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CINEMA 9 Aprile Apr 2015 0620 09 aprile 2015

«Humandroid», 10 pillole sul film di Neill Blomkamp

Nasce da un finto promo di 10 anni fa. Come District 9 è girato a Johannesburg. Città di origine del regista. Dai costumi agli stuntmen: la pellicola ai raggi X.

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Il regista Neill Blomkamp propone con Humandroid, in arrivo nelle sale il 9 aprile, una fiaba per adulti a sfumature dark e fantascientifiche, sollevando molte questioni morali e riflessioni etiche.
In un futuro in cui la sicurezza è affidata a poliziotti robot, lo scienziato Deon (Dev Patel) trova il modo di dare vita a un droide dotato di coscienza che, per una serie di circostanze, finirà nelle mani di alcuni gangster locali che vogliono utilizzarlo per scopi malvagi.
Chappie, questo il nome del robot, dovrà quindi imparare a sopravvivere in un mondo duro, in cui i confini tra bene e male sono molto labili. A complicare ulteriormente la situazione c'è il piano di Vincent (Hugh Jackman) che sfrutta l'esistenza del robot in grado di pensare autonomamente per portare avanti il suo progetto di eliminare tutti i droidi.
IL CONTRASTO TRA ROBOT E UMANI. Grazie all'interpretazione di Sharlto Copley, Blomkamp ha potuto portare sul grande schermo una storia ricca di emozioni, che intrattiene con spettacolari combattimenti e al tempo stesso commuove nel raccontare la storia di Chappie, dall'animo innocente come quello di un bambino pur avendo un potenziale mortale e distruttivo.
La sua voglia di scoprire, inventare, capire e amare è in netto contrasto con la realtà umana descritta dal regista, così violenta e incapace di accettare la diversità, elemento che rende Humandroid un film originale e interessante proprio per la sua capacità di parlare di umanità attraverso un robot, sfruttando nel migliore dei modi gli effetti speciali e una sceneggiatura forse costruita con eccessiva semplicità ma ugualmente efficace. Ecco 10 curiosità sul lungometraggio.

Humandroid è un film del regista sudafricano Neill Blomkamp. 

1. L'amore di Blomkamp per la fantascienza: da District 9 ad Alien

Blomkamp ha già portato sul grande schermo delle visioni del futuro a tinte fantascientifiche con District 9 ed Elysium. In Humandroid la sicurezza del mondo dipende da dei droidi chiamati Scouts, in grado di agire autonomamente. Sul set il regista ha potuto inoltre confrontarsi con Sigourney Weaver, e dalle conversazioni con l'attrice ha poi dato linfa alla sua idea, poi approvata dalla 20th Century Fox, di dirigere un nuovo film della saga di Alien.
L'INTESA TRA IL REGISTA E WEAVER. Di Blomkamp, l'interprete di Ripley ha spiegato: «Ha proprio un gran cervello. Ha familiarità con ogni tipo di tecnologia, non solo con quella classica dei film di fantascienza, ma anche con quella attuale. Mi ha fatto vedere delle cose sui robot che sono in costruzione oggigiorno veramente strabilianti, e noi pensiamo ancora che certe cose siano il futuro».
Weaver ha detto che il motivo per cui le piace lavorare con il regista sudafricano è che «è rilassato e sa esattamente quello che vuole. Questo facilita molto il lavoro degli attori: ti guida nell’esatta direzione in cui vuole che tu vada».

2. Le caratteristiche di Chappie: un robot che sa emozionarsi

Nel film il software di uno dei droidi viene aggiornato dal suo creatore, Deon Wilson, permettendogli di sviluppare una coscienza.
Chappie diventa quindi in grado di provare emozioni e sviluppare un codice morale ed etico come un essere umano.
UNA RIFLESSIONE SULL'ESSERE UMANO. Il produttore Simon Kinberg ha spiegato: «Neil ha realizzato un action movie che contiene una storia drammatica dei personaggi, ma che è anche uno studio su cosa significhi essere umano, cosa significhi essere dotato di intelligenza. La cosa più importante del film è il fatto che il pubblico si innamorerà di Chappie, soffrirà quando Chappie sarà ferito e gioirà quando uscirà vittorioso. Farà il tifo per questo robot».

