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CINEMA 12 Febbraio Feb 2015 0550 12 febbraio 2015

«Selma», 10 curiosità sul film

Ha richiesto otto anni di lavoro. Mira a "sfatare" il mito di Martin Luther King.
E mette in scena solo persone realmente esistite. Il film di DuVernay in pillole.

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Gli eventi narrati risalgono alla primavera del 1965. Un attivista di nome Martin Luther King Jr. tentava per tre volte di portare a termine una marcia pacifica in Alabama, organizzata con l'obiettivo di dare anche agli afroamericani il diritto di voto.
Con lui un gruppo di manifestanti, partiti alla volta di Montgomery da una cittadina di 20 mila abitanti nella contea di Dallas: Selma.
E proprio da quella cittadina prende il nome il film diretto dalla regista Ava DuVernay Selma - La strada per la libertà.
FILM CANDIDATO A DUE OSCAR. La quarta opera della cineasta losangelina porta sul grande schermo un'importante pagina di storia e racconti drammatici di persone che hanno contribuito, con la loro determinazione, a cambiare il mondo opponendosi alle ingiustizie.
Andiamo quindi alla scoperta del film, candidato a due Premi Oscar, e dei fatti storici a cui si ispira.

1. L'obiettivo di DuVernay: 'smontare' il mito di King

DuVernay ha deciso di realizzare il film perché sentiva ci fosse il bisogno di raccontare la vita di King mostrando un uomo in carne e ossa, con i suoi difetti e le sue incertezze, ma al tempo stesso con forza d'animo e ardore: «Trovo alquanto sorprendente e meritevole di discussione che, nei 50 anni dalla sua morte, non ci sia mai stato un film incentrato su di lui come protagonista», ha detto. «Siamo portati a pensare a King come a una statua, un discorso o una vacanza, ma lui era una persona, una persona che aveva relazioni complicate, che era molto umana».
«TUTTI ABBIAMO LA SUA FORZA INTERIORE». Martin Luther King morì «all’età di 39 anni combattendo per libertà di cui tutti noi oggi beneficiamo. Penso che se smonti il suo mito, ti rendi conto che la sua forza interiore è qualcosa che tutti noi abbiamo. Se solo fossimo in grado di accederci potremmo fare grandi cose».
Il padre di Ava è originario di una cittadina che si trova a metà tra Selma e Montgomery, Hayneville, ed è per questo che la storia l'ha coinvolta così tanto.

2. La marcia: 4 mila manifestanti alla partenza, arrivarono in 25 mila

A Selma, in Alabama, solo il 2% dei cittadini neri era registrato per votare e le registrazioni erano ostacolate da lungo tempo.
Il primo tentativo di marciare da Selma a Montgomery, condotto da John Lewis e Hosea Williams, fu bloccato da poliziotti statali e locali al ponte di Edmund Pettus, dove 600 dimostranti vennero severamente picchiati e respinti con l'utilizzo di gas lacrimogeni. La giornata passò alla storia come Bloody Sunday.
LA PRESA DI POSIZIONE DI JOHNSON. Il 15 marzo, il presidente Johnson parlò al Congresso, definendo sbagliato negare a qualsiasi concittadino il diritto di votare e annunciando l'introduzione del Voting Rights Act. Il 17 marzo, i dimostranti ottennero il diritto a marciare per difendere le loro idee. Partiti il 21 marzo in 4 mila, arrivarono a Montgomery in 25 mila.
Lì King pronunciò il suo storico discorso storico sugli scalini dello State Capitol.

Martin Luther King è morto il 4 aprile del 1968. © Getty

3. Il progetto: la realizzazione ha richiesto otto anni di lavoro

L'idea iniziale del film è venuta al produttore Christian Colson (Il Milionario), che ha commissionato a Paul Webb la stesura della sceneggiatura, unendosi alla Pathé per finanziare lo sviluppo e la produzione del film.
COLSON SI UNISCE ALLA PLAN B ENTERTAINMENT. Colson si è poi unito alla Plan B Entertainment, di Brad Pitt, e ai produttori Dede Gardner e Jeremy Kleiner, il quale da tempo era interessato all'eredità di King e dei diritti civili, intesi però come movimento collettivo.
L'intero processo ha richiesto quasi otto anni di lavoro.

Oprah Winfrey è considerata uno dei personaggi più influenti d'America. © Getty

4. I personaggi chiave: David Oyelowo e Oprah Winfrey

Sono state essenziali tre persone per riuscire finalmente a portare sul grande schermo il film: Ava DuVernay, Miglior Regista al Festival di Sundance con Middle of Nowhere, l'attore David Oyelowo, che da sempre avrebbe voluto interpretare King, e Oprah Winfrey, la regina della televisione americana.
Oprah è rimasta colpita dalla registrazione del discorso Mountaintop realizzata da Oyelowo e che l'attore le aveva consegnato durante la lavorazione di The Butler, film del regista Lee Daniels.
LA CONDUTTRICE INTERPRETA ANNIE COOPER. L'idea di realizzare il progetto si è quasi trasformata in un'ossessione per Oprah, che ha quindi deciso di aiutare David e Ava nel loro sogno di portare sul grande schermo Selma.
La conduttrice nella pellicola interpreta Annie Lee Cooper.

