro le linee nemiche.
PERSONAGGI POCO DELINEATI. La grande attenzione utilizzata per creare le scene d'azione non è stata applicata nel delineare la trama e i personaggi, fortemente stereotipati, tuttavia il film intrattiene con passaggi visivamente coinvolgenti e adrenalinici, affidandosi a un buon cast e utilizzando un montaggio ben calibrato sulle esigenze specifiche del progetto. Avventuroso.

Regia: Claudio Fah; genere: azione (Germania, Svizzera, Sudafrica, 2014); attori: Ryan Kwanten, Ed Skrein, James Norton, Tom Hooper, Leo Gregory.

Melbourne

L'opera prima di Nima Javidi sa dare vita a un clima angosciante e teso costruito dal regista iraniano nell'addentrarsi con bravura nell'animo umano.
Amir e Sarah sono una coppia di giovani sposi che sta per partire con destinazione Melbourne, Australia, dove li attende un periodo di studi e un futuro migliore.
Durante le ore che li separano dall'inizio del loro viaggio, saranno cambiati per sempre dalle conseguenze di un piccolo gesto.
UN'OTTIMA ANALISI PSICOLOGICA. Il film è un'ottima analisi psicologica effettuata con precisione e talento grazie a una sceneggiatura ricca di sfumature e mai banale.
Melbourne riesce con la sua semplicità a lasciare un segno profondo. Emozionante.

Regia: Nima Javidi; genere: drammatico (Iran, 2014); attori: Peyman Moaadi, Negar Javaherian, Mani Haghighi, Shirin Yazdanbakhsh.

Mio papà

L'attore Giulio Base ritorna alla regia con un racconto un po' frammentato e frettoloso nel suo finale ma non privo di elementi positivi, come il feeling nato tra gli interpreti.
Lorenzo (Giorgio Pasotti) è un sommozzatore che ama la sua vita da single fino a quando incontra Claudia (Donatella Finocchiaro), da poco divorziata e madre di Matteo (Niccolò Calvagna).
L'uomo stabilisce subito un forte legame con il bambino.
UN CAST A PROPRIO AGIO. La seconda metà del film, dopo una svolta drammatica, avrebbe avuto bisogno di più spazio per rappresentare i dilemmi del protagonista e le sue emozioni. Nonostante i personaggi siano tratteggiati solo a grandi linee, la naturalezza del cast rende Mio papà una rappresentazione apprezzabile dei sentimenti paterni. Discontinuo.

Regia: Giulio Base; genere: drammatico (Italia, 2014); attori: Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro, Ninetto Davoli, Niccolò Calvagna, Fabio Troiano.

Ogni maledetto Natale

I creatori della serie Boris tornano sul grande schermo con Ogni maledetto Natale.
La coppia, formatasi da poco, composta da Massimo (Alessandro Cattelan) e Giulia (Alessandra Mastronardi) deve affrontare gli ostacoli rappresentati dagli incontri con le rispettive famiglie, dalle caratteristiche opposte e contrastanti.
SATIRA SBIADITA. Il cast si mette alla prova con l'interpretazione di entrambi i nuclei famigliari, enfatizzandone grazie a questa scelta stilistica le differenze e i punti in comune pur suscitando qualche perplessità sull'efficacia del risultato finale, penalizzato dalla sceneggiatura poco costante di questa commedia atipica ma piacevole, dalla satira sbiadita rispetto agli altri progetti dei registi. Particolare.

Regia: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo; genere: commedia (Italia, 2014); attori: Valerio Mastandrea, Corrado Guzzanti, Marco Giallini, Francesco Pannofino, Laura Morante, Caterina Guzzanti, Alessandra Mastronardi.

