Silvio Berlusconi Presepe 141218214954
TRADIZIONE 21 Dicembre Dic 2014 0500 21 dicembre 2014

San Gregorio, la via di pastori e presepi a Napoli muore

Paccottiglia, cineserie, spari della camorra e calcinacci. La strada delle statuette è ormai ridotta a una casbah. I turisti aumentano. Borseggi, malori e risse pure.

  • ...

Silvio Berlusconi e Dudù in versione da presepe.

A suscitare le discussioni più accese, in questo Natale da dopoguerra, è la statua di Aurelio De Laurentiis, il patron del calcio Napoli, che a grandezza naturale stende la mano per chiedere l’elemosina lungo la via di san Gregorio Armeno, la patria mondiale dei pastori artistici ormai ridotta a casbah stracolma di paccottiglia e cineserie.
I pastorari si sono vendicati così della “mano tirata”, cioè della presunta avarizia di don Aurelio «che sul mercato dei top player ci ha comprato solo mezze figure».
TRADIZIONE CONTRO MODERNITÀ. Da una parte i tradizionalisti - capeggiati dall’Associazione Amici del presepe e dai fratelli Capuano, che realizzano pastori pregiati da più di 100 anni - custodi incorruttibili della straordinaria storia settecentesca, cioè dei presepi artistici lavorati a mano che riproducono fedelmente i personaggi e la realtà della magica notte di Betlemme.
Dall’altra, i cosiddetti modernisti - tra cui le famiglie Di Virgilio e Ferrigno - che “azzuppano” anche dai fatti di cronaca, dal gossip e dalla politica gli spunti per dar vita a personaggi pseudo-presepiali legati alla cronaca e alla più viva attualità.
La polemica impazza. «Siete dei manipolatori che pensano solo a far soldi facili», accusano i primi, «state distruggendo la più antica e prestigiosa arte artigianale esistente a Napoli».
«Per voi il tempo si è fermato», ribattono gli altri, «la verità è che per restare competitivi bisogna adeguarsi riproducendo i volti e le sembianze delle figure più popolari del gran circo televisivo».
I PIÙ VENDUTI? RENZI E ROCCO HUNT. Quest’anno il più venduto è il premier Matteo Renzi a grandezza naturale, in camicia bianca e sorriso smagliante.
Di moda anche il giovane rapper napoletano Rocco Hunt, il regista premio Oscar Paolo Sorrentino e papa Bergoglio.
Solo quinta in classifica è la Natività, con san Giuseppe, la Madonna, il bambinello, l’asinello e il bue, ex aequo con l’Angelo che annuncia la buona novella.
Mario Capuano, erede della famiglia di antichi pastorari, ha commentato amaro: «San Gregorio sta morendo, ma a nessuno importa niente».
LA PASCALE HA COMPRATO 'SILVIO E DUDÙ'. «Qualche sera fa», ha raccontato Marco Ferrigno, la cui famiglia produce pastori dal 1836, «Francesca Pascale, la fidanzata di Berlusconi, ha acquistato entusiasta la statua di Silvio che ha in braccio il cagnolino Dudù».
«Appena l’ha visto», ha continuato l’artigiano, «è scoppiata a ridere e ha voluto subito comprarlo».
Con Berlusconi fanno la loro figura lungo la stradina dei pastori Milly Carlucci e i big di Ballando con le stelle, Angela Merkel e Beppe Grillo, Rafael Benitez e Mario Balotelli, Lucio Dalla e Antonello Venditti, Fabrizio Corona vestito da detenuto e via dicendo, in un’apoteosi quasi blasfema di banalità a caro prezzo che però piace un sacco ai frastornati visitatori.

Un fiume immenso di gente fra calcinacci e transenne

La statuetta di papa Francesco.

