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ARTE 14 Dicembre Dic 2014 1400 14 dicembre 2014

Tohoku cans, l'aria di Fukushima nelle lattine di Atsu

Le radiazioni? Uno studente giapponese le ha catturate. E messe in scatoletta. Sorpresa: sono ai livelli del centro di Tokyo. «Così creo il dibattito sul disastro».   

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Lo studente giapponesse Atsu, creatore delle Tohoku Cans: contenitori di aria radioattiva di Fukushima.

Più dibattito e più informazione sul disastro del 2011.
Questo è ciò che chiede uno studente, chiamato dai media giapponesi col solo nome di Atsu, che si è inventato un modo originale di raccogliere fondi per la ricostruzione del Nord-Est del Giappone.
«Provo a vendere l'aria di Fukushima. La mia iniziativa mi farà guadagnare sia supporto sia critiche e provocherà dibattito. E dal dibattito nascerà interesse», ha dichiarato il giovane al quotidiano Asahi Shimbun.
VACANZE 'RADIOATTIVE'. Atsu, studente 17enne originario di Tokyo e appassionato di arte sin dall'infanzia, ha deciso di trascorrere parte delle sue vacanze estive nelle zone della provincia di Fukushima colpite dal terremoto e dallo tsunami del 2011 e interessate dalle fughe di materiali radioattivi provenienti dalla centrale Daiichi.
Qui ha dato spazio alla sua creatività e ha creato le “Tohoku cans” (lattine del Tohoku) in cui ha sigillato l'aria delle località che ha visitato nel suo viaggio.
Non prima, però, di averne opportunamente calcolato i livelli di radiazione con due dosimetri.
FUKUSHIMA COME TOKYO. Il risultato è stato sorprendente: l'aria delle aree visitate dal ragazzo conteneva tante particelle radioattive quanto nel pieno centro di Tokyo: tra gli 0,05 e gli 0,09 microsievert all'ora nella provincia di Fukushima contro gli 0,03 rilevati a Shinjuku.
Atsu non puntava, però, solamente a sfatare alcuni miti circa la radioattività di alcune zone circostanti la centrale protagonista del peggior incidente nella storia dell'industria nucleare.
Suo obiettivo principale era stimolare nuovo interesse nel Paese nei confronti della situazione del Nord-Est del Giappone dove continuano, a rilento, le operazioni di ricostruzione e bonifica dell'impianto di Daichi.

Almeno 40 anni per lo smantellamento dell'impianto

Fukushima, il reattore numero 3 dopo l'esplosione dell'11 marzo 2011.

Ci vorranno almeno 40 anni, ha ammesso recentemente Tepco, la società elettrica di Tokyo che gestisce le operazioni di bonifica della centrale nucleare, per il completo smantellamento dell'impianto.
Qui il problema principale è l'enorme quantità di acqua usata per il raffreddamento delle barre di combustibile ancora contenute nei reattori, quindi carica di materiali radioattivi, e stoccata in cisterne, da cui in passato si sono verificate perdite finite nel terreno e in mare.
Per arginare il problema sono iniziati i lavori di costruzione di un “muro di ghiaccio” sotterraneo. Rimangono però alcuni dubbi sulla sua fattibilità.
«L'INCIDENTE NON È MAI FINITO». «La gente pensa che l'incidente nucleare sia qualcosa di passato, eppure continua a non comprare le verdure coltivate a Fukushima. È chiaro che l'incidente non sia mai davvero finito», ha spiegato ancora il ragazzo che, con i proventi delle sue opere, sostiene la Croce rossa giapponese che da tre anni assiste la popolazione delle aree colpite dal triplo disastro.
Intanto il governo Abe, tramite l'Agenzia governativa per la ricostruzione, ha messo a punto da un anno un piano in cinque punti chiamato “Atarashii Tohoku” (Nuovo Tohoku), in cui si punta l'attenzione su salute delle nuove e delle vecchie generazioni in un ambiente a prova di disastro naturale.
ALLE ELEZIONI SI PARLA D'ALTRO. Una mossa più di immagine che altro: oggi, a pochi giorni dalle elezioni per la Camera bassa, il dibattito politico è infatti dominato dalla necessità di nuove riforme economiche - l'ormai celebre “abenomics” - mentre la ricostruzione sembra rivestire sempre più una parte di contorno.
Dati riportati a settembre, ancora dall'Asahi Shimbun, dicono che sono circa 180 mila gli sfollati che da quasi quattro anni vivono in case temporanee o abitazioni pubbliche e private concesse in affitto.

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