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APPUNTAMENTO 22 Febbraio Feb 2015 0755 22 febbraio 2015

Oscar 2015, 10 curiosità dell'87esima edizione

I film favoriti. Gli attori e le attrici in odore di statuetta. I record che possono cadere. Gli omaggi per i candidati e i presentatori. Il vademecum di Lettera43.it.

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La notte più attesa del cinema sta per arrivare. Domenica 22 febbraio a Los Angeles va in scena l'87esima edizione degli Oscar.
Cosa c'è da aspettarsi? Ecco quali sono le curiosità degli Academy Awards 2015. Il vademecum di Lettera43.it in 10 punti: tra film, attori, registi, conduttori e omaggi bizzarri.

La preparazione per la notte degli Oscar 2015 (©Ansa).

1. L'Academy ha un debole per i biopic

L'Academy, si sa, ha un debole per le storie vere. Nel 2015, tra le otto pellicole candidate al premio come Miglior film, ci sono ben quattro biopic. Sono quelli che raccontano le vite del cecchino Chris Kyle (American sniper), degli scienziati Alan Turing (The imitation game) e Stephen Hawking (La teoria del tutto), del reverendo Martin Luther King e del suo Movimento per i diritti civili (Selma).
In tre delle ultime quattro edizioni la statuetta per il Miglior lungometraggio è andata a una pellicola tratta da una storia vera: 12 anni schiavo (2014), Argo (2013) e Il discorso del Re (2011). Quest'anno c'è un 50% di possibilità che accada lo stesso.

2. Le commedie non convincono mai

Di certo è difficile che a vincere il premio più ambito e simbolico degli Academy Awards sia una commedia.
Nella rosa dei candidati ne è presente solo una, Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, e i bookmaker la quotano intorno a 40 volte la cifra giocata.
Evidentemente a Hollywood la risata non è ritenuta degna di un Oscar, salvo rarissime eccezioni. In un solo vincitore degli ultimi 10 anni si possono rintracciare elementi di commedia (The Artist, 2012). Se invece si cerca una commedia pura premiata dall'Academy bisogna tornare indietro fino al 1978 con Io e Annie di Woody Allen.

3. Boyhood e Birdman, riprese da record

I film sono emozione, storie, volti, dialoghi. Ma sono anche, e soprattutto, faticoso lavoro di riprese. I due favoriti per la vittoria sono un esempio lampante.
Boyhood, di Richard Linklater, ha richiesto ben 12 anni per essere girato. È un record assoluto nella storia del cinema, se si escludono i casi di produzioni fermate per problemi di vario genere.
Linklater ha deciso di raccontare la crescita dei suoi personaggi nel modo più naturale possibile: nessun trucco, nessun cambio di attore, sempre gli stessi interpreti, filmati anno dopo anno, dal 2002 al 2013.
Birdman, di Alejandro Gonzalez Iñarritu, è invece costruito con scene lunghe anche 10 minuti, per rendere il film più simile al mondo di Broadway in cui è ambientato. Michael Keaton, Edward Norton, Naomi Watts ed Emma Stone sono stati costretti a essere perfetti in lunghissime sessioni di riprese per poter ottenere il ciak giusto. Difficile sottovalutare questi elementi nel valutare il film migliore dell'anno.

4. Attori che si trasformano

Un'altra caratteristica che l'Academy ha spesso mostrato di apprezzare è la capacità di trasformarsi di un attore.
In questa edizione brillano le metamorfosi fisiche di Eddie Redmayne e Steve Carell. Il primo straordinariamente credibile nel recitare da malato di Sla in La teoria del tutto, il secondo rivoluzionato dal make up fino a risultare irriconoscibile in Foxcatcher: il modo migliore per far dimenticare a tutti il suo passato nelle commedie (spesso demenziali) e dimostrarsi credibile anche in un ruolo drammatico.
Il problema, però, è che in casi limite come quello di Carell si fa fatica a distinguere i meriti dell'attore (pur bravissimo) da quelli dei truccatori. E alla fine, di solito, vincono i secondi. Chiedete a Brad Pitt come andò con il suo meraviglioso Benjamin Button.

5. Un boom di inglesi candidati

Gli inglesi lo fanno meglio. Che cosa? Recitare.
Sembra questo il motto degli Oscar 2015. Due uomini e tre donne candidati nelle varie categorie vengono dall'ex madrepatria. Nella categoria Miglior attore protagonista ci sono Benedict Cumberbatch (Alan Turing in The imitation game) ed Eddie Redmayne (Stephen Hawking in La teoria del tutto).
Tra le attrici protagoniste Felicity Jones (Jane Hawking in La teoria del tutto) e Rosamund Pike (Amy Elliott-Dunne in L'amore bugiardo). Nomination come non protagonista per Keira Knightley (Joan Clarke in The imitation game).
Difficile eguagliare il risultato del 2011, quando la Regina si prese i premi per Attore protagonista (Colin Firth ne Il discorso del Re), Attore non protagonista (Christian Bale in The Fighter), Miglior film e Miglior regia (Il discorso del Re e Tom Hooper). Quest'anno una sola statuetta dovrebbe attraversare l'Atlantico per approdare a Londra: quella del favoritissimo Redmayne.

