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PROFILO 12 Marzo Mar 2015 1936 12 marzo 2015

Terry Pratchett, cinque cose da sapere

È morto a 66 anni, da sir e combattente. I suoi libri i più rubati d'Inghilterra.

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Si è spento a 66 anni, dopo aver regalato storie fantastiche ai ragazzi di tutto il mondo. Da tempo Terry Pratchett era tormentato dall'Alzheimer, che ne aveva minato il corpo senza scalfire però il suo spirito e la sua creatività. Non ha mai perso il senso dell'umorismo, lo stesso che per quasi 40 anni aveva messo nei suoi romanzi fantasy. Nel Regno Unito era una star, in Italia era meno conosciuto. Ecco cinque cose da sapere sull'autore che ha cresciuto quattro generazioni diverse di inglesi.

Terry Pratchett davanti al Big Ben (©Getty Images).

1. I suoi libri vanno letteralmente a ruba

Per tutta la sua vita, Terry Pratchett è stato accompagnato da una fervida immaginazione. Ha pubblicato oltre 50 libri, con una media di due ogni 12 mesi dagli Anni 80 a oggi. La sua prima opera, Il popolo del tappeto, è stata pubblicata nel 1971, quando aveva appena 23 anni, illustrata da lui stesso.
Ha venduto più di 80 milioni di copie in carriera. Negli Anni 90 è stato l'autore più acquistato, secondo la Bookseller's pocket yearbook, nel 2003 le sue opere occupavano il 3,4% del mercato inglese della narrativa, e il 3,8% del fatturato del settore. Meglio di lui riusciva a fare solo l'autrice di Harry Potter, J.K. Rowling.
Il suo ultimo romanzo, Snuff, è uscito nel 2009, vendento 55 mila copie nei primi tre giorni e diventando il terzo libro di sempre per rapidità di vendite.
I suoi libri sono i più rubati nel Regno Unito.

2. Omaggiato dalla Regina

Davanti al suo nome, sulla carta d'identità, compare il titolo di Sir. Nel 1998, infatti, è stato nominato ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico, e nel 2009 è stato insignito del titolo di cavaliere per i servizi resi alla letteratura.

3. Una malattia con due facce

Nel 2007 cominciò a mostrare difficoltà nei movimenti. La prima diagnosi fu quella di un piccolo ictus avvenuto tra il 2004 e il 2005, ma si rivelò sbagliata. In realtà Pratchett aveva una forma rara di Alzheimer precoce (aveva appena 59 anni), l'atrofia corticale posteriore, che colpì le capacità motorie ma non l'intelletto, non inficiò comunque la sua capacità di scrivere (anche se negli ultimi anni ha dovuto dettare i suoi testi a un assistente, per via del peggioramento delle sue condizioni fisiche). Nell'agosto 2008 ha iniziato a testare un prototipo che tenesse sotto controllo la malattia, che portò però solo timidi miglioramenti. Nel 2009 la Bbc trasmise un documentario in due parti dal titolo Terry Pratchett: Living with Alzheimer's (Terry Pratchett: vivere con l'Alzheimer). Il programma vinse il Bafta come miglior serie riguardante fatti reali.

4. Impegno per il fine vita e la ricerca

In un'intervista del 2009 disse che avrebbe voluto compiere un suicidio assistito (pur precisando di non gradire il termine) prima che la sua malattia arrivasse a uno stadio critico. Nel 2011 ha presentato un documentario della Bbc, intitolato Terry Pratchett: Choosing to die (Terry Pratchett: scegliere di morire) e premiato ai Bafta scozzesi. Non ha mai dato esecuzione alla sua volontà di suicidio assistito perché mentre il suo fisico continuava a decadere, la sua mente restava vivissima: «Pensavo che a questo punto sarei stato in condizioni molto peggiori», disse nel 2012. Nel marzo del 2008 ha donato 1 milione di dollari al fondo per la ricerca sull'Alzheimer, e chiese all'allora primo ministro Gordon Brown di aumentare i fondi destinati a finanziare la cura delle demenze. Amava la natura e gli animali, non solo il suo gatto, che gli ha tenuto compagnia fino all'ultimo respiro. Era affidatario della Orangutan foundation Uk, una fondazione che si occupa della salvaguardia degli oranghi.

5. Precursore nell'uso di internet

Precursore dei tempi, è stato tra i primi a utilizzare internet per tenere i contatti con lettori e fan. Fin dal 1992 ha collaborato attivamente al newsgroup sulle sue opere, col nickname di Pterry.

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