CINEMA 14 Maggio Mag 2015 1308 14 maggio 2015

«Il racconto dei racconti», 10 cose da sapere

Si ispira alle fiabe del '600 di Basile. È stato girato tra Sicilia, Lazio e Toscana. Contiene richiami a Fellini e Monicelli. Il film in gara a Cannes ai raggi X. Foto.

  • ...

È Il racconto dei racconti, diretto da Matteo Garrone, il primo dei film italiani a essere presentato alla 68esima edizione del Festival di Cannes che il 13 maggio ha preso il via con la cerimonia di apertura.
Le aspettative nei confronti delle tre opere in concorso firmate da Nanni Moretti, Paolo Sorrentino e, appunto, Garrone sono molto alte e le speranze che uno dei tre si aggiudichi un riconoscimento prestigioso potrebbero non essere affatto vane.
Mentre Mia madre è già stato distribuito nelle sale e Youth (La giovinezza) debutterà il 20 maggio, arriva invece il 14, in contemporanea con la presentazione alla kermesse, il lungometraggio ispirato alla raccolta di fiabe Lo Cunto de li Cunti scritte da Giambattista Basile.
L'INTRECCIO FRA TRE STORIE. Sul grande schermo si intrecciano tre storie diverse (guarda la gallery): la Regina di Selvascura (Salma Hayek) vuole avere a tutti i costi un figlio e il consiglio di un negromante avrà delle conseguenze drammatiche, pur permettendo alla donna di dare alla luce il piccolo Elias.
Il Re di Roccaforte (Vincent Cassel) è invece alla ricerca di nuovi piaceri e, sentendo una deliziosa voce, si invaghisce di quella che pensa essere una bellissima fanciulla, senza poter immaginare la verità. Il Re di Altomonte (Toby Jones), infine, cattura una pulce e la rende il suo animale domestico. Quando la creatura muore, il sovrano decide di scuoiarla e darà in mano sua figlia Viola solo a chi saprà riconoscere la vera natura della pelle.
L'atmosfera fiabesca e il cast internazionale rendono affascinante e originale il nuovo progetto di Garrone che ha saputo osare e sperimentare, puntando a un pubblico internazionale.

Regia: Matteo Garrone; genere: fantastico, drammatico (Italia, Regno Unito, Francia, 2015); attori: Salma Hayek, John C. Reilly, Vincent Cassel, Toby Jones, Alba Rohrwacher, Stacy Martin, Shirley Henderson, Bebe Cave, Massimo Ceccherini.

1. Il legame fra le tre parti: le donne al centro della storia

I racconti scelti hanno come filo conduttore la presenza di tre donne in diverse fasi della loro vita: una ragazza ancora sognatrice, una donna viscerale e gelosa, e un'anziana ingenua.
IL PUNTO IN COMUNE? UNA FAMIGLIA CIRCENSE. Le storie vengono legate inoltre dalla presenza nel film di una famiglia circense che viaggia di castello in castello, unendo quindi i vari momenti del lungometraggio.

2. L'opera di Basile: un testo fantastico del Seicento

Il regista ha voluto portare nelle sale le fiabe di Basile perché possiedono elementi reali e fantastici, dando vita a una commistione che ha sempre trovato spazio nella sua attività artistica.
I SENTIMENTI UMANI SPINTI ALL'ESTREMO. «Le storie raccontate nel Cunto de li Cunti passano in rassegna tutti gli opposti della vita: l’ordinario e lo straordinario, il magico e il quotidiano, il regale e lo scurrile, il semplice e l’artefatto, il sublime e il sozzo, il terribile e il soave, brandelli di mitologia e torrenti di saggezza popolare», ha spiegato il regista. «Le fiabe raccontano i sentimenti umani spinti all’estremo».

3. Il lavoro sulla sceneggiatura: un percorso inverso rispetto al solito

Per adattare il testo originale gli sceneggiatori hanno compiuto un lavoro molto attento su personaggi e situazioni.
L'IMPORTANZA DEL REALISMO. Lo scopo? Ricondure tutti gli elementi narrativi a un piano creadibile e realistico, permettendo così agli spettatori di immedesimarsi con gli eventi vissuti dai protagonisti.

4. Il legame con la contemporaneità: fiabe dalle sfumature moderne

In tutti e tre i racconti scelti sono presenti passaggi che si riflettono senza difficoltà nella realtà contemporanea.
OSSESSIONE PER LA BELLEZZA E VIOLENZA. L'ossessione per la bellezza, ad esempio, il desiderio di diventare madre a ogni costo, il conflitto tra generazioni diverse e la violenza.

5. La scelta della lingua inglese: un film senza confini

Girare in inglese il film ha permesso, secondo Matteo Garrone, di proporsi a un pubblico senza confini ed evitare di caratterizzare troppo i personaggi.
OBIETTIVO: EVITARE L'USO DEI DIALETTI. Questo grazie all'impossibilità di individuare immediatamente un'origine geografica a causa di dialetti o lingue nazionali.

6. L'attenzione per le immagini: effetti speciali ridotti al minimo

Per creare gli effetti visivi si è cercato di mantenere un approccio artigianale, costruendo fisicamente le creature fantastiche e affidandosi alle nuove tecnologie digitali solo per alcuni ritocchi.
RECITAZIONE PIÙ NATURALE. Questa scelta ha permesso agli attori di recitare con più naturalezza, potendo interagire con elementi presenti accanto a loro.

7. Le ispirazioni artistiche: Goya macabro e ironico come Basile

Tra le fonti di ispirazione del film ci sono i Capricci, la serie di incisioni di Francisco Goya.
RAPPRESENTAZIONE GROTTESCA DELL'UMANITÀ. Qui l'umanità viene rappresentata in modo grottesco.
Garrone ha definito Goya «macabro e ironico come Basile».

8. I modelli cinematografici: da Comencini a Fellini

Matteo Garrone, oltre alla pittura, nel realizzare Il racconto dei racconti ha pensato all'atmosfera e allo stile di vari film.
IL RICHIAMO A MONICELLI. Tra questi il Pinocchio di Comencini, il Casanova di Fellini, La maschera del demonio di Bava a L'armata Brancaleone di Monicelli.

9. La ricerca dei luoghi: essenziali le sensazioni suscitate

Gli edifici scelti come location del film avevano delle caratteristiche ben precise che enfatizzano l'atmosfera sospesa tra realtà e fantasia che anima i tre racconti.
TRA LE LOCATION LE GOLE DELL'ALCANTARA. Tra i luoghi utilizzati per girare le scene ci sono le gole dell'Alcantara (Sicilia), le Vie Cave (Toscana) e il Bosco del Sasseto (Lazio).

10. I costumi: d'epoca, ma con un tocco originale

I costumi realizzati per Il racconto dei racconti sono ispirati all'epoca in cui Basile scrisse il suo libro, ovvero la prima metà del Seicento.
LO STILE SONTUOSO. Tuttavia sono stati reinventati utilizzando un pizzico di fantasia, mantenendo uno stile sontuoso e dall'atmosfera gotica.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso