PARABOLA 3 Dicembre Dic 2014 1400 03 dicembre 2014

Bill Cosby, da eroe della sitcom alle accuse di stupro

Un'altra donna lo denuncia per violenze. E pensare che nei Robinson era un ginecologo. Padre di quattro figlie. Oggi l'attore è nella bufera per storie di abusi sessuali su 18 ragazze.

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Ce lo siamo mangiati a merenda Bill Cosby, nei pomeriggi di fine Anni 80, davanti alla tivù con i compiti a casa, i succhi di frutta e Madonna da colonna sonora.
Il papà preferito d'America ci ha cresciuto con il serial tivù I Robinson per 201 puntate e otto anni di etere.
Il resto non s'aveva da vedere. Le accuse di stupro che lo hanno rincorso da metà degli anni 2000 e le 13 donne allora pronte a testimoniare di essere state violentate? Roba da cambiare canale.
Ma dopo 18 presunti casi trapelati negli anni sulla stampa, il 3 dicembre una donna ha deciso di presentarsi di fronte alla giustizia e denunciare il comico per molestie sessuali.
«IO VIOLENTATA A 15 ANNI». Lei si chiama Judy Huth, ha 55 anni e sostiene di essere stata stuprata dal celebre attore nel 1974, quando aveva 15anni.
Stando al suo racconto, lo aveva incontrato curiosando con un'amica sul set di un film, a Los Angeles.
Da lì, l'invito al suo tennis club, una partita a biliardo, con tanti alcolici offerti.
E poi la visita alla Playboy Mansion, la casa delle conigliette di Playboy, dove lui avrebbe chiesto loro di mentire e dire di essere maggiorenni.
Infine una camera da letto e lui che avrebbe cercato di toccarla e le avrebbe preso la mano per masturbarsi.
CANCELLATI I SUOI SHOW. I legali del comico hanno sempre bollato tutte le accuse come menzogne volte a rovinare la reputazione della star.
Ma non hanno commentato l'ultima denuncia.
E anche se il 24 novembre Raven-Symoné, l'attrice che nei Robinson interpretava la piccola Olivia, nipotina di Cliff, ha preso pubblicamente le sue difese, ormai il vaso è traboccato.
A novembre Netflix, Nbc e Tv Land hanno cancellato speciali dedicati all'attore e gli show che lo vedevano protagonista.
ADDIO TEMPLE UNIVERSITY. E il primo dicembre Cosby si è dimesso dal consiglio di amministrazione della Temple University di Philadelphia. «È una tragedia per tutti e sono sicuro che ha fatto quello che sentiva essere il meglio per l'istituzione», ha commentato Anthony McIntyre, membro del board. Ma in pochi hanno ricordato che proprio in quella università da lui frequentata e generosamente finanziata lavorava la sua prima grande accusatrice.

I racconti delle presunte vittime: pasticche per drogarle e poi gli stupri

Barbara Bowman.