Pastori veri o pupazzi truccati da pastori? Il peggio, secondo alcuni, è il presepe realizzato con le figure degli incolpevoli chef più di moda in Italia: da Vissani a Antonino Cannavacciuolo, da Alfonso Iaccarino a Gualtiero Marchesi, da Carlo Cracco a Stefano Bonilli: «Una saga surreale e fuori luogo», l’ha definita qualcuno.
«Uno schiaffo sacrilego», ha commentato un altro, «fra Cicciobacco, il bambinello e Benino che dorme».
Ad aver avuto “l’idea” è stato l’imprenditore foodwriter Maurizio Cortese all’inaugurazione del suo (peraltro pregevole) sito on line.
MA I TURISTI AUMENTANO. I due “eserciti” litigano, ma nel frattempo i turisti - ignari della paccottiglia esposta sui banchetti - si accapigliano per farsi un po’ di spazio come mai era accaduto a Napoli.
«I visitatori? Sono il 40% in più», ha annunciato in estasi il sindaco Luigi de Magistris che parla di una «città ritornata nel cuore degli stranieri e dei forestieri».
Ma c’è chi nota: «Poco importa, a quanto pare, che san Gregorio Armeno si stia sbriciolando come pan grattato e che i crolli di calcinacci e cornicioni dal campanile di santa Patrizia si siano susseguiti senza soste».
A fine autunno è stato inevitabile transennare un tratto del celebre vicolo.
E si è corso il rischio di far saltare la stagione natalizia 2014.
«OGNI GIORNO QUA SI RISCHIA». Altri aggiungono: «Non importa, anche, che durante le festività natalizie nel budello caotico e senza regole si rischi ogni giorno la tragedia».
«La folla è tanta», raccontano i bottegai, «che nessuno riesce a fermarsi per guardare la merce esposta. Il fiume di passanti travolge tutto e tutti, non consente sosta. Così, accade che la gente non acquisti nulla. E che l’immensa folla non produca alcun guadagno per chi fabbrica i pastori, ma solo disagi e rischi a non finire».

La camorra spara in aria e i ragazzini sfrecciano con lo scooter

Tra i pastori napoletani più venduti c'è quello di Matteo Renzi.

Qualche sera fa, a incendiare ancor di più l’atmosfera, quelli di un clan di camorra locale hanno sparato in aria per spaventare un po’ i rivali.
Da allora, ogni petardo che esplode fa sobbalzare i bottegai.
E incuriosisce i turisti, che non conoscono gli effetti spiacevoli della cosiddetta “stesa”, cioè i raid dei teppistelli che nel caos si infilano di forza con le moto per distribuire schiaffoni dietro la testa dei passanti ignari e fuggire divertiti.
Per alleviare il caos è stato istituito, su decisione municipale, un senso unico alternato per i pedoni.
Funziona un po’ sì e un po’ no, ma - comunque - non risolve il trauma dell’impatto.
LA PROPOSTA: TICKET DI 1 EURO. Gabriele Casillo, dell’associazione Corpo di Napoli, ha proposto di imporre un ticket da 1 euro a ogni turista che si inoltri lungo la via dei pastori, ma il sindaco De Magistris si è opposto con forza.
Borseggi, malori e risse non si contano, nel disordine della viuzza straripante di visitatori.
Vigili urbani e poliziotti arrancano, si sussurra di squadrette di agenti in borghese specializzati nel combattere le truffe.
Già, perché qui in questi vicoli - Natale, ferragosto o Pasqua che sia - è anche il regno del “paccotto”, cioè la famosa truffa “del mattone” ritrovato al posto del cellulare o dello stereo di ultima generazione “in vendita” a prezzi ultra-stracciati.
L'IDEA DI SPOSTARSI ALTROVE. Antonio Pariante, presidente del comitato Portosalvo, allo scopo di attenuare il caos , ha proposto di spostare una parte dei presepi e dei pastori in altre piazze di Napoli, a cominciare dall’enorme piazza del Plebiscito ora inutilizzata.
Impasse. Incertezze. Confusione. E allora, forse, ha ragione Sasà, che ha 80 anni, fa il parcheggiatore e ne ha viste tante: «Volete ammirare un vero presepe?», consiglia “dietro modico compenso”, «andatevene lassù in collina, al museo di san Martino. Oppure, spostatevi qui a due passi: in via Duomo, nel complesso monumentale di san Severo al Pendino, 58 espositori “amici del presepe” hanno illuminato le vetrine con le loro meraviglie da favola».
Provare per credere: si entra e ci si perde tra splendide Sacre Famiglie, suggestivi Angeli in volo, e poi Gaspare con l’oro, Melchiorre con l’incenso, Baldassarre con la mirra.
E ancora vignaiuoli e ciabattini, fabbri e arrotini, i pecorai e l’oste con le guance rubizze e le salsicce roteanti.
«SAN GREGORIO? PER TURISTI SCEMI». Presepi, presepi veri. Presepi e basta. È una filiera incantata di moschelle (i pastori da un centimetro e mezzo, curatissimi nei dettagli) e venditori di cipolle e aglio, di Benino che dorme e avventori alti 38 centimetri, con gli occhi di brace e i vestiti di broccato.
Tutto rigorosamente d’epoca. Sasà ne è entusiasta: «Una meraviglia, dotto’», sussurra suadente, «e lasciate perdere san Gregorio Armeno, ché ormai è uno scartiloffio, anzi robaccia per turisti scemi».

Correlati

Potresti esserti perso