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PROFILO 5 Gennaio Gen 2015 0830 05 gennaio 2015

Pino Daniele, bluesman dal cuore napoletano

Da Napule è nel 1977 al nuovo live di Nero a metà. Dall'amicizia con Troisi alle collaborazioni internazionali. La lunga carriera del cantautore. Che ha mischiato il blues dei neri americani e la musica popolare partenopea.

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Pino Daniele a Milano, sul palco del Festivalbar, maggio 2004.

Il suo Napule è, il brano che apre il suo disco d'esordio Terra mia del 1977, è diventato il manifesto della speranza e delle disillusioni di una generazione.
Quella tra Pino Daniele, stroncato da un infarto nella serata di domenica 4 gennaio alla vigilia dei 60 anni (che avrebbe compiuto il 19 marzo), e la gente di Napoli è stata una folgorazione.
«Il nero a metà, l'americano della nuova Napoli che sognava di veder passare la 'nuttata', il mascalzone latino, il Lazzaro felice, l'uomo in blues, il musicante on the road, il neomadrigalista, cantautore che negli anni in cui dominava il messaggio non mise mai in secondo piano la musica, pur avendo cose da dire, e che cose», è il ritratto del suo sito ufficiale.
DA JE SO' PAZZO AL NEAPOLITAN POWER. Il 1979 è l'anno di Je so' pazzo e di capolavori come Je sto vicino a te, Il mare, Putesse essere allero. Nero a metà, del 1980, è l'album del grande successo, l'incrocio definitivo tra il blues dei neri americani e la musica popolare napoletana, simbolo del meticciato sociale, culturale e artistico, tra Alleria e A me me piace 'o blues. Il 19 settembre 1981, l'apoteosi in piazza del Plebiscito, con 200 mila persone ad ascoltare Pino sul palco con Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito, James Senese. È la consacrazione del 'neapolitan power'.
TRA INGLESE, PERCUSSIONI BRASILIANE E TEMI TABÙ. Arrivano un altro lp epocale, come Vai mò (1981), e brani come Yes I know my way, Viento 'e terra'. Bella 'mbriana, del 1982, coinvolge jazzisti del calibro di Wayne Shorter ed Alphonso Johnson, continuando a mischiare napoletano, italiano ed inglese, Tutta 'n'ata storia e I got the blues. Due anni dopo, Musicante incontra le percussioni brasiliane di Nanà Vasconcelos, la tromba di Don Cherry e i suoni d'Africa, affrontando temi-tabù come quelli del contrabbando in mano alla camorra in Stella nera.
LEGAME CON MASSIMO TROISI. Dopo aver aperto nel 1980 il concerto milanese di Bob Marley, per Pino arriva la consacrazione sulla grande scena internazionale, con il Festival di Montreux, il Canada, l'Olympia di Parigi, il Festival di Varadero a Cuba e l'Arena di Verona. Intanto continua la collaborazione con l'amico Massimo Troisi, per cui scrive le colonne sonore di Ricomincio da tre (1981) e Le vie del signore sono finite (1987), poi il capolavoro di Quando, scritta con l'amico per Pensavo fosse amore e invece era un calesse (1991).
MILLE COLLABORAZIONI CON ARTISTI INTERNAZIONALI. Con Mascalzone latino (1989) Pino Daniele torna all'acustico, poi negli Anni 90 ancora una svolta, con Un uomo in blues (1991) in cui O scarrafone denuncia la xenofobia e il titolo del disco gioca con un nuovo appellativo per il cantautore. Ospiti d'eccezione: Chick Corea, Ralph Towner, ma anche Bruno De Filippi. Nel 1993 a Cava de' Tirreni un altro concerto storico, che poi diventerà l'album live E sona mo'. Da sempre aperto alle collaborazioni, da Jovanotti a Chick Corea, Pino Daniele suona con artisti del calibro di Yellow Jackets, Mike Manieri, Danilo Rea, Mel Collins, Pat Metheny. Nell'estate 2002 ha l'idea di una tournée con Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori e Ron, che diventa un cd e un dcd, In tour. Passi d'autore (2004) è forse il più ambizioso dei suoi progetti, tra omaggi a Che Guevara, Django Reinhardt e Maradona, tra world music e il richiamo ai madrigali di Gesualdo da Venosa. Iguana cafè (2005) è una sintesi, spiega il sottotitolo, di Latin blues e melodie che riprende It's now or never, ovvero 'O sole mio.
IL TRIONFO DI NERO A METÀ PER I 30 ANNI DI CARRIERA. Con Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui' (2007) ritrova Tony Esposito e prepara la strada al triplo cd antologico con inediti Ricomincio da 30, che cita Troisi e riforma il supergruppo (Tullio De Piscopo, James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e JoeAmoruso) con l'aggiunta di Chiara Civello e Al di Meola. L'8 luglio il gruppo espugna di nuovo piazza del Plebiscito, ma stavolta ci sono pure Giorgia, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D'Angelo, Gigi D'Alessio. Sono storia recente Electric jam del 2009 e Boogie boogie man dell'anno successivo. Infine, il trionfo di Nero a metà, con 60 musicisti e gli amici di ieri e di oggi, riuniti a settembre scorso all'Arena per celebrare un'avventura lunga oltre 30 anni, iniziata tra i vicoli del centro storico di Napoli per approdare sulla scena mondiale.

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