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IL CASO 23 Dicembre Dic 2014 1854 23 dicembre 2014

Sonyleaks, a Natale 'The Interview' nelle sale Usa

Sarà proiettato dopo le minacce degli hacker. Sony: «Mai rinunciato al film». 

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Una locandina del film 'The Interview' a New York.

Alcune sale cinematografiche americane il giorno di Natale trasmetteranno The Interview, il film che la Sony ha deciso di ritirare dopo le minacce da parte di hacker provenienti probabilmente dalla Corea del Nord. Lo ha confermato la stessa Sony: «Non abbiamo mai rinunciato al film», ha affermato l'azienda con la Cnbc. E mentre la Casa Bianca plaude e il web festeggia la notizia, tra Usa e Corea del Nord sembra ormai profilarsi quantomeno una cyber-guerriglia: dopo oltre nove ore e mezza di blackout totale, la rete internet nordcoreana è tornata ed essere operativa, ma continua ad andare avanti a singhiozzo. L'annuncio della Sony è arrivato proprio mentre il web nordcoreano subiva una nuova interruzione.
OBAMA PARLA DI «CYBER-VANDALISMO». Il presidente Barack Obama ha detto molto chiaramente che gli Usa avrebbero risposto in maniera «proporzionata» agli attacchi che avevano indotto la Sony a cancellare l'uscita del film satirico su Kim Jong-un, anche se ha definito quegli attacchi un atto di «cyber-vandalismo e non di guerra». Una portavoce del Dipartimento di Stato si è invece limitata a dire che delle rappresaglie americane, «alcune si vedranno, altre no». Parole che hanno rapidamente alimentato il giallo che avvolge il blackout in cui è caduto il web nordcoreano. Anche perchè i cyber-attivisti di Anonymous hanno prontamente rivendicato l'attacco.
CONTRATTACCO ANNUNCIATO SU TWITTER. Dopo aver affermato che a distribuire il film ci penseranno loro, tramite il loro account Twitter TheAnonMessage, ora sospeso, gli 'hacktivist' hanno annunciato il loro contrattacco: «operation RIP North Korea, engaged. #OpRIPNK», ovvero, operazione Corea del Nord Riposa in Pace, iniziata. E ci sono anche altri hacker che hanno rivendicato di essere stati loro a mandare in tilt il web nordcoreano, mentre un esperto citato dalla Cnn, Matthew Prince, della CloudFlare, ha affermato che «è improbabile che sia opera degli Usa. Sembra più opera di un quindicenne con la maschera da Guy Fawkes».
LA CINA TRA I SOSPETTATI. Ma tra i sospettati ci sono anche la Cina, perchè il sistema internet della Corea del Nord transita nei canali di una azienda cinese chiamata China Unicom, e Pechino è da tempo irritata per gli eccessi del suo bizzoso alleato di Pyongyang. La Cina si è limitata a suggerire che «i due Paesi (Usa e Corea del Nord) possano comunicare tra loro su questi problemi». E anche lo stesso regime nordcoreano, che secondo alcuni potrebbe essere interessato a creare 'un incidente', al momento tace.
IN RETE FESTA E POLEMICHE. La Rete festeggia la proiezione il 25 dicembre: su Twitter in molti esultano parlando di «vittoria» contro i terroristi che hanno minacciato l'uscita del film. Ma non sono mancate anche le polemiche, di chi ha messo in evidenza come la storia degli attacchi possa essere stata usata solo per aumentare le vendite.

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