6. Streep e Duvall in corsa per il record

Quegli attimi che passano tra la presentazione di una categoria e l'annuncio del vincitore, per i candidati, sembrano non passare mai. Certo, magari Meryl Streep è abituata più di altri, ma anche per lei sarà una cerimonia speciale. Con 19 nomination ricevute in carriera, l'attrice detiene un record difficilmente battibile, ma ne ha un altro ancora da superare: ha vinto tre statuette, una in meno di Katharine Hepburn. Così l'Academy le ha dato una chance candidandola per la sua strega cattiva nel musical fiabesco Into the woods. Forse non l'interpretazione e il film della carriera: l'appuntamento con la storia, con ogni probabilità, da rinviare.
In corsa per battere un primato anche Robert Duvall. Candidato come attore non protagonista per The Judge, se dovesse vincere sarebbe il più anziano di sempre (84 anni compiuti) superando Christoph Plummer, che vinse la stessa categoria nel 2012, a 82 anni, con Beginners.

7. Italia in testa tra i Paesi stranieri

L'Italia quest'anno non è candidata nella categoria dei Film stranieri, ma può dormire sogni tranquilli. Non importa a chi andrà il premio, i 21 Oscar conquistati dal nostro cinema resteranno un record.
Imbattibile, in questa edizione, anche il primato degli 11 premi condiviso da Ben-Hur, Titanic e Il Signore degli Anelli-Il ritorno del Re (l'ultimo con uno straordinario 100% rispetto alle nomination ricevute). I film con il maggior numero di candidature sono Birdman e Boyhood, ma si fermano a quota nove. Per lo stesso motivo nessuno potrà eguagliare The Turning Point (1978) e Il colore viola (1986): 11 nomination e zero premi.

8. Animazione: quasi monopolio della Disney

Da quando, nel 2002, l'Academy ha deciso di dedicare una categoria ai film d'animazione, ci sono state pochissime sorprese. Per ben otto volte su 13 il premio è andato a un'opera della Disney, realizzata in proprio o con la Pixar. Le eccezioni sono state Shrek (Dreamworks, 2002), La città incantata (Ghibli, 2003), Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (Aardman Animations, 2006), Happy Feet (Warner, 2007) e Rango (Paramount, 2012). Solo nel 2006 e nel 2012 la Disney non ha ottenuto nemmeno una nomination. Quest'anno cala l'asso Big Hero 6, che dovrà affrontare soprattutto la concorrenza di Dragon Trainer 2 (Dreamworks). Ma resta il favorito principale per la vittoria.
Walt Disney in persona resta il recordman irraggiungibile di Oscar vinti: 22 per i suoi lavori, quattro alla carriera, e 59 nomination. Nel 1954 portò a casa ben quattro statuette.

9. Il primo presentatore (maschio) dichiaratamente gay

Reso celebre dal ruolo del playboy Barney Stinson nella sitcom How I met your mother, Neil Patrick Harris è il primo conduttore maschio a salire sul palco degli Oscar da gay dichiarato. Prima di lui c'era stata solo Ellen DeGeneres, che aveva presentato le edizioni del 2007 e del 2014 (quella del super selfie). Anche Harris, come DeGeneres, è sposato. Il matrimonio con il marito David Burtka è stato celebrato in Italia, a Perugia, dalla regista di How I met your mother Pamela Fryman, e alla cerimonia si è esibito Elton John.
Nella sua carriera di attore vanta quattro nomination ai Golden Globe e sette agli Emmy (con quattro vittorie). E ha recitato accanto a Puffetta e Grande Puffo nei due film della serie ispirata agli omini blu inventati da Peyo.

10. La borsa di omaggi: 167 mila dollari in doni bizzarri

Ogni anno c'è chi se ne va con l'Oscar e chi, invece, rimane a mani vuote. Mai completamente, però. Per tutti i candidati e per i presentatori c'è, infatti, una borsa piena di omaggi. Quella del 2015 è particolarmente interessante e ricca. Dentro ci sono oggetti vari per un valore monetario stimato in 167 mila dollari (circa 110 mila euro). Un super viaggio in treno tra le Montagne rocciose canadesi da 14.500 dollari (12.733 euro), una fornitura di sale mediterraneo francese da 1.500 dollari (1.300 euro), una collana d'argento personalizzata con la latitudine e la longitudine del Dolby theatre (la location della cerimonia degli Oscar), un buono da 20 mila dollari (17.500 euro) per noleggiare per un anno un'Audi A4 presso un punto Slivercar, un buono da 1.500 dollari (1.300 euro) per tre notti in un resort in Toscana e, udite udite, un vibratore della Afterglow. Infine, per rimanere in tema, una seduta di O-shot, un processo di «ringiovanimento vaginale» da 5 mila dollari, che promette di migliorare la vita sessuale di chi si sottopone al trattamento. Sarebbe interessante capire come lo utilizzeranno Bradley Cooper e Benedict Cumberbatch.

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