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LUTTO 11 Gennaio Gen 2015 1130 11 gennaio 2015

Cinema, morta Anita Ekberg

Anita Ekberg, protagonista de La dolce vita, si è spenta a 83 anni a Roma.

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Il bacio tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg sul set de La Dolce Vita in una foto di scena del film di Federico Fellini.

Lutto nel mondo del cinema.
L'attrice svedese Anita Ekberg, musa di Federico Fellini e stella de La dolce vita, si è spenta a Roma a 83 anni.
Era ricoverata da tempo nella clinica San Raffaele di Rocca di Papa, nella zona dei Castelli Romani, dopo aver vissuto a lungo a Genzano.
CELEBRE BAGNO NELLA FONTANA. Originaria di Malmö, divenne celebre in tutto il mondo per la scena nel capolavoro felliniano nella fontana di Trevi con Marcello Mastroianni.
Nel 1956 vinse il Golden Globe come miglior attrice emergente nel film Hollywood o morte!.
Nel 2011 inviò una lettera-appello alla Fondazione Fellini chiedendo aiuto per le sue condizioni economiche e di salute.
FLIRT CON SINATRA. Sposatasi per due volte con gli attori Anthony Steel e Rik Van Nutter, la Ekberg negli Anni 60 ebbe anche un flirt con Frank Sinatra.
Kerstin Anita Marianne Ekberg era nata a Malmö, in Svezia, il 29 settembre 193: circondata da ben sette tra fratelli e sorelle, ebbe un'adolescenza libera e burrascosa: ad appena 19 anni, nel 1950, vinse il titolo di Miss Svezia.
SI FA NOTARE DA HUGHES. Il viaggio a Hollywood, sulle tracce di altre conterranee famose da Greta Garbo a Ingrid Bergman sembra un segno predestinato: ben presto si fa notare dal produttore e pigmalione Howard Hughes che la mette sotto contratto, le propone il matrimonio (rifiutato), ma non la fa debuttare fino al 1953.
Hollywood impara a conoscerla come The Iceberg (con un gioco di parole sul suo nome) e i produttori cercano di collocarla tra il cliché della bellezza impossibile (capelli biondi, seno prorompente, lunghe gambe, gelida distanza degli occhi di ghiaccio) e quello della donna perfetta che chiederesti (invano) in moglie.
OLTRE 60 TITOLI. Alla fine, nel 1956, King Vidor le propone il ruolo della perfida seduttrice Helena Kuragin in Guerra e pace e quella coproduzione con l'Italia la porta al sole di Roma, dove ci penserà Fellini a 'sciogliere il ghiacciaio' nella parte della smarrita attrice straniera che si aggira tra i monumenti della città eterna in La dolce vita.
La carriera cinematografica di Anita Ekberg conta più di 60 titoli ed è ben strano che nessun altro sia in grado di competere con quei pochi minuti immortali del capolavoro di Fellini che la volle con sé ne Le tentazioni del dottor Antonio (1962) con un'altra apparizione tanto incisiva da finire perfino in un film del ciclo di 007 (Dalla Russia con amore) e poi, nel ruolo di se stessa, in I clowns e Intervista; altri la chiamarono sia a Hollywood sia a Cinecittà sfruttandone la popolarità mondiale: ma l'alchimia unica del 1960 non si ripeté mai più.
Era un'attrice sensibile e professionale, era una bellezza difficile da dimenticare: nella vita fece girare la testa a grandi italiani (due flirt mai confermati ufficialmente con Dino Risi e Gianni Agnelli).
RITIRATA IN CAMPAGNA. Alla fine diventò il monumento di se stessa.
Così le resero omaggio lo spagnolo Bigas Luna (con Bambola) e il belga Yvan Le Moine (Il nano rosso del 1998).
Ritiratasi in una casa in campagna alle porte di Roma, isolata e poco incline a frequentare la comunità cinematografica, conobbe rovesci finanziari che la costrinsero a chiedere il sussidio pubblico e una brutta caduta con rottura del femore le rendeva difficili gli spostamenti; il volto si era allargato, una piega amara della bocca tradiva l'infelicità segreta.

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