Kardashian Kanye West 131129170339
PERSONAGGIO 17 Aprile Apr 2015 1400 17 aprile 2015

Kanye West, il folle della musica

Ha chiamato la figlia come un punto cardinale. Litigato con Obama. E con Bush. Il rapper è genio e sregolatezza. Time: è tra gli uomini più influenti al mondo.

  • ...

A guardarlo sembra una fashion victim un po' pacchiana. Ma oltre agli innumerevoli carati d'oro che porta al collo e sulle dita, alle borse firmate e ai capi di abbigliamento costosi, a una moglie social(mente) ingombrante, Kanye West è anche tanta sostanza.
Così tanta da valere un posto tra le 100 persone più influenti del 2015 e la copertina di Time.
30 MILIONI NEL 2014. Non è la prima volta che gli succede, era già capitato nel 2005, e da allora ha messo in piedi un impero che nel 2014 l'ha portato a guadagnare 30 milioni di dollari.
Un artista con 21 Grammy in bacheca, che nel 2012 ha allargato la sua impresa familiare con la stella curvy Kim Kardashian, da cui ha avuto la figlia North nel 2013, e che ha sposato a Firenze nel 2014.
Ricco, pieno di talento, famoso. Eppure c'è chi non lo ama, a partire dal presidente Usa Barack Obama, che ha osato chiamarlo per ben due volte «asino» e ha preso in giro Kim.
«KIM E KANYE DISEDUCATIVI». «Per cosa è famosa?», si chiese Obama nell'agosto del 2013 puntando il dito contro il declino culturale di un Paese in cui i giovani si chiedono sempre più «cosa indossa Kim Kardashian» e «dove va in vacanza Kanye West».
«Non mi importa se è il presidente, non deve parlare della mia piccola», ha replicato il rapper e produttore musicale. Un afroamericano che attacca il primo inquilino nero della Casa Bianca. Basterebbe questo a far notizia, in quello che è una sorta di derby, visto che West è di Chicago. Esattamente come Obama.
«HO IL CERVELLO DI UN BIMBO DI TRE ANNI». «Parla di noi solo perché siamo più influenti di lui e Michelle. Inoltre sua moglie non potrebbe mai scattarsi i selfie di Kim».
Un ragazzo ardito, Kanye, che in un'intervista con lo scrittore Bret Easton Ellis ha ammesso di sentirsi sempre più un bambino ogni volta che registra un brano: «Ora ho il cervello di un bambino di tre anni». Peccato che l'anagrafe dica 36.
Così la sua convinzione di essere più importante del presidente degli Stati Uniti stupisce meno. D'altra parte in passato si è paragonato a Michael Jordan, Walt Disney e, addirittura, Gesù Cristo, tanto da farsi chiamare Yeezus, sfruttando un gioco di parole tra il finale del suo nome e quello del messia. E ha posato crocefisso per la copertina di Rolling Stones.

Tra i potenti di Time già nel 2005

Kim Kardashian e Kanye West.

Difficile capire quanta parte di genio e quanta di follia siano presenti nella ricetta del cocktail West. I successi nello spettacolo, l'inclusione nel 2005 nella lista delle persone più influenti del Pianeta stilata da Time, quella praticamente costante nelle top 100 celebrità di Forbes, depongono a suo favore. Per contro ci sono tutta una serie di episodi e dichiarazioni.
BUSH ACCUSATO DI RAZZISMO. Obama non è il primo presidente a essere preso di mira da Kanye.
Nel 2005, era toccato a George W. Bush. «Non gli importa niente dei neri», sentenziò il rapper dal palco del concerto di beneficenza per le vittime dell'uragano Katrina che aveva devastato New Orleans seminando oltre 1.800 morti.
Seguirono scuse ufficiali e toni di circostanza: «Non avrei dovuto chiamarlo razzista. Credo che capiti a tutti di essere trascinati dall'emotività e non essere capaci di scegliere le parole giuste». Ma quella volta furono in tanti a simpatizzare con il rapper sostenendo che non avrebbe mai dovuto chiedere scusa.
LO SGARBO A TAYLOR SWIFT. West è uno abituato a tornare sui suoi passi. L'ha dovuto fare nel 2009, quando invase letteralmente il palco degli Mtv video music award durante la premiazione di Taylor Swift per il miglior video di un'artista femminile.
«È uno scandalo. Questo premio doveva andare a Beyoncé, il suo Single ladies è uno dei video migliori nella storia».

