CONCORSO 24 Aprile Apr 2015 1204 24 aprile 2015

Sony World Photography Awards 2015: premiati sette italiani

Riccardo Bononi e Giovanni Troilo sono ''Fotografi dell'anno'' per le categorie ''Sport'' e ''Persone''. Vincono le immagini di John Moore: ha raccontato l'epidemia d'ebola in Liberia. Foto.

  • ...

L'Italia è stata in assoluto la nazione col maggior numero di vincitori del Sony World Photography Awards 2015 (guarda le foto).
I titoli di 'Fotografo dell'anno' per le categorie 'Sport' e 'Persone' sono andati a Riccardo Bononi e Giovanni Troilo.
Inoltre fra secondi e terzi posti, ben cinque fotografi italiani hanno ottenuto riconoscimenti nelle categorie 'Professionisti': Massimo Siragusa (2° posto, 'Architettura'), Alessandra Bello (2° posto, 'Arte e cultura'), Antonio La Grotta (3° posto, 'Architettura'), Annalisa Natali Murri (3° posto, 'Storia contemporanea') e Giulio di Sturco (3° posto, 'Paesaggio').
PREMIO ALL'AMERICANO MOORE. Nonostante il successo dell'Italia, la giuria d'onore ha conferito l'Iris d'Or e il titolo di 'Fotografo professionista dell'anno' all'americano John Moore. L'opera vincitrice L'epidemia di ebola devasta la capitale liberiana, scelta fra 13 categorie professionali previste dal concorso, comprende una serie di scatti crudi che offrono uno spaccato intenso della tragedia che ha sconvolto diversi Stati africani. In gara c'erano 183.737 immagini provenienti da 171 diversi Paesi.
Residente a New York, John Moore ha svolto servizi fotografici in oltre 70 Paesi. Oltre al prestigioso titolo, il fotografo riceve un premio in denaro del valore di 25 mila dollari.
EBOLA, NEMICO INVISIBILE. «Immortalando l'epidemia», hanno scritto i giudici nel comunicato congiunto, «John Moore mostra tutta la brutalità che caratterizza la vita quotidiana di queste persone, dilaniate da un nemico invisibile. Ciò che gli è valso il titolo, però, è il suo approccio davanti a un simile orrore: gli scatti, intimi e rispettosi, commuovono lo spettatore per il loro coraggio e per l'integrità giornalistica. È difficile stabilire il confine sottile tra immagini che sfruttano queste situazioni e immagini che veicolano la stessa idea con sensibilità, compassione ed empatia, ma Moore è riuscito ad andare in quest'ultima direzione in maniera ineccepibile. Coronano il tutto la predisposizione alle composizioni potenti e una narrazione visiva convincente: ecco come nasce uno straordinario esempio di fotografia documentaristica».

Correlati

Potresti esserti perso