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ARTE E BUSINESS 28 Novembre Nov 2014 0900 28 novembre 2014

Dea madre, tesoro sardo all'asta di Christie's

Una statua della Dea Madre esposta al prezzo base di 800 mila dollari. Poi subito ritirata. Troppi sospetti. Un mediatore spiega a L43 gli affari dei tombaroli.

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La dea madre spuntata sul sito della casa d'asta Christie's.

Un pezzo del patrimonio archeologico italiano va all'asta a New York: statuette di bronzo etrusche, vasi in terracotta delle civiltà italiche di Campania, Basilicata e Puglia, oggetti in vetro, intere statue in marmo o frammenti di epoca romana sono pronti a essere proposti ai collezionisti l'11 dicembre da Christie's.
E all'incanto di questo grande lotto, composto da circa 190 pezzi, numerosi dei quali greci e romani, si accompagna il giallo dell'opera più pregiata.
ESPOSTA E SUBITO RITIRATA. Prima è stata esposta sul sito della casa d'aste (dove è possibile cominciare a piazzare le proprie offerte) e ora ritirata, dopo una serie di segnalazioni giunte, in Italia, ai carabineri del Nucleo tutela del patrimonio culturale: si tratta di una statuetta in marmo (circa 20 centimetri), raffigurante una 'dea madre' mediterranea, ritrovata certamente in Sardegna.
Un prodotto della cosiddetta 'cultura di Ozieri', risalente a un'epoca tra il 2.500 e il 2.000 avanti Cristo.
BASE D'ASTA 800 MILA DOLLARI. L'oggetto, messo in vendita e subito 'fatto sparire', veniva offerto a una base d'asta fissata tra gli 800 mila dollari e il milione e 200 mila, a testimonianza dell'enorme valore del pezzo, oggi in mano a un collezionista privato francese.
Al momento non è chiara la storia di questa preziosissima statuetta, ma potrebbe provenire dal circuito tombaroli-mercanti-collezionisti, il cui funzionamento è raccontato a Lettera43.it da un 'mediatore' di questo genere di affari.

«Vuoi 'vedere il cammello'? Dammi 5 mila euro»

Opere d'arte all'asta da Christie's.

L'uomo arriva all'appuntamento con un catalogo sottile, composto da immagini stampate su carta normale e non fotografica.
Ha una cinquantina d'anni, è nato in Sardegna, e per il suo mestiere (è un professionista di un altro settore, nulla a che vedere con le opere d'arte) viaggia e si trattiene spesso in diverse città d'Italia e all'estero.
FRAMMENTI DI BASSORILIEVI. Si siede, e lascia sfogliare il piccolo catalogo. Due bronzetti sardi: non figure di guerrieri, ma di uomini in abiti civili, frammenti di bassorilievi romani, coppe e lucerne di terracotta.
Una decina di pezzi in totale, ma «queste persone hanno anche altre opere, che però, come ben si capisce, non è il caso di far circolare in fotografia», spiega.
«QUALCOSA DEVI COMPRARE». È immediato e istintivo domandare di poterli vedere dal vero, ma il mediatore mette subito le cose in chiaro: «Dipende. Se la cosa ti interessa come giornalista, ci fermiamo qui. Altrimenti, se tu o un tuo amico volete comprare qualche cosa, serve un pegno di garanzia: 5 mila euro in contanti sul piatto per 'vedere il cammello'», sorride il mediatore mentre espone la clausola del pegno: «Poi, però, qualche cosa bisogna acquistarla», aggiunge a scanso di equivoci.

In Svizzera c'è il motore del traffico

Il logo della casa d'asta Christie's.

Chiarito il ruolo di ciascuno nel contatto, ed escluso quindi l'acquisto, il mediatore accetta comunque di raccontare qualche dettaglio in più.
«Questo, come ho già detto, non è il mio mestiere né qualcosa che faccio spesso. Però qualche volta sono disponibile a far incontrare amici con le persone che possono procurare questo genere di cose».
«TROVATI DAGLI AGRICOLTORI». L'uomo spiega allora che «alcuni di questi pezzi, come i frammenti di statue, sono stati trovati nei loro campi da agricoltori che poi sapevano a chi rivolgersi per venderli».
Si tratta di «grossisti locali, in contatto con delle persone, spesso in Svizzera, le quali a loro volta hanno contatti con collezionisti di vari Paesi interessati all'archeologia italiana».
A OGNI STEP SALE IL VALORE. Un giro complesso, che fa sparire le tracce di oggetti e trafficanti, e che a sua volta funziona da moltiplicatore del valore: a ogni passaggio di mano, il reperto (bronzetto, vaso o frammento) sale di prezzo fino a raggiungere cifre enormi, come nel caso della dea madre offerta all'asta e poi ritirata da Christie's.
«Ma questo catalogo è ancora al livello dei grossisti, diciamo così», precisa il mediatore. E sorride: «Quindi, se vuoi pensaci sopra, ma in fretta. Perché con poche migliaia di euro ti puoi portare a casa veramente un bel pezzo».

Difficile ricostruire il percorso delle opere

Il sottosegretario alla Cultura del governo Renzi, Francesca Barracciu.

Sulla vicenda della dea madre di Christie's, al Nucleo tutela del patrimonio dei carabinieri si dicono «informati» (tra gli altri dal rettore dell'Università di Sassari, Attilio Mastino), ma rifiutano cortesemente di rilasciare commenti.
Secondo quanto il sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu ha detto alle agenzie, per la dea madre come per altri oggetti è difficile ricostruire il percorso che li conduce alle case d'asta.
Perché spesso appartengono «a collezioni private dai primi Anni 80 e che probabilmente sono frutto di scavi illeciti e non vi è la possibilità di risalirne all'esatta provenienza né alla data di uscita dal nostro Paese».
La Barracciu aggiunge poi di aver avuto rassicurazioni dai carabinieri del nucleo «affinché la vicenda venga seguita con la massima attenzione».
UN GIRO DA 220 MILIONI L'ANNO. Secondo Legambiente, il traffico clandestino di reperti archeologici vale attorno ai 220 milioni di euro l'anno: ma la stima del business delle 'archeomafie' è basata soprattutto sui risultati delle operazioni di polizia, e potrebbe dunque essere ben al di sotto della realtà.
Anche perché Legambiente calcola soprattutto i furti di opere d'arte (in media, in Italia, circa tre al giorno con Lazio, Lombardia, Toscana e Campania come regioni più colpite), ma lascia quasi del tutto fuori l'attività dei tombaroli e dei loro clienti, realitiva a oggetti sconosciuti a ricercatori e musei, mai catalogati, e dunque quasi impossibili da rintracciare salvo vendite pubbliche, inchieste mirate nate da soffiate, dalla tenacia o da colpi di fortuna degli investigatori.

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