MUSICA 26 Marzo Mar 2015 1237 26 marzo 2015

One direction, inutile macchina da soldi

Un successo mostruoso. Di plastica. Ora Malik lascia. La loro eredità musicale? Pari a zero. Erano prodotti a scadenza programmata. Come gli smartphone (foto).

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Ora siamo pronti ad accogliere qualsiasi gragnuola, sassaiola, qualsiasi genere di gogna virtuale e perfino a prenderci addosso l'epiteto che per il marchese Fulvio Abbate è il nonsenso sommo e delirante: rosiconi, per dire invidiosi, voi che ne potete sapere del successo e della gloria e della scespiriana tragedia quando il sogno si infrange.
Insomma qualcuno ci spieghi dove sta il dramma, dove l'epica se un ragazzo di gomma lascia un gruppo di gomma destinato a non crescere mai, perché sono derivati petroliferi di un successo mostruoso, sì, ma tutto di facciata.
PRODOTTI A SCADENZA PROGRAMMATA. Va bene, questo Zayn Malik è uscito dal gruppo (guarda la gallery), gli One Direction si ritrovano senza il loro cattivo ragazzino, quello che aggiungeva un po' di ruggine allo zucchero filato, quello, abbiamo appreso, che era il responsabile dei ritornelli 'soul' più 'catchy', e figuriamoci, e già la parola e già il contesto mettono una gran voglia di pulizia etnica musicale. E allora?
Se ne facessero una ragione i pischelli e le pischellette più esagitati: questi One Direction sono durati anche troppo e non tanto per il nostro rosicare o per la loro effettiva qualità - tenetevi forte - artistica, ma perché trattasi di prodotti a scadenza programmata, ad obsolescenza accelerata. Come gli smartphone.
Difatti che ha detto il cattivo ma saggio Zayn? Che non ne può più, che vuole crescere.
UNA BAND CHE NON SA DOVE ANDARE. Che sia esasperazione genuina o non piuttosto l'ultima fermata pubblicitaria al capolinea di un trionfo di schiuma, cambia poco.
Questa è una boy band che non può già più permettersi di esserlo perché sotto il vestito, i tatuaggi, le depilazioni, le pose, gli scandali telefonati, le trasgressioni a uso Mtv che vorrebbero inseguire la tradizione feroce del rock, non ha modo di evolversi in un'arte che non conosce.
Coi loro 30 milioni di dischi venduti in 5 anni, gli stadi colmi, anche San Siro, i premi di gomma e di etere, con le manipolazioni genetiche dei social, questo è un epifenomeno perfetto per il postliberismo finanziario che ha perso ogni misura, ma anche una bolla che non sa dove andare, il classico bel gioco che dura poco.

Di questi parrucchieri con la chitarre se ne trovano dozzine

Dite che è assurdo, che stiamo rosicando perché i ragazzini, sempre meno ragazzini, sono ancora una formidabile gallina dalle uova d'oro?
Sì, ma non sottovalutate le strategie: meglio fermarsi un attimo prima del declino, lasciare nella disperazione milioni di mocciosi schiumanti e clamanti e schiamazzanti in rete, lanciare la carrierina solita del saggio Zayn, lanciare quelle delle altre schegge, tirar fuori dal cilindro di un talent qualche succedaneo del succedaneo e poi, un giorno, inaspettato, lasciarsi sfuggire un cinguettio: e se domani...
E la favola potrà ricominciare, il ribelle Zayn è rientrato nel gruppo, altro giro altro regalo (per chi?), nuovo album, nuovo tour, nuovi deliri per i boys ormai cresciuti.
MOLTO MEGLIO MORANDI. Perché a 20 anni crescere e rinnegarsi è un attimo, di eterni ragazzi ce n'è uno solo, si chiama Gianni Morandi, è roba nostra e comunque anche 17enne cantava che era un piacere, anche solo l'ombra di un paragone suonerebbe irriguardosa.
Poi magari non va come ci si aspetterebbe, perché è vero che la nostalgia del business si alimenta col business della nostalgia, ma, là fuori, è pieno di acerbi apprendisti artisti rottamati nell'arco di una luna, hanno vissuto come le rose (riciclabili) e nessuno li cerca più.
Crudele è il cuore dei consumatori, che più sono imberbi e più non hanno riconoscenza e memoria.
E poi, di questi modelli, questi parrucchieri con la chitarrina, di questi wannabe, come ha detto il decrepito Keith Richards a Justin Bieber, che è il principale competitore degli One Direction, se ne trovano a un soldo la dozzina.
A proposito, qualcuno ha notizia, a neanche due mesi da Sanremo, dei nostrani, melodrammatici, vagamente surreali tenorini de Il Volo?
MACCHINE DA SOLDI, MA AVATAR DELLA MUSICA. Certo, l'X-Factor per gli One Direction ha funzionato bene, sono la boy band più lucrosa di tutti i tempi, in un lustro (vale a dire da quando erano ancora minorenni) ciascuno di loro quattro s'è messo in tasca 14 milioni di sterline a testa, e figuriamoci il resto del fatturato globale.
Numeri che non stanno sotto nessun cielo, che testimoniano di una pianificazione commerciale e finanziaria schiacciasassi, ma non rispecchiano in alcun modo una sostanza artistica, musicale, reale.
Del resto, simili cifre in tempi così compressi non sarebbero a misura neppure di Mozart (morto poverissimo).
Cinque avatar, cinque proiezioni, cinque epifenomeni rimasti orfani di una specie di leader di 22 anni.
Se pensate che siano da vecchi rosiconi queste considerazioni forse avete ragione, ma provate per un attimo a sospettare che, eventualmente, i nati vecchi sono proprio quelli come gli One Direction, che si spengono dopo una vita da falene.

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