Perfidia

La morte della madre obbliga Angelo (Stefano Deffenu) ad affrontare il padre (Mario Olivieri) e le sue insicurezze da disoccupato incapace di assumersi alcuna responsabilità.
Dalla finzione alla realtà il passo, nel caso di Perfidia, sembra molto breve e non è difficile riconoscere nella figura del protagonista molti giovani che non hanno ancora capito quale ruolo spetti loro all'interno della società contemporanea.
RITMI LENTI E CADENZATI. Ambientato nella provincia della Sardegna, il film diretto da Bonifacio Angius sa muoversi con sicurezza in un contesto sconfortante e venato da un pessimismo che non viene mai smorzato, dai ritmi lenti e cadenzati in un crescendo di tensione. Duro.

Regia: Bonifacio Angius; genere: drammatico (Italia, 2014); attori: Stefano Deffenu, Mario Olivieri, Noemi Medas, Alessandro Gazale, Andrea Carboni, Domenico Montixi.

Qui

Qui, diretto da Daniele Gaglianone, racconta la protesta dei No Tav offrendo un ritratto delle persone più moderate e non estremiste.
Il regista ha quindi dato voce alla gente comune, cercando di portare alla luce le motivazioni della lotta in atto nella Val di Susa e i loro gesti di ribellione: dall'anziana Marisa Meyer al sindaco di Venaus Nino Durbiano, senza dimenticare gruppi di preghiera che arrivano al cantiere con la forza della loro fede o coltivatori che fanno di tutto pur di non perdere la propria terra.
SEMPLICE MA EFFICACE. Gaglianone, in modo tradizionale e piuttosto semplice, propone quindi un approfondimento sentito ed efficace su una delle pagine di cronaca più attuali e importanti della storia italiana. Lineare.

Regia: Daniele Gaglianone; genere: documentario (Italia, 2014).

Trash

Stephen Daldry riesce sempre a trovare il modo giusto per osservare il mondo attraverso gli occhi dei più giovani e lo fa anche con Trash, film a metà tra docu-fiction e mistery che punta l'attenzione sulla vita degli abitanti delle favelas di Rio con un ritmo scorrevole e ricco d'azione.
Il 14enne Rafael (Rickson Tevez) ritrova un portafoglio in grado di portare alla luce l'identità di criminali insospettabili.
UN ATTO DI ACCUSA SOCIALE. Il ragazzo, insieme a Gardo (Eduardo Luis) e Rato (Gabriel Weinstein), sarà quindi al centro di una serie di eventi dal risvolto potenzialmente mortale e solo la loro inventiva, e l'aiuto di un prete (Martin Sheen) e della volontaria Olivia (Rooney Mara), potrà aiutarli a sopravvivere.
La spontaneità dei tre giovani interpreti sostiene con efficacia Trash e il suo atto di accusa, un po' indebolito dall'eccessiva retorica del finale, contro le differenze sociali. Scorrevole.

Regia: Stephen Daldry; genere: drammatico (Regno Unito, 2014); attori: Martin Sheen, Rooney Mara, Wagner Moura, Rickson Tevez, Gabriel Weinstein.

Viviane

Ambientato all'interno di una quasi claustrofobica aula di tribunale e nell'adiacente sala d'attesa, Viviane è un ritratto intenso e importante, drammatico e a tratti ironico, di una donna alla ricerca della propria libertà, determinata nella sua lotta per ottenere un divorzio che il marito non vuole concederle e può essere concesso solo dal tribunale rabbinico.
UNA LOTTA LUNGA CINQUE ANNI. Viviane (Ronit Elkabetz) intraprende così un'estenuante lotta che durerà ben cinque anni pur di ribellarsi a un uomo incapace di darle l'amore e l'affetto di cui ha bisogno, e profondamente ossessionato dall'ortodossia religiosa.
Ronit Elkabetz, regista del film insieme a Shlomi Elkabetz, emoziona con la sua interpretazione misurata e ricca di forza. Importante.

Regia: Ronit Elkabetz, Shlomi Elkabetz; genere: drammatico (Francia, Germania, Israele, 2014); attori: Ronit Elkabetz, Simon Abkarian, Sasson Gabal, Menashe Noy, Rami Danon, Eli Gornstein.

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