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ATTENTATO 10 Gennaio Gen 2015 0800 10 gennaio 2015

Charlie Hebdo, fumetti: colpo al cuore della Francia

Raccontano i vizi del Paese. Ne svelano le virtù. E smascherano la politica. Oltralpe le vignette fanno parte della vita quotidiana. E valgono 400 mln di euro.

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da Parigi

Messaggi di cordoglio per i morti del massacro compiuto dai fratelli Kouachi.

Il dolore impregna la voce di Philippe, avvocato di mezz'età, mentre tiene stretta al petto una copia di Georges le tueur, il gangster creato da Georges Wolinski, appena acquistata alla libreria Fnac di Saint-Lazare: «Hanno assassinato i miei vent'anni».
Per Parigi e il Paese intero, il massacro della redazione di Charlie Hebdo è una raffica di mitra al cuore della vita quotidiana, è lo sterminio di quei personaggi, quei tratti, quelle storie e quei colori assieme ai quali tutti i francesi sono nati e cresciuti, e dei quali continuano a deliziarsi anche quando sono adulti.
FRANCIA SOTTO CHOC. Lo choc è pari a quello che l'Italia provò negli Anni di piombo, quando le bombe colpivano treni, stazioni banche e piazze, i luoghi dove ciascuno di noi prima o poi passa, ma è in qualche modo più profondo, come una 'perdita dell'innocenza'.
I terroristi non hanno ammazzato 'soltanto' dei giornalisti o degli artisti, ma sono entrati con forza nella casa di ogni persona, di ogni famiglia, non importa a quale generazione, origine, fede e classe sociale appartenga: giustiziando i fumettisti, hanno fatto sanguinare volti e storie dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'immaginario di 60 milioni di uomini e donne, nessuno escluso.
FUMETTI IN OGNI CASA. Due dati bastano a spiegare cosa è la bande dessinée Oltralpe: il mercato dei libri a fumetti (senza contare le riviste) in Francia vale circa 400 milioni di euro l'anno, per un totale di circa 38 milioni di copie vendute e oltre 5 mila nuovi titoli l'anno. In Italia, dove il fumetto è letto dai bambini e da pochi appassionati adulti, il giro d'affari è 10 volte inferiore, le copie distribuite sono circa 3 milioni (ma quelle vendute assai meno) e i nuovi titoli sono appena 200.
In totale, il fumetto fattura in Francia il 4,5% dell'intera industria libraria, mentre in Italia siamo appena allo 0,5%.
UN ALTARE PER GLI ARTISTI. All'ingresso della biblioteca pubblica di Marne La Vallée, sobborgo di Parigi a due passi dal parco di Disneyland, le impiegate hanno allestito un piccolo altare alla memoria: un tavolino con Nous somme Charlie listato a lutto e accanto, come un'iconostasi, i libri dei giornalisti-disegnatori uccisi.
C'è soprattutto Wolinski, il più comprensibile per noi italiani, perché ci ha sempre mostrato quell'immagine così cara alla nostra idea di una Francia disinvolta e crapulona, amante di «sigari, champagne e belle donne», come ha scritto il quotidiano di sinistra L'Humanité nelle sue commemorazioni. Ma il fumetto francese è anche e molto altro in più. Wolinsky stesso era un militante della sinistra, aveva fatto il Maggio francese, partecipava ai congressi cruciali del partito. E disegnava per grandi e per bambini, spargendo all'interno delle sue storie dubbi e risate, dilemmi e sberleffi in egual misura.

Vignette su tutti i quotidiani (non solo Oltralpe)

Una manifestazione di solidarietà alle vittime dell'attentato alla redazione di 'Charlie Hebdo'.

Il fumetto è dappertutto. Oltre che nei libri, appare ogni giorno e con ampi spazi nelle pagine dei quotidiani e delle riviste generaliste: Paris Match, Le Monde, Libération non sarebbero quello che sono se non dedicassero pagine e pagine a vignette, strisce, storie ma spesso anche ad autentici reportage e inchieste disegnati, una forma di giornalismo che si affaccia anche in Italia sotto il nome inglese di Graphic Novel.
INCHIESTE E POLITICA. Un esempio importante di questo genere si trova in uno dei volumi posati sul piccolo altare laico della biblioteca pubblica: è Le procès Colonna, nel quale Tignous, uno dei fumettisti uccisi nell'attentato di Charlie Hebdo, aveva raccontato il caso di Yvan Colonna, indipendentista corso condannato all'ergastolo nel 2012 con l'accusa di aver assassinato nel 1998 il prefetto dell'Isola, Claude Erignac.
La Corsica è da sempre una spina nel fianco di Parigi e il processo Colonna, secondo la Corte europea, è stato «iniquo», con prove manipolate a danno dell'imputato per fini politici. Un affaire scomodo per l'Eliseo e la giustizia, eppure denudato da Tignous in tutta la sua imbarazzante crudezza.
UN PAESE NELLE STRISCE. Nulla come la bande dessinée è capace di raccontare la Francia di oggi e di ieri, con i suoi splendori e le sue vergogne, ed è per questo che ogni libreria ha un enorme spazio dedicato al fumetto, a differenza dell'Italia dove il genere è confinato in qualche angolo, ancor più nascosto del porno.
Dalla gioiosa ironia di Asterix sino ai grovigli tra mafie, affari e politica di Marsiglia, dalle storie per bambini sino alla satira di Charlie Hebdo, ogni francese si riconosce e riconosce il suo Paese in quelle strisce: e così il massacro di Parigi non è soltanto un dramma de La République ma è soprattutto un dolore intimo e privato di ogni suo cittadino.

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