3. Le modalità di ripresa: gli effetti speciali sono 'secondari'

Il compito di interpretare Chappie è stato affidato all'attore Sharlto Copley, che ha realmente recitato sul set insieme con gli altri interpreti.
Durante la post-produzione la Image Engine ha costruito digitalmente il robot basandosi sull'interpretazione e sui movimenti dell'attore.
L'IMPORTANZA DELL'INTERAZIONE. Ogni scena è stata quindi realizzata con tutti i personaggi presenti, permettendo inoltre agli altri membri del cast di interagire con una persona, riuscendo così a rendere più reale ogni reazione.

Tra i protagonisti del film Hugh Jackman e Sigourney Weaver.

4. L'interpretazione di Copley: attenzione ai movimenti

Copley si è avvicinato al ruolo di Chappie in modo tradizionale, senza tenere conto della fase dedicata agli effetti speciali: «Neill mi ha detto ‘Tu fai solo il tuo ruolo poi noi ci aggiungiamo il robot’. Il film dovrebbe funzionare anche soltanto con me vestito con la tutina grigia, la gente potrebbe comunque commuoversi vedendo il film in questa maniera».
Per interpretarlo nel migliore dei modi, l'attore ha dovuto fare molta attenzione ai propri movimenti: «L’essenza di Chappie è il modo in cui si muove e in cui reagisce, non necessariamente ciò che dice. Ho indossato una placca sul petto per mantenere le proporzioni tra il mio petto e la schiena, proprio come Chappie».
L'ATTORE DIVENTA ROBOT. L'espediente ha permesso a Copley di capire le dimensioni degli spazi in cui doveva muoversi e come il robot si sarebbe seduto o rimasto in piedi in alcune situazioni.
Sharlto ha spiegato di avere «indossato una tuta grigia con sensori di tracciamento per gli animatori, stretta come una seconda pelle».

5. La scelta dei costumi: dallo scienziato ai gangster

La realizzazione dei costumi è stata supervisionata da Diana Cilliers ispirandosi ai look dei gangster della East Coast degli Stati Uniti.
INDUMENTI CHE RISPECCHIANO LA PERSONALITÀ. Per i personaggi di Deon e Vincent, invece, sono stati scelti indumenti in grado di rispecchiarne la personalità: da una parte capi old fashion e conservatori e dall'altra, usando le parole di Blomkamp, vestiti adatti a «un allevatore australiano che ha un passato nelle forze armate».

6. La preparazione degli stuntmen: un attento studio degli attori

Il team degli stuntmen ha potuto prepararsi alle scene da girare grazie a delle miniature costruite dall'art department, che hanno permesso di ideare ogni dettaglio delle sequenze più complicate.
IL LAVORO HULLEY-STOCK. Il coordinatore Grant Hulley ha inoltre lavorato moltissimo con Ian Stock, la controfigura di Copley, per replicare nel migliore dei modi i movimenti dell'attore anche nelle sequenze d'azione.

7. Il ritorno a Johannesburg: l'importanza dei luoghi

Blomkamp è tornato a girare a Johannesburg dopo il successo di District 9 perché le tematiche del film si adattavano alla perfezione agli ambienti e ai dettagli della città che il regista conosce così bene.
AUTOSTRADE CHIUSE PER LE RIPRESE. Rispetto alle idee iniziali sono stati effettuati alcuni cambiamenti come quelli relativi al covo di Ninja e Yo-Landi: inizialmente si è cercata una casa, poi Blomkamp si è innamorato di uno spazio abbandonato nel quale potessero vivere e nascondersi.
Per girare la scena della rapina e dell'inseguimento in auto è stato necessario chiudere un'autostrada nazionale.