Il produttore Jeremy Kleiner. © Getty

5. Il finale: aperto a diverse interpretazioni

I filmmaker hanno voluto lasciare aperto il finale, permettendo varie interpretazioni: «Si può leggere la storia di Selma come una storia sulla possibilità di spingere i governi ad agire in maniera morale», ha spiegato Kleiner. «O si potrebbe dire che è una storia sulla protesta che non ha nulla di leggero o di patinato».
«NON HA UN SOLO SIGNIFICATO». Non solo. «Potrebbe essere un’ode alle strategie e alle tattiche brillanti di questo gruppo di leader per i diritti civili. O potrebbe essere una storia sulla lotta per vincere l’ininterrotta dottrina della supremazia bianca».
È molto complessa, ha detto il produttore, «e non ha un solo significato, è un racconto che potrebbe essere pertinente in qualsiasi momento della storia».

6. Il legame con i fatti: tutte le persone nel film sono realmente esistite

Tutti le persone che appaiono nel film sono esistite realmente.
LA PARTECIPAZIONE DI LEWIS E YOUNG. Il film può contare sulla partecipazione di diversi leader dei diritti civili dell'epoca, come il deputato John Lewis e l'ambasciatore Andrew Young.

L'attore David Oyelowo. © Getty

7. Il cast maschile: Oyelowo è dovuto ingrassare per interpretare King

Oyelowo non è americano: nato a Oxford, in Inghilterra, è cresciuto tra la Gran Bretagna e la Nigeria prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2007.
Per il ruolo l'attore ha dovuto trasformarsi fisicamente, ingrassando e tagliando i capelli per assomigliare il più possibile a King.
GIOVANNI RIBISI È LEE C. WHITE. Particolarmente complicato è stato trovare il giusto interprete per il presidente Johnson, un texano famoso per il suo modo di parlare grezzo e poco rifinito ma anche per le sue manovre politiche. Il ruolo, alla fine, è stato affidato a Tom Wilkinson.
Tra i personaggi a cui è stato dato particolare spazio nel film c'è anche Lee C. White, consulente per i diritti civili per Kennedy e Johnson, ruolo affidato a Giovanni Ribisi.

Coretta King, moglie di Martin Luther King. © Getty

8. Il cast femminile: Carmen Ejogo ha conosciuto Coretta King

Molto spazio è poi stato concesso all'universo femminile che ha lottato per i diritti civili: da Annie Lee Cooper, interpretata da Oprah, a Juanita Abernathy, Coretta King, Amelia Boynton, Diane Nash, o la casalinga Richie Jackson che ospitava i leader a casa sua.
Carmen Ejogo ha interpretato per due volte Coretta, moglie di Martin Luther King, dopo un film tivù per la Hbo relizzato nel 2001, dedicato ai boicottaggi dei bus avvenuti nel 1955. L'attrice ha avuto modo di conoscere la donna, esperienza che l'ha segnata e commossa.
BOYTON, PRIMA AFROAMERICANA CANDIDATA IN ALABAMA. Lorraine Touissant (nel cast della serie Orange Is The New Black) interpreta Amelia Boyton, malmenata brutalmente dopo la marcia della Bloody Sunday. Nel 1964 è stata la prima donna afroamericana a candidarsi al Congresso in Alabama.

9. La storia: Annie Cooper e quel pugno allo sceriffo

A Selma esiste una strada a cui è stato dato il nome di Annie Cooper, la donna scomparsa nel 2010 all'età di 100 anni che si difese dalla violenza dello Sceriffo Jim Clark colpendolo con un pugno e facendolo cadere di fronte alle telecamere.
LA TESTIMONIANZA DELLA BADANTE. Lo fece perché, come ha dichiarato la sua badante, aveva raggiunto il punto oltre il quale le era quasi impossibile sopportare le ingiustizie e la privazione dei propri diritti.
Oprah ha voluto interpretarla, dicendo di ammirarne la determinazione.

Il regista americano Spike Lee. © Getty

10. La mobilitazione: Spike Lee e George Lucas contro l'Academy

Dopo l'annuncio delle nomination agli Oscar, a sostegno di Selma - La strada per la libertà, che ha ottenuto solo due candidature nelle categorie Miglior Film e Miglior Canzone Originale, si sono schierati numerosi registi ed esponenti del mondo dello spettacolo.
«SOLO DUE CANDIDATURE? QUESTIONE POLITICA». Tra loro i registi Spike Lee e George Lucas, che hanno sottolineato come la mancata presenza di Ava DuVernay tra i nomi dei migliori registi dell'anno fosse incomprensibile e sostenuto che si sia trattato di una questione politica, legata in parte alla composizione dei membri dell'Academy, in cui manca un'adeguata rappresentazione della società afroamericana.

Regia: Ava DuVernay; genere: drammatico (Usa, 2014); attori: David Oyelowo, Tom Wilkinson, Cuba Gooding Jr., Alessandro Nivola, Carmen Ejogo, Lorraine Toussaint, Tim Roth, Oprah Winfrey, Tessa Thompson, Giovanni Ribisi, Common, Colman Domingo.

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