INTERVISTA 6 Marzo Mar 2015 1404 06 marzo 2015

Nimrud, un esperto: «La sua distruzione finanzierà la guerra dell'Isis»

Distruggendo l'antica capitale assira, i jihadisti si impossessano delle opere più piccole per venderle (foto).

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L'entrata del sito archeologico di Nimrud in Iraq nei pressi di Mosul.

Dopo la demolizione del sito archeologico di Nimrud da parte dei jihadisti, Jack Green, esperto di arte e capo curatore del Museo Istituto Orientale dell'Università di Chicago, ha spiegato che l'intento prioritario dell'Isis è «quello di cancellare la storia e l'identità del popolo iracheno e, al contempo, finanziare la sua guerra» (guarda le foto).
REPERTI RIVENDUTI AL MERCATO NERO. Distruggendo sul luogo i manufatti e le sculture più grandi, i jihadisti procedono poi con l'impossessarsi delle opere e dei pezzi più piccoli in modo da poterli rivendere.
Come ha raccontato Green, l'Isis sembra intenzionato a distruggere tutte quelle opere che il gruppo vede come idoli di religioni e culture non conformi alle sue convizioni. Ma è anche una manovra finanziaria: l'operazione serve, infatti, per mantere economicamente la guerra dell'Isis.
«UNA PERDITA DEVASTANTE». Nimrud era una delle quattro principali capitali assire che praticavano la medicina, l'astrologia, l'agricoltura, il commercio e ha anche prodotto alcuni dei primi scritti della civiltà.
Suzanne Bott, direttore del progetto per la conservazione del patrimonio per l'Iraq e l'Afghanistan, ha sottolineato come il sito archeologico «è considerato la culla della civiltà occidentale, per questo motivo la perdita è così devastante».
La Bott, che ha lavorato nell'antica città per due anni, dal 2008 al 2010, per il Dipartimento di stato Usa come parte di una collaborazione tra Stati Uniti e Iraq, ha definito «incredibili, per qualità e quantità di informazioni che sono stati in grado di trasmettere sulla vita antica» i reperti archeologici ormai distrutti.

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