Masterchef Stefano Callegaro 150306114150
SPIRITO ASPRO 6 Marzo Mar 2015 1143 06 marzo 2015

E così Masterchef si è cucinato Ricci & co

Ascolti boom nonostante lo spoiler. Striscia non ha capito la 'pancia' degli spettatori.

  • ...

Che siamo cuochi amatoriali o no, l'ultima puntata di Masterchef ci ha impartito una lezione che non dimenticheremo mai: rovesciare l'olio porta davvero sfiga.
Anche se non avevamo evitato lo spoiler di Striscia, appena abbiamo visto sul pavimento la bottiglia infranta da Nicolò abbiamo intuito che non sarebbe stato lui il vincitore del cooking show dei record.
NICOLÒ COME UN TOPO GIGIO NEVRASTENICO. «Era peggio se rovesciava il sale», hanno perfidamente commentato i giudici ridacchiando, e c'è davvero da chiedersi cosa sarebbe potuto succedergli di peggio, oltre a perdere Masterchef: che la sua fidanzata scappasse con Stefano, il vincitore? Che gli anziani genitori cadessero dalla balaustra sui fornelli sottostanti?
Fatto sta che quell'extravergine sparso sul pavimento è stata l'estrema unzione per i sogni di gloria del 21enne milanese «bimbominkia»-prodige (autodefinizione ingenerosa: si è bimbominkia doc dai 30 in su): perfetto e padrone di sé fino a quel momento, ha cominciato a sclerare, biascicando «non trovo il formaggio» come un Topo Gigio nevrastenico, è stato sconfitto dall'agente immobiliare di Adria (senza accento, nessuna allusione al celebre Ferran) con il doppio dei suoi anni e una vaga somiglianza con il Bradley Cooper di American Sniper.
STRISCIA E LO SDEGNO DEL WEB. Il cecchinaggio vero era partito da Mediaset tre giorni fa, con la clamorosa soffiata sul vincitore, corredata di bufala come falso pretesto (Nicolò avrebbe già lavorato in un ristorante, notizia poi smentita), ma è andato a vuoto.
È stato sorprendente lo sdegno unanime del web. Credevate che per noi, cinico e smagato popolo dei social, pronto a vendere la mamma per un retweet, non ci fosse nulla di sacro tranne i gattini? Ci giudicate male.
Oddio, sulla mamma e i gattini avete ragione, ma crediamo anche in altri valori, per esempio la suspense sul vincitore di Masterchef, e la nostra reazione è stata quella di bimbi sognatori cui un maligno (e geloso) fratello adolescente rivela per dispetto che Babbo Natale non esiste.
Se si fossero avverate tutte le maledizioni twittate la sera del 3 marzo su Antonio Ricci e la sua squadra con l'hashtag #striscianospoiler, al posto dello studio di Striscia la notizia oggi ci sarebbe una landa devastata tipo evento di Tunguska.

Ricci scivola sullo spoiler, ma la trasmissione vola

Che poi chissà perché Striscia era tenuta a risparmiarsi lo scoop.
Come se fosse una trasmissione notoriamente corretta, cavalleresca e leale e Ricci un amante del fair play. Ma forse è così che la vedono in molti, che magari ci sono cresciuti insieme: con tutti i suoi difetti, Striscia è «buona», fa battute e rivelazione sui politici, cattivi per definizione, denuncia scandali e malcostume; in ultima analisi, è sempre sintonizzata sulla pancia dello spettatore, e spesso sul tratto intestinale meno nobile.
POLEMICA POCO SINTONIZZATA COI TELESPETTATORI. Ma questa volta, come si sarebbe detto a Drive in, Striscia «ha toppato». La pancia dello spettatore era sintonizzata con Masterchef, e ha avuto una reazione, per l'appunto, viscerale.
Che stupisce in quanto scatenata da quella che, andiamo, è proprio una stronzata.
I servizi delle Iene contro i vaccini o sul veganesimo come alternativa alla chemio, e soprattutto il sostegno al bluff di Stamina, avrebbero dovuto provocare macelli ben più pesanti.
Se poi il dominus Ricci si è voluto togliere una meschina soddisfazione personale e aziendale impallinando una trasmissione di Sky (magari perché non era uscito contento dal ristorante di Barbieri o perché il suo specchio magico gli ha detto «barbuto e carismatico sei tu ma Carlo Cracco lo è molto di più»), deve accontentarsi di poco perché gli ascolti di Masterchef sono stati ottimi e, anzi, da spettatrice non ignara, devo dire che conoscere già il finale ha purificato la visione da emozioni grossolane e mi ha permesso di cogliere il pathos della situazione.
E ORA PER I FAN COMINCIA L'ASTINENZA. Come quando leggi un classico: sai già come va a finire, che Achille muore, Lucia e Renzo si sposano e Oliver Twist ritrova la famiglia, ma ti godi il dipanarsi della trama verso l'esito inevitabile, seduto non nel pubblico ma a fianco del narratore, con un po' della sua onniscienza.
Ora resta da metabolizzare il dopo, perché, si sa, «animal post Masterchef triste».
Oggi gli chef di livello hanno ereditato il carisma dittatoriale, l'autorevolezza e, diciamolo, lo scorbutico e ombroso sex-appeal che una volta era prerogativa dei direttori d'orchestra, e per noi signore rinunciare alla dose settimanale di BCB (Barbieri-Cracco-Bastianich) non sarà indolore.
Tanti auguri a Stefano Callegaro, che, proprio adesso che il mercato del mattone riprende quota, lascerà perdere «luminoso attico signorilmente rifinito» e «zona centro bilocale quarto piano no garage» per gettarsi nel procelloso mare della ristorazione a bordo della zattera (pur prestigiosa e incoraggiante) dell'investitura mastercheffiana.
Ben attento a non rovesciare l'olio.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso