Roberto Benigni 140910190610
TIVÙ 15 Dicembre Dic 2014 2000 15 dicembre 2014

Benigni: «Comandamenti violati da imprenditori e politici»

Il comico  ironizza su Mafia Capitale. E lancia una frecciata a Renzi: «Vuole governare da solo».

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Roberto Benigni.

Anche in tivù arrivano affondi sull'inchiesta Mafia Capitale.
L'occasione è lo show di Roberto Benigni su RaiUno sui 'Dieci comandamenti': «Politici, consiglieri, imprenditori hanno fatto in modo di violare tutti e 10 i comandamenti, forse perché sapevano che stavo arrivando. Stanno arrestando tutti. Abbiamo i permessi per iniziare, della Rai, della questura e della banda della Magliana», ha detto il comico toscano.
PERMESSO DA BANDA. «Sono felice di essere a Roma, di vedervi tutti a piede libero», ha scherzato il premio Oscar aprendo la prima serata evento davanti al pubblico che ha gremito il Palastudio di Cinecittà.
Benigni ha detto che «Roma rimane la più bella città del mondo, sotto Natale poi, con gli addobbi,le decorazioni, ce ne sono tantissime, specialmente quelle bianche e blu lampeggianti che hanno messo sopra le macchine per farle vedere meglio, con quei suoni tipo cornamuse. In Campidoglio è pieno».
L'attore e regista ha ironizzato: «Il tema doveva essere la Bibbia, invece mi tocca parlare di Rebibbia».
«SOLO UN MIRACOLO CI PUÒ SALVARE». Giù ancora contro i politici, che «si sono giustificati dicendo: ho sbagliato a scegliere collaboratori che sembravano insospettabili, persone perbene... Eppure i soprannomi erano il 'carognone', il 'porco', il 'cecato', il 'ruvido'».
Insomma, ha chiosato l'attore e regista, «solo un miracolo ci può salvare, perciò Renzi è andato in Vaticano».
Nel mirino, per un attimo, è finito anche il premier: «È andato in Vaticano a cercare spunti per la riforma elettorale. Alle elezioni chi vince governa a vita senza opposizione: ecco, invece dell'Italicum, vorrebbe il Vaticanum». Dal 'mondo di mezzo' al testo biblico: «La politica in questo momento non esiste: meglio buttarsi su Dio», ha riflettuto Benigni invitando tutti ad assumere lo stupore dell'infanzia, «altrimenti non si capisce niente».
MOSÈ, «UN EXTRACOMUNITARIO RICERCATO». Ecco allora Mosè salvato dalle acque, Dio che sceglie di rivolgersi proprio a lui, «un extracomunitario ricercato», per intimargli di salvare il suo popolo, e Mosè che gli risponde balbettando, «perché i difetti agli occhi di Dio sono grandezza».
Poi ecco i primi tre precetti prendere corpo e fisicità: «I Dieci comandamenti sono l'evento centrale di tutta la storia biblica, semplicissimi e vertiginosi. Sono comandi, regole, leggi che hanno a che fare con i sentimenti, l'amore, la bontà, la fedeltà».
Nell'excursus di Benigni c'è «il Dio liberatore, che ci insegna come dalla legge venga la libertà e dalla libertà l'amore», «il Dio geloso, che ci vuole tutto per sé. Mi sembra di sentirlo: Robertino, dimmi la verità, non è che hai visto Buddha ieri sera?». Il Dio implacabile, che ci vieta di «inginocchiarci davanti agli idoli, perché gli idoli addormentano, il divino inquieta», il Dio tenero che ci insegna come anche gli animali siano «il nostro prossimo».
«GUERRE NEL NOME DI DIO, LA PIÙ GRANDE BESTEMMIA». C'è la consapevolezza che «in 3.500 anni di storia sono state combattute più guerre in nome di Dio che per qualsiasi altra cosa, e questa è la più grande bestemmia», e l'Isis che usa il nome di Dio per terrorizzare gli uomini, ma questo è un delirio di Dio, è un inno alla morte».
C'è la certezza «che il riposo fa parte del lavoro» e che «il rombo della creazione sfocia nel silenzio del sabato. Il senso del tutto è nel silenzio. Pensate oggi quanto ce ne sarebbe bisogno: siamo tutti sempre connessi con tutto il mondo, ma disconnessi con noi stessi. Nessuno ha più il coraggio di rimanere da solo con se stesso. Ma i comandamenti ci dicono di fermarci: siamo andati talmente di corsa con il corpo, che la nostra anima è rimasta indietro. Fermiamoci altrimenti l'anima ce la perdiamo per sempre».

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