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SPIRITO ASPRO 18 Aprile Apr 2015 0645 18 aprile 2015

Langone? Chiamatelo AstroCamillo, il Cristoforetti della comicità

Dice che Samantha è un cattivo esempio. E scarica sulle donne che studiano troppo le colpe della crisi demografica. Col suo umorismo l'opinionista del Foglio ascende ad altezze stellari.

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Samantha Cristoforetti.

I più anziani o più cinefili di noi si ricorderanno Le tentazioni del dottor Antonio, lo strepitoso episodio firmato Federico Fellini del film Boccaccio '70, in cui Peppino De Filippo, nei panni di un nevrotico paladino della morale, lotta contro un enorme cartellone pubblicitario in cui campeggia l'opulenta e sensuale Anita Ekberg.
Ecco, il titolo più adatto per questa storia sarebbe Le tentazioni del dottor Camillo. Parliamo di Camillo Langone, opinionista del Foglio di Claudio Cerasa e noto ai più per la teoria secondo cui la crisi demografica è colpa delle donne che studiano troppo.
MIRACOLOSA SAMANTHA. La sua Anitona non è una bionda modella scosciata che occhieggia sullo schermo o su una locandina, ma ha il fisico asciutto e la zazzera antigravitazionale di Samantha Cristoforetti, l'astronauta italiana che da qualche mese è un succedaneo laico, social e più affidabile della Madonna di Medjugorie: appare spesso e puntualmente, per lo più a Matteo Renzi o a Fabio Fazio, twitta le sue visioni celesti e comunica messaggi pieni di scientifico buon senso.
Miracoli non ne ha ancora fatti ma non le serve, perché già il fatto che una donna italiana, ingegnera, aviatrice e colonnella dell'Aeronautica (okay così, signora Boldrini?) sia andata nello spazio ha del miracoloso.
PER LANGONE È UN CATTIVO ESEMPIO. Anziché rivolgersi alle autorità per far sparire quello scandalo che distoglie le giovani dalla loro vocazione di angeli del focolare e indefesse fattrici di nuovi italiani, il dottor Camillo ha scritto un puntuto corsivetto sul Foglio, in cui addita Samantha come cattivo esempio.
Non solo lei, ma implicitamente anche i suoi genitori, che, annota il commentatore, le hanno dato un nome «adespoto» (cioè senza una chiara origine) e reso famoso da una serie televisiva che aveva per protagonista una strega; quindi, viste le premesse, è già molto che sia volata in cielo con un'astronave e non a cavalcioni di una scopa.
«Un nome come Samantha socialmente parlando produce gli stessi effetti di un nome presente in calendario e nella tradizione onomastica famigliare, capace di collegare le diverse generazioni?», si domanda corrucciato il dottor Camillo.
UN COGNOME DA SANTA. Ma l'astronauta il santo del calendario ce l'ha già nel cognome, Cristoforetti, da san Cristoforo martire in Licia sotto l'imperatore Decio.
Ed è pure un signor santo, visto che fa parte dei 14 santi «ausiliatori» cui rivolgersi in caso di gravi calamità; in particolare Cristoforo va invocato in caso di pestilenze e uragani (se vi brucia la casa, il nome giusto è sant'Eustachio, mentre quando vi svegliate con un brufolo sul naso raccomandatevi a san Giorgio).

Camillo e la crociata contro le donne che studiano troppo

Camillo Langone, opinionista del Foglio.

A ben vedere, un santo nel cognome, che si tramanda di padre in figlio, collega le generazioni molto più di un nome individuale.
Uno che ha un cognome come Langone, la cui origine è incerta (potrebbe essere una storpiatura del nome «Longone» nel senso di «alto» o di Malangone, diffuso nella provincia di Salerno) ma sicuramente laica, deve per forza compensarlo con un nome da calendario come Camillo, che sia in onore di san Camillo de Lellis patrono dei malati e degli infermieri o del pugnace parroco di Brescello inventato da Guareschi.
E poi, dottore: se il prete che ha battezzato Samantha all'epoca non ha detto niente, vuole mettere becco lei, che prete non è? Non mi sembra da buon cattolico. Comunque, i cultori di Vita da strega ricorderanno come la protagonista venisse chiamata col diminutivo «Sam», che in inglese sta anche per Samuel, profeta e giudice biblico: se chiamiamo Sam anche la nostra astronauta forse il dottor Camillo si calma.
UN GENIO DELLA BEFFA. Ma la seconda domanda del pezzullo langoniano ci istilla il sospetto di non avere a che fare con un bigotto sessista completamente privo di senso dell'umorismo ma, al contrario, con un autentico genio della beffa.
«Portare ad esempio un'astronauta, ossia una donna che per lungo tempo vive lontanissima dal proprio uomo, è utile quando sappiamo che la causa principale del presente declino economico è il declino demografico?». Già, se una donna studia e vuol far carriera ma resta sulla terra, la possibilità di ingravidarla, anche suo malgrado, sussiste; ma se questa se ne va fra le stelle, gli spermatozoi terrestri per raggiungerla devono avere una gittata decisamente fuori misura perfino per il Barone di Munchhausen.
PENSA DAVVERO QUEL CHE SCRIVE? Non so se additare come esempio Samantha serve a incoraggiare le donne a fare più bambini, anche se in sei mesi trascorsi in clausura con quattro nerboruti 30enni russi e americani è più facile concepire un bambino che nel poco tempo che una coppia normale riesce a passare in intimità.
Sicuramente la signora Anania, la mamma di 16 figli vista a Sanremo, incoraggia alla contraccezione, se non alla legatura delle tube (e ancora di più l'intronato marito, il primo testimonial cattolico pro-vasectomia). Ma forse Langone si sta solo divertendo alle nostre spalle: se pensasse davvero quel che scrive probabilmente sarebbe già stato malmenato dalle giornaliste del Foglio e forse anche da alcuni giornalisti.
IL CRISTOFORETTI DELLA COMICITÀ. Sa benissimo che a uscite come queste i lettori si incazzano come pantere, e non solo le donne, e non solo quelli che di @AstroSamantha ne hanno un po' le scatole piene. L'articolo ha suscitato una serie di commenti indignati e sconcertati in cui si dà al Langone dello stupido, del drogato, dell'emulo di Torquemada.
E probabilmente lui ci si si diverte come un matto, quasi come quando condanna l'evoluzionismo in quanto forma di nichilismo.
Noi ci arrabbiamo perché siamo arretrati, ottusi, della razza di chi rimane a terra, come diceva Montale. Invece come umorista lui ascende ad altezze vertiginose, stellari: è il Cristoforetti della comicità. Anzi, chiamiamolo @AstroCamillo.

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