La prima accusa contro l'attore, e anche l'unica realmente passata per una procura, risale al 2004.
Andrea Costand, direttrice della squadra di basket della Temple university, denunciò Cosby per stupro.
Il suo avvocato riuscì a raccogliere 13 testimonianze, tutte simili.
L'AMMISSIONE DI COSBY. Cosby avrebbe offerto alle presunte vittime pasticche, spacciate per pillole anti influenzali o rilassanti, capaci di far perdere conoscenza e di lasciargli le mani libere. Un particolare che lo stesso attore avrebbe ammesso nel 2005 secondo quanto riporta l'Associated Press, citando alcuni documenti depositati in tribunale, dai quali emerge che Cosby somministrò un sedativo ad almeno una donna e ad altre persone.
«Mi disse 'sembri malata...' e così mise due capsule nella sua mano... Dopo 20-30 minuti mi sentivo bene e dopo altri 10 ero faccia a terra», spiegò nel 2005 l'avvocato californiano Tamara Green.
«MI TIRÒ GIÙ I PANTALONI». «Mi ricordo tutto il tintinnio della sua fibbia della cintura... lui stava cercando di tirarmi giù i pantaloni e io stavo cercando di tenerli», ha raccontato l'attrice Barbara Bowman, 47enne, che come molte altre donne ha rinunciato a portare la causa in tribunale.
Bowman dice di essere stata violentata a 17 anni, quando era la protetta di Cosby, decisa a far spettacolo e carriera.
«CHI MI AVREBBE CREDUTO?». La prima volta si rivolse a un avvocato e lui le rise in faccia. «Chi mi avrebbe creduto?», spiegò poi alla stampa.
«Era un uomo potente. Era come il presidente». Anche la vicenda Constand finì nel silenzio con un accordo extra giudiziale: soldi in cambio della garanzia di non parlare più in pubblico.
L'attore affermò di avere avuto rapporti con la donna, ma consensuali e in un'intervista al National Enquirer ammise di aver tradito la moglie.
Ma la sua immagine non venne scalfita. Le denunce sono state stralciate dalle biografie ufficiali e sono rimaste ai margini dei talk show, compreso quello dell'amica Oprah Winfrey.
PREMIATO NEL 2010 PER IL SOCIALE. I contratti hanno continuato a fioccare. E nel 2010 Cosby ha ricevuto il Marian Anderson Award per la riconosciuta positiva influenza sulla società.
Solo quando a ottobre le 'menzogne' sono state ribadite da un pari, il comico Hannibal Buress, dal palco di uno show, l'incanto è svanito: «Se cercate su Google 'stupro Bill Cosby', merda ci sono più risultati che per il mio nome!». Hanno riso in pochi.
UNA CENA E POI LA PILLOLA. E qualche giorno dopo la voce della modella Janice Dickinson si è aggiunta al coro. Scena ricorrente: una cena e Cosby - ginecologo nei Robinson, che beffa - le offre una pillola per i dolori mestruali.
«L'ultima cosa che ricordo», ha raccontato in un'intervista a Entertaiment Tonight, «è Bill Cosby che fa cadere la sua vestaglia patchwork e viene sopra di me. E ricordo molto dolore».

Nella fiction era l'uomo brillante contornato dalle donne

Il successo di Bill Cosby giunse nel 1984 quando ideò e interpretò la serie I Robinson.

Difficile sovrapporre quest'immagine alla faccia sorniona che abbiamo visto per anni in tivù.
Il Cliff che conoscevamo era un altro.
Quello dei maglioni infeltriti e della coppole da nonno, dei passi abbozzati sulla sigla col sassofono.
Quello che si rivolgeva a Rudy malata - «Patatina, come ti senti?» - e poi ridendo a Vanessa: «Che medicine le ha prescritto?».
Non il papà stupratore. Non lo spacciatore di pasticche ad altre Rudy, altre Vanesse.
Se ne stava lì, casalingo e ironico con a fianco la moglie, bellissima. Marito, padre e medico contornato da un rosario di donne. Da prendere in giro, ascoltare, sedurre. Ma sempre ridendo.
ALTRO CHE PAPÀ IRONICO E DI SUCCESSO. Lui, baricentro di una famiglia disegnata su quella reale di Bill Cosby.
Un clan di afroamericani di successo, capaci di trattare con l'ironia le difficoltà della vita. Quello che tutti cercano e professano.
Il papà buono che tra una battuta e l'altra faceva prediche sulla droga e le gravidanze. Il professionista brillante e piacente a suo agio nell'universo femminile.
MOLTI CASI A RISCHIO PRESCRIZIONE. Fuori dallo schermo, un'altra storia. Che difficilmente, però, verrà riscritta.
A prescindere dalla veridicità delle accuse, c'è il rischio che la prescrizione estingua l'eventuale reato. E intanto, noi orfani dei Robinson, rimaniamo con quella nostalgia amara. La risata finta di una sitcom.

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