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POLEMICA 7 Gennaio Gen 2015 1045 07 gennaio 2015

Vicenza, professori in rivolta contro Marco Goldin

I docenti non portano gli alunni alla mostra La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento: «Zero didattica, solo business». Daverio li appoggia. Sgarbi: «Vanno cacciati».

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Il critico e curatore d'arte Marco Goldin.

I professori che non portano gli allievi a vedere la mostra? «Andrebbero cacciati».
Vittorio Sgarbi non va per il sottile e interviene nella polemica scoppiata intorno alla mostra Tutankhamon Van Gogh Caravaggio – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento allestita a Vicenza nel salone della Basilica Palladiana.
30 DOCENTI IN RIVOLTA. Evento oggetto di critiche aspre da parte di 30 docenti di un istituto superiore della città, il liceo Antonio Pigafetta, i quali attraverso una lettera aperta hanno fatto sapere che alla mostra, aperta fino al 2 giugno 2015, non solo non metteranno piede ma non accompagneranno nemmeno i loro alunni.
Motivo? «Lo scarso valore scientifico e didattico di eventi come questo, che si rivelano enormi calderoni dove le opere esposte sono legate da un generico filo (il ritratto, il paesaggio, la notte). Di nuovo, di veramente utile all'educazione del grande pubblico o allo studioso, poco o nulla».
GOLDIN, RE MIDA DELLE MOSTRE. Il dito è puntato contro il trevigiano Marco Goldin, critico e curatore d'arte, fondatore della casa editrice Linea d'ombra, ma soprattutto organizzatore di eventi che macinano centinaia di migliaia di presenze e biglietti staccati. Che siano sul finire degli Anni 80 le rassegne dedicate agli Impressionisti alla Casa dei Carraresi di Treviso o le successive grandi esposizioni sulla pittura francese di Torino, Brescia, Rimini, Verona, il denominatore comune è sempre un numero impressionante di visitatori.
È di Goldin, per esempio, la mostra più vista del 2014, La ragazza con l’orecchino di perla. Il mito della Golden Age da Vermeer a Rembrandt, allestita a Bologna a palazzo Fava, 342.626 visitatori. Più di 200 mila anche nelle rassegne vicentine organizzate sempre all'interno della Basilica, nel 2013 Raffaello verso Picasso e l'anno successivo Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento.

Gli insegnanti: «Vogliamo svincolarci dalle logiche mercantili»

Philippe Daverio.

Ma la critica degli insegnanti del liceo non risparmia nemmeno il passato e un'amministrazione, guidata dal sindaco di centrosinistra Achille Variati, «che accetta tutto e magari se ne compiace».
«La partecipazione con le classi alle precedenti mostre», affermano, «si è rivelata un'esperienza scarsamente significativa sul piano educativo. Quest'anno non cederemo alle richieste di famiglie e allievi, liberissimi peraltro di visitare individualmente la mostra che certo annovera opere di indiscusso pregio e valore. Preferiamo insegnare ai nostri studenti ciò che pensiamo sia il significato profondo del patrimonio storico e artistico: qualcosa che deve essere svincolato da mere logiche mercantili».
DAVERIO STA CON I PROF. Nella lettera che ha scatenato un polverone si parla anche di «tempi strettissimi per visitare la mostra» che annovera quadri di Tiziano, El Greco, Gauguin, Van Gogh, Caravaggio, di «uscita dalla Basilica solo in gruppo senza la possibilità di rivedere o assaporare con calma quanto visto e spiegato a fronte di un biglietto non certo economico. Il tutto con l'unico evidente scopo: contare più visitatori, scalare le classifiche delle 'mostre più viste', mettere a segno un'operazione di successo».
«Non accompagnando i ragazzi a vedere la mostra», ha spiegato Vittorio Sgarbi a Il Giornale di Vicenza, «i docenti tradiscono il loro compito di educatori».
A sostegno dei prof si è invece schierato il critico d'arte Phlippe Daverio: «Si tratta di eventi nazional-popolari, ci si va come andare al cinema: non hanno niente a che fare con la didattica. Mettere opere di Pissarro e Caravaggio insieme è come la maionese sulla torta di fragole».
«SCARSO VALORE SCIENTIFICO». Stilettata a Goldin anche dal mondo accademico. «Ci trovano del tutto concordi le ragioni che i colleghi impegnati nella scuola dell'obbligo hanno lucidamente esposto circa lo scarso valore scientifico di eventi come questo», è il testo di una lettera firmata da poco meno di una sessantina tra docenti universitari e direttori di poli museali nazionali e internazionali.
Tra questi Tomaso Montanari, professore associato di Storia dell'arte moderna all'Università Federico II di Napoli, Marzia Faietti, direttore del Gabinetto Disegni e stampe degli Uffizi di Firenze, Cecilia Frosinini, direttore della Fortezza da Basso, Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Xavier Barral, docente di storia dell'arte medievale a Rennes, già direttore del museo nazionale d'arte della Catalogna a Barcellona.

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