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RIVELAZIONI 13 Gennaio Gen 2015 1659 13 gennaio 2015

Anita Ekberg: «Fellini affamato di sesso»

Un'intervista alla diva pubblicata post mortem: «Rubava le idee e alle sue attrici chiedeva favori particolari».

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La musa della fontana di Trevi si è rivoltata contro il suo vate. A pochi giorni dalla morte di Anita Ekberg, durissime parole su Federico Fellini pronunciate nel 2010 risuonano come un testamento senza censura: «Era un tipo molto esigente quando dirigeva, incline a improvvisi attacchi d'ira. Sul set era un padrone assoluto, d'altronde lui stesso lo diceva che fuori dal set si sentiva vuoto. Apparentemente gentile, in realtà un despota. In privato era un disastro».
FRASI DEL 2010. Una confessione quella dell'attrice svedese morta domenica 11 gennaio a 83 anni, rilasciata alla giornalista Emilia Costantini nel 2010 e pubblicata solo cinque anni dopo sul Corriere della sera.
Quella sera la diva aveva voglia di parlare a cuore aperto del suo glorioso passato e del suo rapporto con il grande regista, ma chiese di rendere pubbliche le roventi confidenze solo dopo la sua morte. «Federico era proprio così, ma anche in questo suo carattere impossibile risiedeva la sua grandezza, non era certo un tipo ordinario. Non aveva rispetto delle donne, affamato di sesso chiedeva prestazioni particolari», ha detto ancora la Ekberg.
«ATTIRATO DAL MIO SENO, NON DALLA MIA ANIMA». Ma con la sua musa non ebbe un bel rapporto? «In verità era stato attirato non tanto dalla mia anima, che avevo e che ho, ma dal mio seno. Gli devo certamente molto ma anche lui deve molto a me. Anzi, forse più lui a me che io a lui per la famosa scena nella fontana di Trevi. Fellini era uno che carpiva idee agli altri, persino all'ultimo dei macchinisti, e le faceva proprie, senza poi riconoscerne la paternità a chi di dovere».
«ERA INVIDIOSO DEGLI ALTRI REGISTI». Secondo l'attrice Fellini era anche molto invidioso degli altri registi: «Parlava male di tutti, però davanti faceva loro i complimenti. Ricordo che aveva parole sprezzanti per Rossellini e Antonioni. Di Luchino Visconti una volta si lasciò sfuggire un giudizio irripetibile».
La diva ha chiuso ancora più duramente: «Quello che mi dava fastidio è che lui era falso, voleva apparire diverso da ciò che era, non era coerente. Era un uomo razionale irrazionale che dimostrava poi di essere assolutamente irrazionale. Tutti sanno che era fissato con maghi e veggenti, come una donnetta... diciamola tutta: era un provinciale».

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