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LA MODA CHE CAMBIA 30 Novembre Nov 2014 1911 30 novembre 2014

Addio disincantati e incazzosi: è il momento del «lato bimbo»

Il successo è per gli entusiasti. Per chi si meraviglia e ascolta. Se stesso e gli altri. Finita l'era di quelli che danno lezioni a tutti.

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Brunello Cucinelli.

Non c'è nessun fatto eclatante a provarlo, e non potrebbe essere altrimenti perché la tendenza si manifesta raramente per eventi eclatanti, per fuochi d'artificio ed epifanie.
Semmai per piccoli momenti di sorpresa che, alla lunga, svelano una propria potenza intrinseca.
Pare, infatti, che sia proprio finito il tempo di quelli che danno lezioni a tutti, di quelli che la sanno più lunga di tutti, di quelli che «quanno voi stavate ancora sugli alberi noi eravamo già froci», per dirla con un vecchio aforisma popolare romano, in gergo di Londra dei I know better.
BASTA CON LE LAMENTELE. Sono finiti anche i tempi degli incazzati perenni, di quelli che, invece di porsi qualche domanda sulle ragioni dell'andamento periclitante delle loro imprese, mettono a disagio amici e collaboratori (e talvolta pure la stampa, costretta a mostrarsi acquiescente per mere necessità pubblicitarie) travolgendoli di lamentele e mettendoli a parte della imbarazzante lista dei nemici a cui devono farla pagare.
Per cosa? Per non averli fatti entrare nei consigli di amministrazione che contano o che loro credono tali, oppure per non aver fatto approvare decreti utili ai loro affari.
STUPORE E GIOIA DELLA SCOPERTA. I personaggi che piacciono adesso, e che tutti corrono ad ascoltare, applaudire e sostenere, sono infatti all'opposto: anche quando insegnano sembra che stiano imparando, e hanno negli occhi lo stupore e la gioia della scoperta, quasi fossero i rappresentanti di un ipotetico mondo nuovo.
Non sono degli ingenui, delle viole mammole o delle Nate ieri come Judy Holliday nella famosa versione cinematografica della commedia di Garson Kanin.
Al contrario, e proprio come lei, sanno muoversi con astuzia, e non esitano a essere duri, quando occorre. Ma non hanno dimenticato la gioia della scoperta, il piacere di guardarsi attorno con occhi sempre interessati al mondo che li circonda, e soprattutto con l'entusiasmo di fare delle cose nuove e di renderne partecipi gli altri.
CHI NON È ATTRATTO DALL'ENTUSIASMO? Non hanno dimenticato, per dirla in sintesi, il loro «lato bimbo», come lo definisce Roberto d'Incau, managing partner della società Lang&partners e coach molto noto nell'ambiente della moda e dei media, che a questa capacità di mantenere uno spirito incantato ha appena dedicato un libro, spiegando non solo le ragioni per le quali questi entusiasti propositivi attirano il successo, essendone le ragioni del tutto evidenti (chi di noi non è attratto dall'entusiasmo?), ma evidenziandone anche i risvolti positivi per la carriera e nel rapporto con gli altri.
Pochi giorni fa, d'Incau era seduto fra le centinaia di amici, giornalisti, curiosi e sostenitori a prescindere al Piccolo Teatro Strehler per applaudire Brunello Cucinelli che annunciava di aver acquistato a fondo valle, ai piedi del 'suo' borgo medievale di Solomeo, vicino a Perugia, restaurato in 30 anni di lavori e investimenti e abitato dai suoi dipendenti, terreni e capannoni dismessi e di volerli abbattere per sostituirli con una nuova distesa di essenze, un'azienda agricola, parchi giochi e impianti sportivi.
Un visionario con i piedi per terra, Cucinelli, conscio dei vantaggi di «unire il profitto con il dono», ma felice prima di ogni altro di poterlo fare.
La differenza fra Cucinelli e i tanti che offrono denaro per restauri e recuperi è che lui è lì in prima persona a lavorarci sopra, che quella è la sua terra e la sua storia. Che lascerà, in futuro, ad altri per goderne.
BISOGNA ANCORA SAPERSI MERAVIGLIARE. Un gioco suo regalato ad altri per giocarci. Il lato bimbo sviluppato all'ennesima potenza, e raccontato come se fosse un gioco, senza cercare sempre cavilli e motivo di scontro con altri.
«La capacità di meravigliarsi in età adulta», come la definisce Claudio Marcolli - managing director di Swarovski Elements, uomo eclettico che attorno alla passione e alla pratica della musica costruisce universi di rapporti fra suono, matematica e luce che gli è di molto utile nello sviluppo del business - va coltivata.
Al contrario del coraggio di don Abbondio, la «virtù di meraviglia» si può coltivare. «È un approccio di vita», dice ancora Marcolli, «che nasce non dalla volontà di giudicare, ma di sapere». Dunque, dalla capacità di ascolto. Di se stessi e anche degli altri. È finita l'era del disincanto.

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