Un episodio che gli valse il primo «asino» di Obama, e che lo convinse a chiedere scusa in più di un'intervista ufficiale e con una serie di tweet alla collega da far arrossire uno stalker.
Un incidente che a distanza di anni ha provato a cavalcare con ironia, interrompendo ai Grammy del 2015 la premiazione di Beck come miglior artista maschile e fingendo di portargli via il microfono, salvo poi concludere con un sorriso e tornare sui suoi passi.

«Sono uno genuino, non un pazzo», ha provato a spiegare di sé.
Difficile credergli se si pensa che per ben due volte è stato arrestato a causa di liti con i paparazzi e per aver strappato dalle loro mani le macchine fotografiche. Il 19 luglio, assediato per l'ennesima volta dai giornalisti a caccia dello scoop mentre si trovava all'aeroporto di Los Angeles, sbottò: «Vi ho detto di lasciarmi in pace, va bene? State cercando di mettermi nei guai, di spingermi a rubarvi le macchine fotografiche, così potete spillarmi 250 mila dollari».

Una bambina chiamata come un punto cardinale

Kanye West e Kim Kardashian hanno una figlia North.

La storia d'amore con Kim Kardashian, per lui «la donna più bella del mondo», conquistata nell'aprile del 2012 dopo anni di corteggiamento, non è riuscito a calmarlo. E nemmeno la nascita della loro prima figlia, North. Un nome già strano di suo, ancora più assurdo se unito al cognome West. In italiano suonerebbe esattamente come Nord Ovest. Una bussola, più che una bambina, ma con «la stessa nobiltà del principe e della principessa di Londra».
IN GUERRA CON SPOTIFY. E siccome i presidenti americani non sono abbastanza, ha deciso di fare la guerra anche a Spotify. Con l'amico Jay-Z, Beyoncé, Madonna e altri artisti ha lanciato Tidal, una piattaforma per l'ascolto di musica in streaming con abbonamenti che partono da 9,99 dollari al mese.
Nel 2013 aveva lanciato una dura campagna con Louis Vuitton. Pronto a battezzare la sua linea di abbigliamento, il rapper si era recato a Parigi e aveva chiesto di poter incontrare Yves Carcelle, manager alla guida della casa francese, ricevendo un «no». Così aveva invitato i cittadini di New York a boicottare il marchio, salvo farsi paparazzare qualche giorno dopo con una borsa firmata LV.

Indiscutibile dal punto di vista musicale, così bravo da aver convinto Paul McCartney a suonare per lui in Only one, una dolcissima ballata dedicata alla madre Donda, morta nel 2007, Kanye ha un senso dell'estetica quantomeno singolare.
Kitsch nel look e nel suo modo di interpretare l'arte, è impossibile che passi inosservato. Un po' come il suo video, Bound 2, un collage di immagini iper colorate, nel quale spicca la simulazione di un rapporto sessuale con Kim.

MASSACRATO DALLA CRITICA. La critica l'ha massacrato, James Franco e Seth Rogen ne hanno fatto una parodia, ma lui lo giudica un'opera d'arte: «Volevo che il video sembrasse il più finto possibile. Che le nuvole andassero in un'unica direzione, così come le montagne. E volevo i cavalli perché volevo mostrarvi che questi sono gli Hunger Games, volevo che vedeste che questo è l'immaginario che creano per noi. L'unica differenza è che qui c'è un ragazzo nero in mezzo alla scena».
Uno stile molto simile a quello del suo mediometraggio Runaway. 34 minuti di fenici, cerbiatti, ballerine in nero, accompagnate dai brani di My Beautiful dark twisted fantasy, forse il suo album migliore.

D'altra parte lui è Yeezus, Pablo Picasso, Andy Warhol. È più influente di Obama, geniale come Walt Disney. Peccato che non tutti riescano a capirlo.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso