TECNOLOGIA 31 Marzo Mar 2015 1317 31 marzo 2015

Tidal, la prima piattaforma musicale di proprietà degli artisti

Da Madonna a Beyonce: tutti uniti per sfidare Spotify. Il nuovo servizio offre 25 milioni di brani a 9,99 dollari al mese. Alicia Keys: «Sarà una rivoluzione». Foto.

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Si chiama Tidal, è una piattaforma di musica in streaming e, dettaglio non da poco, è di proprietà di un gruppo di artisti.
Lanciata nell'ottobre del 2014 dalla società svedese Aspiro, è stata acquistata nel gennaio del 2015 dal rapper Jay Z, marito di Beyonce, con l'obiettivo di farla competere con i maggiori player del settore: primo tra tutti Spotify, che conta oltre 60 milioni di utenti di cui 15 milioni abbonati a pagamento, e che in passato è stato aspramente criticato da artisti del calibro di Thom Yorke.
In un secondo momento sono subentrati come co-proprietari Rihanna, Alicia Keys, Madonna, Beyonce, Usher, Daft Punk, Arcade Fire, Jack White, Kanye West.
25 MILIONI DI BRANI. Sono loro a detenere la maggioranza delle quote della società, un messaggio dal forte valore simbolico, in un mondo in cui i musicisti (perlomeno quelli meno influenti) hanno poco controllo sulle strategie di distribuzione e consumo del prodotto.
Per sopperire ai 'soli' 25 milioni di brani musicali, contro i circa 30 milioni di Spotify, Tidal offre, oltre a una sottoscrizione standard per 9,99 dollari al mese, l'opzione alta fedeltà per 19,99 dollari, che - sostiene l'azienda - garantisce una migliore qualità del suono rispetto a tutti gli altri competitor.
KEYS: «TIDAL CAMBIERÀ LA MUSICA». «Tidal cambierà la storia della musica», ha detto Alicia Keys il 30 marzo sul palco dello Skylight at Moynihan Station di Manhattan in occasione della serata di presentazione della piattaforma musicale, «il nostro intento è quello di preservare l'importanza della musica, perché è l'unica vera lingua universale».
L'evento newyorchese è stato preceduto da una campagna pubblicitaria particolarmente intensa sui social nerwork, primi tra tutti Facebook e Twitter, dove le star hanno diffuso un hashtag, #Tidalforall, presto divenuto virale.
FILE FLAC INVECE DEGLI MP3. L'obiettivo di Jay Z è di incoraggiare i cantanti a fare pressioni sulle rispettive etichette discografiche, in modo che Tidal possa avere le nuove uscite una settimana prima rispetto alle altre piattaforme, dando quindi esclusività a un servizio che, contrariamente a Spotify, non è gratuito.
Anziché il classico formato mp3, Tidal ha in programma di utilizzare i file Flac (Free Lossless Audio Codec), compressi ma non per questo carenti dal punto di vista della qualità.

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