Federico Garcia Lorca 150423183513
SCOPERTA 23 Aprile Apr 2015 1810 23 aprile 2015

Garcia Lorca, la versione franchista: «Gay e massone»

Ritrovati documenti inediti del 1965 della polizia, 30 anni dopo l'esecuzione del poeta.

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Federico Garcia Lorca.

Nuovi dettagli sulla morte del poeta, drammaturgo e scrittore Federico Garcia Lorca, fucilato all'alba del 18 agosto del 1936, durante la guerra civile spagnola (1936-1939) sono contenuti in documenti inediti sulla sua esecuzione e citati dai media spagnoli.
IL POETA DEFINITO «SOCIALISTA» E «MASSONE». Si tratta di un'informativa di polizia redatta il 9 luglio 1965, quasi 30 anni dopo la sua morte, dalla 3 brigata regionale di investigazione sociale del Comando superiore di polizia di Granada, in cui Lorca viene definito come «socialista» e «massone» e accusato di «pratiche di omosessualità e aberrazione». Nel documento di due pagine, il primo ufficiale del franchismo sui «precedenti del poeta Federico Garcia Lorca», si afferma che Lorca fu giustiziato «assieme a un'altra persona», della quale non è indicata l'identità, dopo «aver confessato», sebbene nulla è detto a proposito della presunta confessione.
Finora la ricostruzione dell'esecuzione più accreditata dagli storici era che l'autore de La casa di Bernarda Alba fosse stato fucilato assieme ad altre tre persone: due toreri e un maestro di scuola.
TACCIATO DI PRATICHE DI OMOSESSUALITÀ E ABERRAZIONE. Federico Lorca era per la polizia «un massone appartenente alla loggia Alhambra, nella quale adottò il nome simbolico di Homero, essendo ignoto il grado che vi raggiunse». Si spiegava, inoltre, che «era tacciato di pratiche di omosessualità, aberrazione, arrivate a essere vox populi, ma è certo che non ci sono precedenti di nessun caso concreto», si aggiungeva.
L'informativa descrive l'arresto del poeta di Granada, in casa dei suoi amici, i fratelli Rosales, dove Lorca si era rifugiato impaurito, dopo due successive perquisizioni effettuate dalla polizia nella sua abitazione. E questi, secondo il rapporto, tentarono di intercedere per lui davanti al comandante di Interventi militari. Senza peraltro riuscirvi, come dimostrò il tragico epilogo degli eventi.
RICOSTRUZIONE CONFUSA A 30 ANNI DI DISTANZA DALLA MORTE. Quasi trent'anni dopo, la stessa polizia ne fa una ricostruzione abbastanza confusa. Dopo l'arresto, «fu portato in auto nelle vicinanze del luogo noto come Fuente Grande», nell'area di Alfacar (Granada), assieme ad un altro detenuto non identificato, e fu «passato per le armi dopo aver confessato, essendo sepolto in quei paraggi, in una fossa molto in superficie, in una scarpata», a circa due chilometri sulla destra della Fuente Grande. Un luogo «di difficile localizzazione», come è stato evidente dopo che i due tentativi di recuperare i resti del poeta dalla fossa comune, effettati dalla giunta dell'Andalusia in due diverse zone del 'Barranco di Viznar' - l'ultimo nel novembre 2013 - sono rimasti finora senza esito.
INFORMATIVA REDATTA A PARTIRE DA UNA RICHIESTA FATTA NEL 1965. L'informativa rivelata il 23 aprile, destinata a riattivare l'interesse mai spento degli storici e delle associazioni di Memoria storica per recuperare le spoglie dell'autore di Poeta a New York, fu redatta a partire dalla richiesta ufficiale fatta dall'ispanista francese Marcelle Auclair nel giugno del 1965, trasmessa tramite il ministero degli esteri alle autorità spagnole. Queste autorizzarono il rapporto di polizia, salvo poi mantenerlo chiuso nei cassetti, senza dare risposta alla ispanista. A conferma che, ancora nella metà degli Anni 60, l'esecuzione di Lorca rappresentava un problema per il regime franchista.

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