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PROFILO 18 Dicembre Dic 2014 1255 18 dicembre 2014

Virna Lisi, una carriera fatta di scelte coraggiose

Ha detto no a Hollywood, a Barbarella e a Ozpetek. Ha vinto tanto. E incantato il pubblico con la sua bellezza.

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Virna Lisi.

Sarebbe potuta essere Barbarella, ma ha preferito restare Virna Lisi. Era a un passo da sfondare a Hollywood, ma ha scelto di tornare in Italia. Con quel viso e quegli occhi, d'altronde, poteva fare qualsias cosa, con quella bocca poteva dire ciò che voleva.
Nata ad Ancona l'8 novembre del 1936, registrata all'anagrafe come Virna Pieralisi, l'attrice morta il 18 dicembre 2014, all'età di 78 anni, ha avuto 57 anni di carriera da fuoriclasse del grande e piccolo schermo, da Orgoglio e pregiudizio, nel 1957 a Madre, aiutami, nel 2014.
GERMI ERA IL SUO PREFERITO. Sei Nastri d'argento e un Prix d'interprétation féminine a Cannes per la Regina Margot, due David di Donatello per le sue interpretazioni e altrettanti alla carriera. Ha lavorato con Dino Risi, Mario Monicelli, Franco Brusati, Mauro Bolognini, Alberto Lattuada e il suo preferito, Pietro Germi, con cui interpretò Signore e signori.
Senza contare le parti a cui aveva rinunciato: da quella in Cuore sacro di Ferzan Ozpetek («aveva scritto per me il ruolo che poi è andato a Lisa Gastoni ma io ero già impegnata»), a quella di Barbarella che avrebbe fatto la fortuna di Jane Fonda («non avevo voglia di mettermi le ali d'argento, la tutina e la parrucca»).
TRE FILM NEGLI USA, POI IL RITORNO A CASA. Nel 1964 approdò a Hollywood, recitò con Jack Lemon in Come uccidere vostra moglie. «Fu il maggior successo dell'anno. Mi fecero ponti d'oro: girai altri due film, con Tony Curtis (Due assi nella Manica) e Frank Sinatra (U 112 - assalto al Queen Mary), ma poi decisi di ricomprare il mio contratto, che durava altri sette anni, e tornare a casa. Fu difficilissimo: ci vollero tre mesi di trattative e avvocati bravissimi, ma alla fine ce l'ho fatta».
Voleva tornare a casa e il mondo del business americano non faceva per lei: «A Hollywood c'erano contratti terribili che venivano venduti e ricomprati da una major all'altra come al mercato degli schiavi», aveva raccontato. «La preparazione di un film durava mesi, mi impedivano di prendere l'aereo e venire a trovare mio marito, in più avevo un bambino piccolo. Insomma, non era la vita per me».
DUE FIGLI PERSI IN GRAVIDANZA. Costruirsi una famiglia anche a costo di qualche rinuncia, è stata la linea seguita dalla Lisi, ma nonostante questo ha perso due figli per lo stress da lavoro, un dolore che ricorda ancora oggi. «Ho un figlio e tre nipoti, e potrei avere altri due figli se non li avessi perduti per lo stress di stare sul set per 12 ore al giorno, svegliarsi alle 5 del mattino, eccetera... Mi creda: questo è un mestiere molto difficile».
Non ha mai avuto peli sulla lingua, mai il timore di esprimere la sua opinione, come quando definì «orribile» La Grande bellezza, il film premio Oscar di Paolo Sorrentino, o quando si scagliò contro le ragazze che sognano di fare le veline: «I consigli li riservo alle persone care. E le ragazzine di oggi sembra che capiscano tutto loro, che ne sappiano più di tutti, ma forse nel verso sbagliato».

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