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INTERVISTA 30 Gennaio Gen 2015 1100 30 gennaio 2015

Simple Islam, sito dei musulmani anti-estremismo

Sono anonimi. Diffondono i dettami originari online. I fondatori di Simple Islam a L43: «Il guaio? Seguaci ciechi di maestri fanatici. L'Isis non c'entra con Allah».

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Sono musulmani, lavorano nell’anonimato e hanno fondato un sito per far conoscere a tutti l’Islam originario, cioè quello senza Hadith, la raccolta di scritti che racconta i detti e gli aneddoti sulla vita del profeta Maometto.
Il loro sito si chiama Simple Islam e si propone, attraverso il ritorno alle fondamenta dell’Islam, di risolvere il problema dell’estremismo islamico.
«LORO SI FIDANO DEI DOTTI». «Se domandi alle persone perché stiano commettendo azioni sbagliate, considerandole un comandamento di Allah», si legge sulla loro pagina, «ti risponderanno che si stanno fidando di chi studia la religione (i dotti) e che attraverso di essi sono certi di ricevere i dettami di Dio».
Sarebbe questa cieca obbedienza, secondo i fondatori di Simple Islam, a lasciare il campo libero all’estremismo.
FANATICI E SEGUACI CIECHI. «Se lo studioso è estremista», continua il gruppo sul sito, «i seguaci ciechi applicheranno anch’essi l’estremismo in nome della religione».
Lettera43.it ha intervistato i membri dell'organizzazione, che hanno risposto senza rivelare la loro identità.

