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CINEMA 19 Febbraio Feb 2015 0911 19 febbraio 2015

Il «Piccione» di Andersson, 10 cose da sapere

Ha richiesto quattro anni di lavoro. È ispirato a Don Chisciotte e Uomini e Topi. Ed è girato completamente in interni. La pellicola vincitrice a Venezia in pillole.

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Dopo aver conquistato il Leone d'oro alla 71esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, arriva finalmente nelle sale italiane il film Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, scritto e diretto Roy Andersson.
UN RITRATTO IRONICO DELLA VITA. Il lungometraggio ha come protagonisti Sam (Nils Westblom) e Jonathan (Holger Andersson), due venditori ambulanti che propongono a potenziali clienti travestimenti e articoli per le feste, attività che li porta a contatto con persone di ogni tipo.
La trama permette al regista svedese di dare spazio a un ritratto ironico e attento della vita e delle sue innumerevoli sfumature. Andiamo alla scoperta del film e dei suoi segreti.

1. Il lungometraggio è il capitolo conclusivo di una trilogia

Il lungometraggio è il capitolo conclusivo di una trilogia composta anche da Canzoni dal secondo piano, che affronta la tematica della colpa collettiva e della vulnerabilità umana, e You, The Living, che si avvicina invece in modo coraggioso al mondo dei sogni.
SETTE ANNI TRA UN FILM E L'ALTRO. I due film, entrambi diretti da Andersson, sono usciti rispettivamente nel 2000 e nel 2007.

Roy Andersson, vincitore della 71esima edizione del Festival del Cinema di Venezia (GettyImages).

2. Sono stati necessari quattro anni di lavoro per completarlo

Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza è composto da 39 scene, ognuna ideata per offrire una diversa esperienza artistica al pubblico.
Sono stati necessari quattro anni di lavoro prima di completare il film. Dieci le persone che ci hanno lavorato a tempo pieno.
Tutte le scene sono state girate all'interno di uno studio cinematografico, nessuna in esterni.
FINANZIAMENTO SENZA PUBBLICITÀ. Andersson non utilizza mai una sceneggiatura completa con tutti i dialoghi: attacca schizzi e disegni su un muro, come vorrebbe apparissero nel film, e poi gradualmente li sostituisce con delle foto delle scene.
Il lungometraggio è stato finanziato senza fare pubblicità durante il processo di produzione, permettendo quindi al team di concentrarsi completamente sul film.

3. Il digitale ha favorito la fotografia luminosa e le scene dinamiche

Andersson ha sfruttato al meglio il passaggio dalle riprese in 35mm al digitale.
L'UTILIZZO DEI CAMPI LUNGHI. Questo cambiamento gli ha permesso di utilizzare agevolmente i campi lunghi e avere una fotografia più luminosa e definita, oltre a creare scene più dinamiche.

Una scena di Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza di Roy Andersson.

4. Il rapporto Sam-Jonathan richiama quello tra Don Chisciotte e Sancho Panza

Il rapporto tra i protagonisti Sam e Jonathan è ispirato a due opere celebri della letteratura: il Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes Saavedra e Uomini e Topi di John Steinbeck.
IL RIFERIMENTO A STANLIO E OLLIO. Un ulteriore riferimento, questa volta cinematografico, è al duo comico Stanlio e Ollio.

I celebri attori Stanlio e Ollio.

5. Andersson si è ispirato ai pittori Dix, Scholz e Van Gogh

Il filmmaker, per la creazione delle sue opere, si ispira spesso ai lavori di famosi pittori.
Per Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza gli artisti di riferimento sono stati Otto Dix e Georg Scholz, caratterizzati da una visione del mondo incrinata dalla guerra, e Vincent Van Gogh, per la sua capacità di realizzare un'interpretazione personale dell'espressione astratta.
«IL CINEMA DI OGGI? È FIACCO». Roy Andersson ha definito deprimente il fatto che i registi contemporanei non traggano più ispirazione dalla pittura: «Per questo, forse, il cinema di oggi è così fiacco e poco interessante. Le immagini sono così povere. E questo è, a sua volta, dovuto all’economia: non c’è né il tempo né il denaro per essere più scrupolosi».

Il pittore tedesco Otto Dix.

6. Il regista definisce il proprio stile «triviale»

Andersson sostiene che il proprio stile sia il frutto «della trivialità trasformata in un’esperienza più attraente».
E questo, dice, «si applica anche alla pittura in generale, tutta la storia dell’arte è piena di trivialità perché fanno parte delle nostre vite».
«UN DOMANI VORREI ANDARE OLTRE». «Adoro questa cosa», continua il regista, «e un domani vorrei diventare anche più triviale di quanto non lo sia stato in questo film».

7. Il film tratta il tema dell'omosessualità

Nel film si tratta il tema della presunta omosessualità di Carlo XII, re di Svezia dal 1697 al 1718.
ANCHE UN RE È VULNERABILE. L'obiettivo è quello di far emergere come le persone siano sensibili e vulnerabili a prescindere dalla loro posizione nella società.

Carlo XII, re di Svezia dal 1697 al 1718.

8. Lo sterminio degli schiavi è una metafora

In Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza è presente, in un contesto storico fittizio, una scena riguardante lo sterminio degli schiavi da parte dei colonialisti britannici.
INVETTIVA CONTRO LA CLASSE DIRIGENTE. Si tratta di un modo personale del regista di inveire contro la storia della classe dirigente.

9. Andersson viene da una famiglia di venditori, come i protagonisti

La scelta del mestiere dei due protagonisti affonda le proprie radici nell'infanzia di Andersson, che viene da una famiglia venditori.
L'HOTEL, ELEMENTO AUTOBIOGRAFICO. Stesso discorso vale per l'albergo di pessima categoria che compare nel film: «L’hotel è un elemento che ha caratterizzato il mio trascorso a Göteborg. Il posto in cui sono cresciuto oggi è una bettola, e purtroppo mio fratello, che fa uso di droghe da molto tempo, è finito lì. Quindi conosco bene la vita in quell’ambiente».

10. La pellicola omaggia il fondatore dello Swedish Film Institute

La scena del vecchio avventore che si allontana dal ristorante mentre gli altri gridano «Buonanotte» è un omaggio al fondatore ed ex amministratore delegato dello Swedish Film Institute, Harry Schein.
QUELLA RIMPATRIATA DI 20 ANNI FA. Venti anni fa Andersson organizzò una rimpatriata con i suoi ex compagni di classe allo Studio 24, tra cui Schein. Quando questi se ne andò nel cuore della notte venne salutato in maniera analoga.

Harry Schein (13 ottobre 1924 - 11 febbraio 2006).

Regia: Roy Andersson; genere: commedia, drammatico (Francia, Germania, Svezia, Norvegia, 2014); attori: Holger Andersson, Nisse Vestblom, Charlotta Larsson, Viktor Gyllenberg, Jonas Gerholm.

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