Leonardo Vinci 141201164515
LA MODA CHE CAMBIA 8 Febbraio Feb 2015 1656 08 febbraio 2015

Strano, grasso, gay: e se Leonardo vivesse oggi?

Expo celebra il genio eccentrico di Da Vinci. Che nel 2015 sarebbe discriminato.

  • ...

Leonardo nacque a Vinci il 15 aprile 1452 e morì ad Amboise il 2 maggio 1519.

La presidenza delle Stelline di Milano ha trasmesso l’invito per la presentazione delle attività della Fondazione a favore di Leonardo da Vinci nell’anno dell’Expo e in futuro.
Martedì 10 febbraio, alle 12.30, è in programma l'annuncio dell'accordo con la Regione e la Soprintendenza per i Beni architettonici per dar vita, in quei luoghi che lo videro operativo per molti anni sul refettorio di santa Maria delle Grazie, a un polo culturale «orientato a valorizzare il genio di Leonardo» con centri di informazione e divulgazione della sua opera e della sua localizzazione e reperibilità.
CONFERENZE E VISITE. A pochi passi di distanza, nella quattrocentesca casa degli Atellani, l’abilissimo imprenditore musicale Piero Maranghi e famiglia che la possiede, ha annunciato poco prima di Natale di aver identificato nel giardino il famoso “vitigno di Leonardo”, una malvasia di Candia molto usata nel '500, ora rarissima anche perché sopravvissuta nel centro di una metropoli, e di volerla ripristinare, organizzandovi attorno un ciclo di conferenze e visite guidate.
Ludovico il Moro aveva concesso al suo maestro di cerimonie quel podere e quel vigneto al termine della realizzazione dell’affresco, un gesto molto importante perché gli garantiva la cittadinanza di milanese, e Leonardo, che era molto affezionato a quelle sue poche terre, le citò anche nel testamento dal rifugio di Amboise, dove sarebbe spirato, secondo leggenda, fra le braccia dell’inseparabile Francesco Melzi e amaramente compianto da Francesco I che ne aveva acquistato molte opere, Gioconda compresa, nel 1518 (smettiamola di gridare al furto: non ce l’ha rubata nessuno, non è mai stata nostra).
Nel frattempo, in piazza della Scala, non si esauriscono le file per la mostra “Il mondo di Leonardo”.
UNA ROCKSTAR DI MODA. Leonardo ovunque, celebrato come un rockstar, trasformato in gadget come un marchio di moda.
Che è bella cosa, di cui dovremmo ricordarci quando riprendiamo i nostri figli perché si ingozzano di dolci, quando tornano da scuola con una nota perché «non si applicano abbastanza» e lasciano tutti i lavori incompiuti, e quando magari, anni dopo, ci confessano (in molti casi, per fortuna, ci comunicano e basta, anche se con imbarazzo) di essere omosessuali.
Per i nostri standard attuali, in realtà anche per quelli di allora, Leonardo era un bambino sovrappeso, che scriveva nel senso contrario a quello di chiunque altro, interrompeva a metà i lavori perché attratto da altre imprese.
I BULLI LO ATTACCHEREBBERO. In più, era figlio illegittimo: la vittima perfetta dei bulli, e infatti. Lo stesso Verrocchio, che l’ebbe a bottega dalla prima adolescenza, ne detestava il “crapulando”, il gusto per il cibo e per i dolci che l’accompagnò per tutta la vita, e che lo portava a costruire in zucchero e marzapane anche i modellini di trionfi e allestimenti (il suo incarico ufficiale, per 30 anni, fu quello di Gran Maestro di feste e banchetti) che la corte di Ludovico Sforza si mangiava subito, con suo grande disappunto.
In seguito Leonardo sarebbe dimagrito, diventando il bel ragazzo biondo e alto dei ritratti che tutti ammiriamo, si sarebbe dato da fare come tanti ragazzi di oggi per arrotondare l’appannaggio di papà (cameriere e sguattero all’osteria delle Tre lumache; in seguito avrebbe avviato un’attività di ristorazione in proprio con l’amico Sandro Botticelli, destinata però a fallire subito: era vegetariano in anni di predilezione per pasticci di carne, trippe e cervella).
Sarebbe rimasto però incostante, e avrebbe sviluppato una decisa predilezione per gli uomini. Elencando: illegittimo, mancino, ghiottone, incostante, gay.
FU DENUNCIATO PER SODOMIA. Nel 1476 venne denunciato per sodomia e riuscì a evitare le pene previste all’epoca (evirazione e/o taglio della mano e/o del piede a seconda dell’età) giusto perché nella faccenda era coinvolto un parente dei Medici e perché il padre naturale era abbastanza ricco e influente da mettere lo scandalo a tacere.
Per tutta la vita, tranne la parentesi felice del primo soggiorno milanese accanto a Ludovico che lo idolatrava e gli fece abbattere mezza sala da pranzo per costruirvi accanto una cucina sperimentale mettendosi a ridere quando successe il pandemonio perché nulla funzionava, avrebbe alternato successi a fallimenti.
Una sorta di Archimede Pitagorico disneyano, «eccellentissimo di ingegno» e di pittura «perfectissima», come scrivevano i contemporanei, ma anche inconcludente e stravagante: è rimasta la lettera irritatissima del priore di santa Maria delle Grazie al duca di Milano perché 'messer Leonardo' mangiava e beveva a spese del convento con tutti i suoi collaboratori senza risolversi a scegliere i cibi da dipingere sul muro (anno di grazia 1496): «I frati sono tutti affamati perché mastro Leonardo mette fuori uso le cucine giorno e notte per preparare quegli intrugli che dice essere le pietanze di cui ha bisogno per metterle sul suo tavolo, ma non è mai soddisfatto, e poi due volte al dì fa accomodare i suoi servi perché mangino tutto».
LA POLITICA GLI DAREBBE ADDOSSO. Insomma, anche un gran festaiolo spendaccione. Esistono intere fazioni politiche, anche quelle che oggi si appropriano del genio di Leonardo, che se Leonardo fosse vivo oggi gli darebbero neanche troppo nascostamente addosso.
Dunque, prima di puntare il dito contro gli eccentrici, i diversi, i diversamente abili (chi tollera, anche adesso, un mancino che scrive da destra a sinistra?), pensate a Leonardo.
P.s. Siete mai andati a osservare i cibi riprodotti sulla tavola dell’Ultima cena? Sono pagnotte, puré di rape e anguilla a fettine. Leonardo decise il menu dopo due anni di prove.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso