LUTTO 2 Aprile Apr 2015 1505 02 aprile 2015

Il regista Manoel De Oliveira è morto

Aveva 106 anni. Era considerato un maestro del cinema portoghese e mondiale. Foto.

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È morto all'età di 106 anni il regista portoghese Manoel de Oliveira (guarda le foto).
Nato a Porto l'11 dicembre 1908, nella sua lunghissima carriera aveva girato oltre 50 film tra cui capolavori come Francisca (1981) ultimo atto di una tetralogia composta da Passato e presente (1971), Benilde e la vergine madre (1974) e Amore di perdizione (1978).
Nonstante i suoi 106 anni, continuava a essere considerato il più grande regista e sceneggiatore del Portogallo e le sue opere sono tra le più significative del cinema mondiale.
Proveniente da una famiglia di industriali, De Oliveira abbandonò presto gli studi perché attratto dall’arte cinematografica. Nei suoi lavori si è ispirato alla storia e alla tradizione culturale portoghese.
È morto nella sua casa di Oporto, la città in cui era nato. Il successo per lui è arrivato solo a 66 anni, per quasi tutti l'età della pensione.
ESORDIO A 20 ANNI. L'esordio cinematografico è del 1928, con Douro, faina fluvial che gli valse il plauso incondizionato di Luigi Pirandello e della critica francese, ma che non bastò a far decollare la sua carriera. Appassionato di auto da corsa e refrattario alla dittatura di Salazar, che gli chiuse tutte le porte per produrre film, de Oliveira si dedicò per un periodo alla ditta di famiglia specializzandosi nella produzione vinicola.
IL PRIMO LUNGOMETRAGGIO NEL 1942. Dopo alcuni documentari, rimasti quasi sconosciuti, arrivò il suo primo lungometraggio, Aniki-Bobo, nel 1942, che passò quasi inosservato. Stesso destino per Atto di primavera. Solo con la morte di Salazar e la Rivoluzione dei garofani del 1974 il regista trovò un riconoscimento internazionale.
Da allora il suo passo da ragazzo in pensione gli fece produrre un film l'anno, vincendo praticamente tutto ciò che un regista europeo può vincere: per ben due volte il Leone d'oro alla carriera a Venezia, la Palma d'oro a Cannes, il Pardo d'onore a Locarno.
LA FAMA: LA TETRALOGIA DEGLI AMORI FRUSTRATI. La sua fama è certamente legata alla 'tetralogia degli amori frustrati', realizzata negli Anni 70 fino al trionfo con Francisca nel 1981. Fu il raffinato Le soulier de satin del 1985, sette ore di teatro filmato dal testo di Paul Claudel, a sbalordire tutti alla Mostra di Venezia. Tra i suoi attori di riferimento, oltre a Leonor Silveira e Luis Miguel Cintra, troviamo Bulle Ogier, Catherine Deneuve, Irene Papas, John Malkovich, Chiara Mastroianni, Michel Piccoli (per il quale de Oliveira scrisse dapprima Party nel 1996 e poi Ritorno a casa nel 2001), e Marcello Mastroianni, che diresse nel 1997 in Viaggio all'inizio del mondo.
LA LEZIONE A VENEZIA NEL 2008. Indimenticabile la lezione tenuta da De Oliveira alla Mostra del cinema di Venezia nel 2008, dopo aver aperto la 65esima edizione con sette minuti di grande cinema. Ovvero con Do visivel ao invisivel, cortometraggio incredibilmente moderno. In scena due uomini - uno più anziano e uno più giovane - che si incontrano a San Paolo del Brasile e non fanno altro che complimentarsi tra di loro per questa loro occasionale rimpatriata. Ma non riescono neppure ad esprimere più di tanto questa loro contentezza perché interrotti dalle suonerie dei loro rispettivi telefonini. Finché i due non pensano bene di telefonarsi per poter parlare in pace alla cornetta, anche se sono l'uno di fronte all'altro.
«IL FUTURO È UN'INCOGNITA». In quell'occasione il maestro aveva detto: «Il futuro è un'incognita, il passato un disastro e il momento attuale fa più paura del passato». E ancora: «Non mi piace la parola pubblico. Le sedie sono pubbliche, le persone sono invece spettatori. E ogni persona è diversa dall'altra, ha le sue uniche impronte digitali. Ora anche se credo che i premi siano stimoli, non amo la competizione con i miei colleghi, perché appunto credo nell'unicità anche degli artisti. Solo nello sport è tutto chiaro riguardo a chi vince, ma non è così per il cinema. In un festival potrebbe vincere uno che può invece non ottenere nulla in un altro». In chiusura non aveva mancato di scherzare sulla sua età: «Adesso sto solo iniziando la seconda giovinezza. Comunque non sono il più giovane, ma casomai il meno apprezzato».

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