Bibbia Diavolo Copertina 150512124807
CULTURA 13 Maggio Mag 2015 1148 13 maggio 2015

La Bibbia del Diavolo, i misteri sul manoscritto maledetto

È il libro medievale più grande del mondo. La leggenda narra che sia stato firmato da Lucifero. La pagina più famosa dell’opera è la 290, quella che contiene un’immagine di Satana raffigurato mezzo uomo e mezzo animale.

  • ...

Si pensa che siano pagine maledette quelle del Codex Gigas (libro gigante), meglio noto come Bibbia del Diavolo, perché al suo interno è raffigurata un'enorme immagine di Lucifero a colori.
Il manoscritto medievale più grande del mondo: misura 92 centimetri di lunghezza, 50 di larghezza e 22 di spessore, per un peso complessivo di 74 chilogrammi. Per realizzarlo si dice che siano servite circa 160 pelli di animali.
Il testo è conservato a Stoccolma, nella Biblioteca Nazionale della Svezia.
COSA CONTIENE IL CODEX GIGAS. Il contenuto del Codex Gigas è certamente degno di nota. Innanzitutto riporta la Bibbia, poi troviamo la Etymologiae di Isidoro di Siviglia (vescovo spagnolo), alcuni testi storici di Giuseppe Flavio (scrittore romano), una storia sulla Boemia di Cosma Praghese (scrittore ceco), ma anche alcune formule magiche, un calendario con nomi di santi e l’elenco dei monaci del monastero.
La pagina più famosa dell’opera, però, è la 290, quella che contiene un’immagine del diavolo raffigurato mezzo uomo e mezzo animale, con corna, una lingua biforcuta e piedi con artigli.
CHI HA SCRITTO LA BIBBIA DEL DIAVOLO? Ad oggi un mistero regna sovrano: chi ha scritto la Bibbia del Diavolo?
La leggenda narra che un monaco del Medioevo fu condannato a essere murato vivo per aver infranto i voti monastici e, per evitare la punizione, promise di scrivere in una sola notte un libro che contenesse tutta la conoscenza umana.
Quando si avvicinò la mezzanotte, però, era ancora indietro con il lavoro. Disperato, decise di rivolgersi a Lucifero: gli offrì la sua anima in cambio di aiuto.
Il Signore degli Inferi approvò e firmò il lavoro con l'aggiunta di un suo autoritratto.
Un'analisi scientifica effettuata sul Codex Gigas, in realtà, ha dimostrato che ci sono voluti dai 20 ai 30 anni per realizzarlo e, secondo gli esperti, la leggenda del monaco murato vivo sarebbe dovuta a un errore nella trascrizione della firma a fine libro, Hermanus inclusus: al posto della parola latina 'inclusus', ci sarebbe dovuto essere l'aggettivo 'recluso', che indica come un monaco abbia dedicato la sua vita alla solitudine totale per completare il manoscritto.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso