PROFILO 29 Gennaio Gen 2015 1000 29 gennaio 2015

E poi c'è Cattelan, riecco l'egocentrico Re Mida della tivù

Veejay, conduttore, attore e pure scrittore. Il prezzemolino dello spettacolo torna col suo one man show. Furbetto, cocco della Ventura e amato dalle donne. Foto.

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Uno show per «fare se stesso».
È un tantino ambizioso e sicuramente egocentrico l’obiettivo di Alessandro Cattelan (guarda le foto) che torna su Sky Uno da giovedì 29 gennaio con la sua trasmissione E poi c’è Cattelan, in onda in seconda serata dalle 23.10.
IL RENZI DELLA TIVÙ. La modestia del resto non è tra le sue peculiarità: «Si può dire che sono il Renzi dei conduttori solo per la rottura nello stile e per il cambiamento», ha detto.
La formula della trasmissione in partenza è quella già collaudata nella precedente stagione: accompagnamento musicale degli Street Clerks, usciti da XFactor 2013, ospiti e intrattenimento.
La prima puntata vedrà in studio Cesare Cremonini e Maccio Capatonda, per le successive hanno già accettato Luca Argentero, Fedez, Subsonica e Sinisa Mihajlovic, l'allenatore della Sampdoria.
OGNI OSPITE UNA NOVITÀ. «Le principali novità saranno visibili all'occhio di tutti anche perché riguardano l'arredamento. Al di là di questo, l'atteggiamento è quello della prima edizione: con ogni ospite cercheremo di fare qualcosa di diverso rispetto a quello precedente. Quindi tutto pur rimanendo uguale sarà in qualche modo nuovo perché cambiano gli ospiti», ha raccontato il 34enne ex veejay di Mtv, oggi conduttore di XFactor al fianco dei giudici con il ruolo di “raccordo” tra loro e i concorrenti.
«È un'ora di decompressione, vogliamo strappare un sorriso, che è poi l'obiettivo della mia vita», ha spiegato a proposito del suo programma, che quest’anno è stato confermato per 12 puntate, quattro in più della prima edizione.
SI ISPIRA AL TONIGHT SHOW. E poi c’è Cattelan si ispira chiaramente e al Tonight Show di Jimmy Fallon in onda in America su Nbc, ma con un'atmosfera ancora più scanzonata.
Il presentatore italiano ama fare il one man show capace di condurre, ballare, saltare, cantare: «Questo programma mi rappresenta, sono io che faccio me», ha spiegato.

L'ex tamarretto coi capelli biondi diventato veejay

Alessandro Cattelan.

Nato a Tortona nel maggio 1980 da papà impiegato pubblico e mamma parrucchiera, Alessandro Cattelan ha fatto il suo esordio in tivù nel 2001 sull’allora canale musicale Viva con la trasmissione Viv.it, divenuta Play It nel 2002 quando la rete si trasformò in All Music.
Nel 2003 traslocò su Mediaset, presentando su Italia 1 il programma per bambini Ziggie, assieme all'omonimo pupazzo e a Ellen Hidding.
IL SUCCESSO A MTV. L’anno dopo il grande salto, spostandosi a Mtv Italia che in quel momento conosceva il suo massimo successo.
La rete gli affidò la trasmissione Most Wanted, poi l’estate successiva venne inviato con la collega Giorgia Surina negli Usa per condurre il nuovo programma estivo Viva Las Vegas.
Con lei poi fu lanciato alla guida di Total Request Live, dove rimase da solo dal 2006.
FOTOGRAFATO E IGNORATO. «Studiavo al liceo scientifico quando alla metà degli Anni 90 scoppiò la moda dei book fotografici», ha raccontato qualche anno fa in un’intervista. «Un giorno vennero due tizi nella mia scuola e ci scattarono delle fotografie promettendo grandi contatti per la tivù. Io ero un tamarretto con i capelli biondi e le mèche, feci le foto come tutti gli altri. Per due anni, il silenzio».
FESTIVALBAR E VIVA. Poi uno spiraglio: «A 18 anni, mi chiamarono per un provino: lo feci, mi presero per fare delle telepromozioni al Festivalbar. Silenzio per altri due anni. Quindi uno degli autori del Festivalbar mi contattò per Viva, il primo canale concorrente di Mtv, che in seguito divenne All Music».
Era la svolta. «Mi presero come veejay e dopo solo due settimane mi buttarono a fare la diretta. Dei pazzi. Dopo anni a All Music, hanno chiamato quelli di Mtv. All’improvviso mi sono trovato a viaggiare in tutto il mondo, presentare gente come Tom Cruise, Beyoncé, Britney Spears».

A Mediaset con Le Iene prima del trasloco da mamma Rai

Roma: selfie di Alessandro Cattelan prima dei provini di X Factor 8.

Poco dopo rimise un piede in casa Mediaset, collaborando come inviato de Le Iene.
Il 30 maggio 2008 ha lasciato la conduzione di Trl per dedicarsi al nuovo programma Lazarus, di cui è stato ideatore e autore insieme con Alexio Biacchi e Francesco Mandelli e conduttore insieme allo stesso Mandelli.
Nel settembre 2009 ha traslocato da mamma Rai, entrando nel cast della trasmissione domenicale di RaiDue Quelli che il calcio e..., all’epoca condotta da Simona Ventura, con cui poi si ritrovò nel 2011 a XFactor, dove vestiva i panni di presentatore, soppiantando Francesco Facchinetti.
PUPILLO DELLA VENTURA. Più che un caso: il biondino è considerato il “pupillo” della Ventura, definizione che del resto lui non ha mai rifiutato. «È uno di quei giovani, come Daniele Battaglia, che in Rai sono stati penalizzati proprio perché li ho lanciati io. E invece Cattelan è più bravo di Facchinetti», ha raccontato lei.
SU SKY PARLÒ PURE DI ARTE. Su Sky nel 2013 è stato anche protagonista di una fortunata serie in quattro puntate dedicata all'arte contemporanea assieme al critico d'arte internazionale Francesco Bonami, dal titolo Potevo farlo anch’io.
FA ANCHE LO SCRITTORE. Questo solo in tivù. Basta? No. Cattelan è stato anche scrittore. Nel 2008 ha pubblicato per la Arnoldo Mondadori Editore Ma la vita è un'altra cosa, scritto a quattro mani con l'amico Niccolò Agliardi.
Nel 2010 è uscito Zone rigide, nel 2011 Quando vieni a prendermi?.

Ha formato un duo hip-hop ed è approdato in radio

Liverpool: Alessandro Cattelan ad Anfield Road.

Ma non si è negato nemmeno un’esperienza come cantante: con Gianluca Quagliano ha formato il duo hip-hop 0131 che ha pubblicato l'album Sunglasses (Non dirlo a nessuno), poco conosciuto a livello nazionale ma primo in classifica per per due anni nella top ten di “FermoRadio', una radio dell’ascolano.
SU 105 E DEEJAY. Nel 2006 ha iniziato a condurre di una trasmissione radiofonica in onda su Radio 105, intitolata 105 all’una, nel 2013 ha traslocato su Radio Deejay dove conduce tutti i giorni il programma Catteland.
Ha tentato anche la strada del cinema come protagonista di Ogni maledetto Natale, uscito a fine novembre 2014.
«NON SENZA TALENTO». «Tutti entusiasti di questo deejay piacione ma non troppo, impacciato quanto basta e autore di libri genere “Fabio Volo se fosse bravo”, la cui forza risiede nella semplicità. Un conduttore british, adatto all’epoca e non senza talento», ha commentato Andrea Scanzi.

Ha 15 tatuaggi e una moglie modella conosciuta a San Siro

Biondino e aria furbetta, interista, 15 tatuaggi tra cui un Gesù Cristo, Elvis Presley, la data della vittoria dell’Italia al Mondiale di calcio del 2006 e alcune citazioni sparse tra braccia, spalle e fianchi, Cattelan è stato a lungo fidanzato con la modella di origini svizzere Ludovica Sauer, sua coetanea, conosciuta allo stadio San Siro durante l’intervallo di Inter-Milan.
NINA NATA NEL 2012. Sebbene si vociferasse nell’ormai lontano 2007 che avesse avuto un flirt con Melissa Satta, all’epoca fidanzata di Bobo Vieri, Alessandro e Ludovica hanno avuto una figlia a marzo 2012, Nina: la coppia si è poi sposata nell’aprile 2014 in Comune a Milano, in una cerimonia riservatissima e molto low profile.
Una scelta pratica più che altro, almeno a sentire lui: «Sul matrimonio la penso sempre allo stesso modo: stiamo bene insieme ed è questo che conta, non abbiamo bisogno di firmare niente. Però quando hai figli ti viene il pensiero che ci possano essere problemi, a livello burocratico, e nel dubbio abbiamo deciso di sposarci. Una cerimonia durata non più di 10 minuti».
PIACE A TWITTER E ALLE DONNE. Poco romantico, ma le donne lo amano comunque, e non solo loro: su Twitter ha 548 mila followers, ed è anche per questo suo piacere praticamente a tutti che le aziende se lo contendono.
Era a Firenze per Pitti Uomo, ospite d’eccezione per Diadora, intento a magnificare sneakers da ginnastica e ricordi di calcetto, sua grande passione.
«La tivù e il resto sono arrivati per caso. Il cinema è stata tutta una scoperta», ha confessato. «Io invece ho sempre sognato di fare il calciatore. Mi piacerebbe giocare un minuto in Serie A».
E chissà che qualcuno non lo accontenti, visto il successo che riscuote ovunque vada.

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