Western 150414171612
INTRATTENIMENTO 19 Aprile Apr 2015 0905 19 aprile 2015

«Quella sporca sacca nera», una Sardegna da Oscar

Un regista di 27 anni. Duemila euro di budget. E promozione sui social network. Una web serie western made in Ogliastra strega gli Usa. Aragoni: «Ora un film».

  • ...

Quattro episodi, appena quattro per la web serie che ha sbancato Los Angeles.
E arrivano esattamente dalla patria del cinema le soddisfazioni più grandi per lo staff tutto sardo di Quella sporca sacca nera (That Dirty Black Bag): prima le otto nomination, confermate da sei Oscar al Los Angeles Webfest 2015, una delle più importanti competizioni del settore.
La premiazione ha proiettato il regista, Mauro Aragoni, 27 anni, nel panorama internazionale grazie al potere del web. Dove tutto è nato.
UNO SPAGHETTI PULP CUPO. Il western d’Ogliastra, dal budget ridotto – appena 2 mila euro – è uno Spaghetti pulp cupo che ha fatto diventare gli scorci della Sardegna centrale d’un tratto parte di un immaginifico set del Messico di fine Ottocento.
La scenografia è naturale: il sole rosso, la terra polverosa, la macchia mediterranea e i fichi d’india. E la chiesetta di San Pietro a Golgo che appare nella prima scena (con spari e sangue) è diventata lo sfondo per l’avvio della serie che ruota appunto, attorno al contenuto di una sacca nera. Il resto si può vedere, gratis, con qualche clic.

PROMOZIONE SUI SOCIAL. La promozione e il marketing sono arrivati soprattutto dai social, Facebook in prima linea. Parola d’ordine: low cost con l’obiettivo della viralità, la massima condivisione.
È così, se prima della partenza verso gli States lo staff puntava almeno a un premio, il bottino è diventato d’un colpo più ricco. La produzione isolana - in gara nella sezione Drama con altre 50 opere – si è quindi aggiudicata un premio per la migliore fotografia, due per i migliori attori protagonisti (a Maurizio Pulina e Antonio Luvinetti, che interpreta il ruolo del nemico) e ancora un premio per la sceneggiatura, per il miglior montaggio e un altro per l’Audio design che rende molto orgoglioso Aragoni: «Si tratta di un riconoscimento al lavoro fatto con i suoni di fondo: come gli spari, i passi», spiega a Lettera43.it, «un risultato finale ottenuto anche grazie alla colonna sonora».
IL PROSSIMO PASSO? UN FILM. Rientrato da poco in Italia e in Sardegna, lo staff di Aragoni è quasi più soddisfatto del girato portato a casa che della gloria d’oltreoceano. «Sono entusiasta delle riprese americane. Per noi il viaggio, oltre che vetrina, è stato soprattutto l’occasione di girare nel deserto del Nevada e del Mojade: i luoghi originali del western».
Così l’obiettivo è diventato più ambizioso: unire le puntate e farne un vero film, con le nuove immagini: «Sarà un prodotto ancora più professionale con tempi ristretti, contiamo di finire entro pochi mesi». Per sfruttare al meglio il tam tam creato attorno al piccolo miracolo sardo.

DUE ANNI DI LAVORO. Per mettere a punto la sceneggiatura (firmata insieme a Roberto Comida) ci sono voluti due anni: «Puntavo a qualcosa di nuovo che fosse violento e oscuro allo stesso tempo», dice ancora Aragoni da Tortolì, costa orientale della Sardegna.
Si definisce un autodidatta con il pallino del cinema fin da piccolo (dieta media da due film al giorno) con un unico corso da tecnico del suono. Poi la pratica sul campo, anche a Roma: «La scuola migliore». Più veloci le riprese della scrittura: sette giorni concentrati nell’arco di un mese per tutta la serie web. Il gruppo si è formato strada facendo: «Alcuni li conoscevo, altri no», spiega ancora, «tutti sono diventati amici con questa avventura. In comune c’è la passione: fondi risicati, appena un rimborso benzina per chi arrivava da lontano».
UN OMAGGIO A SERGIO LEONE. Il resto partecipazione e condivisione: arredi e oggetti in prestito, qualche sopralluogo prima di portare le telecamere, e via. Alcuni set naturali: come Perda Liana, a Gairo (maestoso tacco di roccia con attorno il nulla), poi le sponde del fiume Flumendosa e un’unica tappa nell’Oristanese.
La serie strizza l’occhio ed è un omaggio al maestro western Sergio Leone. E più di tutte le menzioni internazionali – anche in Canada – e i premi nostrani (al Roma Web Fest 2014, Miglior fotografia e Miglior scena d’azione) ciò che lo fa gongolare è aver rivisto la propria creatura in compagnia di Giancarlo Santi, storico aiuto regista di Leone nella Trilogia Del Dollaro e averne ricevuto i complimenti. Cambia quindi la piattaforma: dalla pellicola al digitale, dallo schermo al web ma restano scie e orme da seguire.

Correlati

Potresti esserti perso