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TIVÙ 17 Dicembre Dic 2014 0024 17 dicembre 2014

Benigni, i Dieci comandamenti: «Non rubare scritto ad hoc per gli italiani»

Seconda puntata dello show del comico. Meno satira e più dottrina.

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Roberto Benigni durante lo show sui Dieci comandamenti.

Dopo il boom da 9,1 milioni di telespettatori nella prima serata, col 33,23% di share, Roberto Benigni ha affrontato la seconda puntata del suo excursus sui Dieci comandamenti in maniera più pura e vicina al Testo biblico.
Poche concessioni alla satira, tanti riferimenti ai precetti religiosi.
«CASTI CON MODERAZIONE». «Non rubare» è un comandamento «scritto ad hoc per gli italiani». La castità «può essere una grande virtù se praticata con moderazione». La Chiesa meriterebbe «una class action per aver confuso sesso e peccato».
Poche battute lampo hanno punteggiato l'analisi delle tavole della legge. «Onora il padre e la madre», ha esordito Benigni, che ha proposto di allargare il quarto comandamento ai nonni, «fondamento della famiglia», e ha rispolverato il senso vero dell'onore, «una parola così bella ma oggi un po' rovinata».
«NON UCCIDERE ANCORA ATTUALE». «Non uccidere» è la prima formulazione della proibizione dell'assassinio nella storia dell'umanità, un monito quanto mai attuale «visto che una terza guerra mondiale può ancora accadere». 'Non commettere adulterio', dice la Bibbia, «ma la Chiesa lo ha trasformato in 'non commettere atti impuri': hanno rovinato generazioni intere di ragazzi, compresa la mia», ha scherzato il premio Oscar, alludendo alle prime turbe da adolescenti. «Hanno fatto diventare sesso e peccato sinonimi, roba da fare causa alla Chiesa. E invece nella Bibbia è l'opposto, il sesso è il luogo della creazione».
Poi l'affondo sul settimo comandamento, non rubare: «Dio ci ha fatto un trattamento di favore», ha ironizzato Benigni, «perché ha scritto questo comandamento proprio per noi italiani, è una norma ad personam, anzi pare lo abbia scritto direttamente in italiano. È quello al quale si obbedisce di meno, in Italia lo capiscono solo i bambini».

«Essere ladri non fa più effetto»

Roberto Benigni durante lo show.

Oggi, ha insistito, «essere ladri non fa più nessun effetto», eppure «vendere la propria anima è il punto più basso della storia dell'umanità». Il governo, ha sottolineato, «ha annunciato che con la nuova legge il ladro che viene preso deve restituire i soldi. Un'idea straordinaria, ma prima non era venuta a nessuno? L'ultima invenzione è arricchirsi impoverendo in maniera subdola gli altri, con operazioni di finanza e di Borsa. E poi ci sono i falsi invalidi, gli evasori fiscali, la tassazione esagerata, l'usura, le aggressioni alla natura, i veleni sversati nella terra, l'abusivismo: sono tutti furti. Ma il più grande è non dare la possibilità di lavoro a una persona: significa rubargli l'esistenza».
«AMA IL PROSSIMO TUO». Il precetto che tiene in sé tutti gli altri è «Ama il prossimo tuo come te stesso. Amarsi è il problema fondamentale dell'umanità. Non ci rimane molto tempo, affrettiamoci ad amare, amiamo sempre troppo poco e troppo tardi, perché al tramonto della vita saremo giudicati sull'amore».
Il monito finale di Benigni è sulla ricerca della felicità: «Ce l'hanno data quando eravamo piccoli, ma l'abbiamo nascosta, come fa il cane con l'osso e non ci ricordiamo più dov'è. Cercatela, guardate nei ripostigli, nei cassetti. E non abbiate paura di morire, ma di non cominciare mai a vivere davvero. È qui l'eternità. Dobbiamo dire sì alla vita, inginocchiarci davanti all'esistenza», ha detto commosso, prima di chiudere con una citazione di Walt Whitman.
«MI VOLEVANO DARE L'OTTO PER MILLE». Portare la Bibbia in prima serata era un'impresa e Benigni lo sa: «Forse ieri sera ho esagerato un po', la gente stamattina mi ha fermato: chi si voleva confessare, qualcuno voleva destinarmi l'otto per mille», ha scherzato in apertura di serata.
Ma il pubblico lo ha premiato: pur non raggiungendo le vette dello show sulla Costituzione, La più bella del mondo (12,6 milioni e 44% a dicembre 2012), la prima puntata ha sfiorato i 10 milioni di spettatori più volte, ma l'ascolto si è mantenuto sempre costante.
La scommessa è replicare questi risultati. Intanto però il premio Oscar ha incassato il plauso della Chiesa, da Famiglia Cristiana che ha parlato di «miracolo in tivù» al Sir, ad Avvenire che ha scritto: «Solo Benigni poteva riuscire nell'ambizione temeraria di misurarsi in prima serata su RaiUno su un tema alto, altissimo, incommensurabile come i Dieci comandamenti».

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