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MUSICA 9 Marzo Mar 2015 0800 09 marzo 2015

Jimi Hendrix e le prime incisioni coi Curtis Knight & The Squires

Il 24 marzo esce You can't use my name: 14 brani fra i più rappresentativi del periodo 1965-1966. Tra cui Station Break.

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Se pensavate di aver ascoltato tutto il repertorio di Jimi Hendrix dovete ricredervi.
Come raccontato il 9 marzo dal sito americano Daily beast, c'è un brano che solo poche persone hanno avuto modo di sentire: Station break.
La traccia è contenuta nell'album You cant' use my name, opera firmata Curtis Knight & The Squires.

IN VENDITA DAL 24 MARZO. Una raccolta messa in vendita dal 24 marzo da Experience Hendrix L.L.C (la società ufficiale di famiglia del chitarrista) e Legacy Recordings: 14 brani tratti da registrazioni in studio del 1965 e 1966 (più una registrazione del luglio 1967). Il tutto è disponibile in Cd e Lp.
Il materiale incluso nella compilation è stato selezionato in un bacino di ben 88 canzoni, i cui diritti sono stati acquisiti nel luglio 2014 dalla Experience Hendrix LLC.

  • Il brano Station break.

«Siamo estremamente felici di essere finalmente in grado di pubblicare queste registrazioni rare, di grande valore storico», ha commentato Janie Hendrix, sorella della rockstar scomparsa nel settembre 1970 a 27 anni, amministratore delegato e presidente della Experience Hendrix LLC.
A UN PASSO DAL SUCCESSO. «A renderle speciali è il fatto che ci offrono uno sguardo limpido su un artista in un momento speciale, quando era a un passo dal diventare famoso e le sue priorità erano semplicemente suonare e incidere». Una raccolta che «lo ritrae proprio intento a fare queste due cose, in veste duplice di collaboratore e di innovatore. Sono più che semplici registrazioni, perché immortalano un segmento molto significativo della vita musicale di Jimi».
EDDIE KRAMER PER IL SONORO. I nastri originali sono stati affidati a Eddie Kramer che si occupa di curare l'aspetto sonoro delle uscite dedicate a Jimi Hendrix.
A lui è spettato il compito di restaurare e ripulire le vecchie incisioni, oltre che selezionare il materiale più interessante, dando una coerenza alla compilation: «Ci sono volute ore e ore di lavoro durissimo, ma è stato molto divertente scovare le migliori performance e organizzarle in modo che avessero un senso compiuto».

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