8. I Die Antwoord: l'incontro tra realtà e finzione

Ninja e Yo-Landi nella vita reale sono il famoso duo rap chiamato Die Antwoord. Il produttore di Humandroid ha raccontato: «Sfuggono ad ogni definizione e spiegazione. Bisogna vederli per comprendere bene di cosa stiamo parlando, sono più unici che rari. Sono un gruppo rap, un fenomeno culturale, sono artisti pazzoidi».
«SONO VITTIME DEL MONDO». Nel lungometraggio i personaggi sono ex musicisti diventati criminali per sopravvivenza: «Ninja ha un’aura forte ed aggressiva, mentre Yo-Landi è più dolce, ma entrambi sono tipi tosti che sono a loro agio anche nei luoghi più spaventosi di Johannesburg», ha proseguito il produttore. «Nella vita reale sono persone intelligenti, si sono ricavati un loro posto, mentre nel film, sono vittime del mondo. Sono meno coscienti e meno in controllo del loro destino».

9. Un'idea nata molto tempo fa: il finto promo nel 2003

Le basi per la creazione di Humandroid sono state gettate da Blomkamp oltre 10 anni fa, quando ha realizzato un promo contenente false pubblicità da mostrare agli agenti per dimostrare le sue capacità produttive: «Mi stavo guardando intorno e poi, nel 2003, ho progettato quel robot in Lightwave. Ho preso spunto da parecchi disegni manga e anime giapponesi; ora non sono più interessato a quelle cose, però ho voluto dare vita a un film per rimanere fedele a ciò che era – uno spot pubblicitario bizzarro, falso e strano. Volevo che Humandroid somigliasse molto a quel lavoro».
La realizzazione di Chappie è stata affidata alla Image Engine e alla Weta Workshop: i produttori hanno girato alcune scene due anni e mezzo prima dell'inizio delle riprese per verificare che tutto funzionasse.
L'ALCE, UN DROIDE IRREALISTICO. Anche l'Alce, l'alternativa ai robot poliziotti Scouts, è stato ideato da Neill ma in modo irrealistico: «È satirico, è ciò che le forze di polizia fanno con mezzi estremamente costosi, inefficienti e ingombranti facendo pagare tasse enormi ai contribuenti. Era il progetto più sfacciato, problematico e pazzo che mi potesse mai venire in mente», ha spiegato. «E lo abbiamo realizzato nello stesso modo con cui venivano realizzati gli effetti visivi negli Anni 60, 70 e 80: i modellisti componevano i personaggi con pezzi disegnati in precedenza, praticamente la stessa cosa che ho fatto io al computer. Da quel punto, la Weta Workshop e la Image Engine lo hanno rifinito fino a che ogni giuntura e ogni dispositivo rotabile fosse completamente animabile, dopodiché la Weta ha costruito un modello alto tre metri e mezzo».

10. La composizione del robot: tre scheletri e otto set di pannelli

Tutti gli Scout ha un numero identificativo, in modo da renderli distinguibili e mostrarne le fasi di invecchiamento. Chappie è Scout 22 e ha un orecchio dannaggiato rimpiazzato da uno di prova color arancione, elemento che lo fa notare subito in mezzo agli altri.
TUTTE LE VITE DI CHAPPIE. Nel corso del film il protagonista subisce diversi cambiamenti: «Chappie è stato composto in otto fasi. Abbiamo realizzato tre scheletri di Chappie e otto set di pannelli che rappresentano ogni fase. Quando viene danneggiato al petto, abbiamo rimosso il pannello esterno e l'abbiamo rimpiazzato con uno della fase seguente. Viene assalito, bruciato, gli sparano più volte, è coperto di graffiti da Ninja e Yo-Landi, e così via», ha spiegato il regista. «Lo sviluppo fisico ha richiesto un lavoro enorme; l’aspetto complicato era che tutto veniva girato sul set con i manichini. Il Chappie fisico doveva essere relazionato al personaggio al computer e bisognava seguire la continuità, quindi abbiamo collaborato a stretto contatto con la Image Engine per identificare ogni fase e proseguire con una ripresa strutturata».

Regia: Neill Blomkamp; genere: fantascienza (Usa, Messico, 2015); attori: Sharlto Copley, Dev Patel, Hugh Hackman, Sigourney Weaver, Yo-Landi Visser, Ninja, Brandon Auret, Jose Pablo Cantillo.

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