Il Corano, testo sacro della religione dell'Islam. ©Getty Images



DOMANDA. Simple Islam: perché questo nome?
RISPOSTA. Lo abbiamo scelto per riferirci all’Islam originario, che ancora non si era mischiato con certe complessità.
D. Che tipo di complessità?
R. L’articolo “credo vs. fiducia” spiega che le religioni moderne hanno trovato un modo per farci dipendere da una minoranza di dotti. Nell’Islam è l’estrema complessità dei dettagli dei rituali che rende le persone dipendenti dai dotti. Questi dettagli provengono dall’Hadith, che è stato collegato all’Islam in seguito. Noi identifichiamo la “semplicità” come la chiave per liberare i credenti dall’obbedienza ai dotti.
D. Qual è il principale obiettivo della vostra organizzazione?
R. Crediamo che l’Islam originario si discosti da entrambi i maggiori rami: sunniti e sciiti. La nostra organizzazione cerca di ricordare ai musulmani l’Islam originario.
D. Può funzionare?
R. Ci sono molti fedeli che hanno già iniziato a dubitare dell’autenticità del pacchetto religioso che ricevono dai dotti. Queste persone potrebbero non essere informate abbastanza da distinguere l’Islam originario da quello che i dotti presentano come Islam. Argomentando sulla base del Corano, che è accettato da tutti i musulmani, i nostri articoli li aiutano a rendersi conto che non occorre obbedire ai dotti per essere un buon musulmano.
D. Che cosa serve, allora?
R. I problemi presenti nell’Islam non sono molto diversi da quelli esistenti in altre religioni: le religioni istituzionali cercano sempre un modo per sostituire “il credo” con la “fiducia” in modo tale da ottenere poteri politici e finanziari dai seguaci che hanno fiducia nei dotti. Grazie a noi, i fedeli possono identificare questo elemento nella loro vita quotidiana e purificare il loro sistema di credenze.
D. Cosa intendete quando dite che «l’estremismo può nascere in ogni religione»?
R. Si sente parlare solo degli estremismi che i media vogliono mostrare. Ci sono esempi di estremismi recenti e non controversi, in altre religioni: come nel caso di buddisti e cristiani.
D. Sono assimilabili a ciò che accade ora con l'Islam?
R. Bisognerebbe guardare oltre il tempo. Dopo la Seconda guerra mondiale, fu creato un nuovo ordine mondiale. E la competizione per sfruttare il petrolio nei Paesi del Medio Oriente crebbe. Da quel momento quei Paesi furono oggetto di interesse di molti poteri internazionali e locali. Questi conflitti hanno reso la regione instabile e le persone represse. Se gli abitanti dei Paesi ricchi di petrolio fossero stati cristiani, avresti visto un simile estremismo nel nome della cristianità.
D. Come funziona la vostra organizzazione?
R. Facciamo ricerca e scriviamo articoli. Poi leggiamo i commenti dei lettori e valutiamo i problemi sollevati dalle nostre posizioni e dai nostri ragionamenti. I feedback dei lettori ci suggeriscono in che direzione andare con ricerche e articoli futuri.
D. Dove è situata la vostra sede?
R. Sul cloud.
D. Siete in grado di fare pressione sulla società per affermare le vostre idee?
R. Sulla società intesa come insieme di organizzazioni, no. Ma sulla società in termini di individui, sì. Contattiamo le singole persone ed esponiamo i nostri ragionamenti.
D. È un metodo efficace?
R. Molti li condividono e alcuni ci aiutano a diffondere il messaggio twittando l’articolo o condividendolo su Facebook. Nel corso del tempo sempre più persone verranno a conoscenza dei dibattiti. Ovviamente non è un progetto a breve termine: ci vorranno decenni.
D. Quante persone leggono il vostro sito internet?
R. Circa 12 mila visualizzazioni al mese.
D. Oltre a Internet quali altri mezzi usate per diffondere le vostre idee?
R. Nessun altro.
D. Le vostre tesi non sono considerate blasfeme dall’Islam tradizionale?
R. Sì e no. No, perché i musulmani ben istruiti sanno che il Corano è la base dell’Islam. Potrebbero non essere d’accordo con le nostre posizioni, ma ammettono che siamo musulmani per loro stessa definizione. Ecco un buon link in cui diversi musulmani di differenti rami dell’Islam ammettono che siamo loro fratelli.
D. E sì, perché?
R. Le istituzioni religiose ritengono che i nostri pensieri siano una minaccia per la loro classe dirigente. Utilizzano l’Hadith per far apparire l’Islam troppo complicato e perciò legittimare l’esistenza delle loro organizzazioni. Con “Simple Islam”, non c’è posto per loro nella pratica religiosa: perderebbero seguaci, potere politico, e ovviamente potere finanziario. Queste organizzazioni ci considerano una minaccia e farebbero qualsiasi cosa per zittirci.
D. Cosa rispondete a chi critica voi e le vostre idee?
R. Il sito web di Simple Islam è già colmo di commenti e critiche. Pensiamo a fondo alle critiche e troviamo argomenti per rispondere. Oppure cerchiamo di approfittare di esse per migliorare la nostra conoscenza. Non riteniamo di possedere la verità assoluta. Siamo esseri umani e commettiamo errori. Accettiamo questo fatto e siamo disposti a correggere i nostri errori quando sottolineati da un argomento razionale. Siamo alla ricerca della verità e condividiamo gli argomenti che troviamo lungo il cammino.
D. Perché avete scelto di restare anonimi?
R. Come ho già detto, le istituzioni religiose ci considerano una minaccia per la loro esistenza. Forse non ora, ma quando le nostre idee diventeranno popolari, faranno di tutto per metterci a tacere. È più sicuro restare anonimi in questi casi.
D. Che ne pensate delle stragi di Parigi?
R. Anch’io mi offendo quando qualcuno prende in giro il profeta Maometto. Mi offendo anche di più quando le persone offendono Gesù o Maria. Il fatto che io sia turbato, tuttavia, non giustifica i comportamenti violenti. Metto i terroristi di Parigi nella stessa categoria dell’Isis e penso che a questi estremismi si possa dare la stessa spiegazione.
D. Cioè? E che cosa dite del modo in cui lo Stato islamico interpreta il Corano?
R. Estrapolano le frasi dal loro contesto e poi adottano un’interpretazione utile al loro scopo. Come predetto dal Corano, appartengono al gruppo che cita il Corano, ma quel che fanno non ha nulla a che vedere col Corano.
D. Come spiegare invece il fenomeno dei foreign fighter, i combattenti stranieri che si uniscono allo Stato islamico?
R. Apprendono la religione dagli scholars, i dotti. I dotti spiegano loro “cosa dice l’Islam”, “cosa vuole Dio” e “quali sono le priorità più importanti dell’Islam”. I dotti a volte sono spazzatura, ripetono semplicemente ciò che viene insegnato loro, e sono finanziati principalmente, direttamente o indirettamente, dai poteri regionali e internazionali.

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